di Andrea Mori
PRATO – Claudiu Stanasel è stato, fino a pochi mesi fa, vicepresidente del Consiglio comunale di Prato, incarico che ha dovuto lasciare dopo la caduta dell’amministrazione seguita alle dimissioni della sindaca Bugetti. Oggi è capolista della Lega per il collegio di Prato alle elezioni regionali. Lo abbiamo intervistato per conoscere il suo punto di vista su diverse questioni politiche locali, regionali e nazionali.

Stanasel, come va la Lega?
Già da diversi mesi ha iniziato un percorso di crescita dimostrato sia in termini numerici, sia in termini strutturali; da una parte abbiamo la fortuna che una marea di giovani si sta avvicinando al nostro partito. Stiamo facendo un lavoro importante e per questo ringrazio il coordinatore provinciale della Lega giovani Marco Riccucci, che proprio in virtù di questo lavoro è stato premiato e nominato vice-coordinatore regionale della Lega giovani Toscana.
Dall’altra parte assistiamo ad un aumento delle iscrizioni e delle persone che si avvicinano al partito grazie alla figura di Roberto Vannacci.
Le regionali sono alle porte. Che ci dice?
Anzitutto ci tengo ad evidenziare l’accordo fatto con il Popolo della Famiglia. Un accordo che ha portato all’interno delle liste della Lega persone nuove, per esempio nel nostro stesso territorio abbiamo Cecilia Casentini, candidata in quota Popolo della Famiglia, il che mi rende molto felice perché credo che questo patto abbia tutte le qualità necessarie per essere portato avanti anche in vista delle prossime amministrative.
Detto questo, a livello regionale c’è una squadra rinnovata con molti nuovi ingressi, frutto soprattutto del lavoro del generale. Ci stiamo impegnando molto per formare una nuova classe dirigente della Lega in Toscana e questo vale anche per Prato: tanti giovani e tante persone nuove stanno entrando nel partito, molte delle quali arrivano grazie all’associazione ‘Il Mondo al Contrario’, di cui sono consigliere nazionale.
Credo comunque che la Lega possa portare la sua visione, dando così un grande valore aggiunto all’intera coalizione in vista di queste regionali. Al centro del nostro programma ci sarà una Toscana di tutti i comuni, non solo Firenze e i capoluoghi di provincia.
Il centrodestra a Prato vive un momento difficile, in questo caos la Lega dove si colloca?
Sappiamo benissimo che è un momento complicato, anche se in realtà lo è per tutta la politica cittadina. Noi vogliamo essere il motore di un rinnovamento della politica pratese, come anche di un rinnovamento del centrodestra. Un centrodestra che deve rimettere al centro i partiti, ridando potere e centralità alla coalizione e quindi agli alleati. Io sono certo che i miei colleghi, di Forza Italia come di Fratelli d’Italia, sapranno intraprendere un percorso per rinnovarsi e cercare di prepararsi sia a quella che è la sfida in corso sia alle comunali.
Quali sono le responsabilità di Fratelli d’Italia?
È il principale protagonista della nostra coalizione, e per questo devono dimostrare al proprio elettorato, città e Paese, che quello che dicono poi lo trasformano in risultati concreti. Io sono convinto che riusciranno a risolvere i problemi interni, li conosco bene. Noi comunque siamo pronti, come lo siamo sempre stati, da alleati seri e credibili, a continuare il lavoro a loro fianco.
Ogni giorno i partiti politici rafforzano la narrazione del “noi facciamo bene e voi male”. Le chiedo quindi se crede che l’amministrazione Pd abbia fatto qualcosa di positivo nel periodo in cui ha amministrato.
Certo che sì, e non ho nessun problema a dirlo, preciso però che mi riferisco alla seconda amministrazione Biffoni. Il primo esempio che mi viene in mente è il lavoro fatto sui sentieri, ed il motivo è che io ho sempre puntato sul fatto che il turismo a Prato vada assolutamente considerato come un nuovo pilastro dell’economia locale su cui possiamo sperimentare e lavorare. E quando venne avviato il lavoro riferito a tutti i sentieri, ho sempre sostenuto che quella progettualità andava portata avanti e, anzi, rafforzata ancora di più. O ancora: tra i lavori eseguiti nelle scuole, di competenza del Comune, è innegabile che siano state fatte delle buone cose, motivo per cui l’ho riconosciuto all’ex assessore Ilaria Santi. Se non ho paura ad ammetterlo è semplicemente perché comportarsi così significa voler bene alla città.
Per tornare all’inizio della mia risposta, comunque: l’amministrazione Bugetti non ha mai voluto avere alcun dialogo con l’opposizione. Ci ha sempre trattato secondo me in modo irrispettoso per il ruolo che avevamo, cioè rappresentare una parte importante della città che ci aveva votati e quindi eletti.
Lei è molto vicino a Roberto Vannacci, persona che non poche volte viene descritta con termini molti forti quali: omofobo, retrogrado e fascista. Che ne pensa?
Roberto Vannacci ha dimostrato, nel suo percorso di vita personale come lavorativo, che queste accuse sono semplicemente infondate. Cosa questa che si capisce leggendo i suoi due libri con attenzione. Credo piuttosto che, anche alla luce di quanto successo negli Stati Uniti, si debba riportare la discussione a dei toni più tranquilli, smettendola di generare questo odio verso chi ha un pensiero differente. Il mainstream e la moda hanno voluto che l’ideologia del centrosinistra, chiamata progressista, woke, fosse quella che doveva andare per la maggiore. Ora che le cose stanno cambiando e che il clima rischia di farsi molto più pericoloso, credo che chi è titolare di quelle idee e ne è promotore deve avere la capacità di fare una riflessione interna.
E a proposito di Kirk, il giovane attivista brutalmente ucciso, questo non aveva certo nessuna colpa se non quella di aver avuto il coraggio di esprimere le proprie idee. Nessuno, nessuno, merita una fine del genere. Per questo io credo che bisognerebbe, tutti, fare un passo indietro e tornare a promuovere una politica seria e che, soprattutto, non inciti alla violenza e faccia mettere “un mirino” sulle persone, sugli avversari.










