di Martina Lepore
PRATO – Continua nel mese di settembre la rassegna “Prato Estate 2026”, progetto del Comune di Prato che ha animato da giugno il centro storico con numerosi appuntamenti dedicati al cinema, al teatro, alla musica, ai laboratori e alle mostre, attraverso un programma ricco e rivolto a tutte le fasce d’età.
La serata di venerdì 4 settembre, che ha avuto luogo in Piazza di Santa Maria delle Carceri, è stata dedicata al concerto “Piano Solo” dell’artista Stefano Bollani, come parte del suo ricco tour musicale.

Compositore, pianista e cantante italiano, si è dedicato anche alla scrittura e al teatro, vantando collaborazioni con numerosi personaggi dello spettacolo, oltre che con orchestre sinfoniche e direttori di alto calibro.
Il concerto, che assume ogni volta una forma unica, non si presenta come una performance programmata, bensì rinasce di volta in volta come uno spettacolo nuovo, in cui Bollani è libero da schemi prestabiliti. Al termine del concerto, è il pubblico stesso a richiedere il bis, e l’artista esegue sul momento i brani richiesti rielaborando uno spettacolo in maniera artistica e personale.
Lo spettacolo si è aperto con alcuni dei brani più celebri di Stefano Bollani, partendo da “Il Dio Dell’Amore”, parte della colonna sonora dell’omonima pellicola diretta da Francesco Lagi. Si è poi proseguito con “Villa Incognito”, brano che prende il nome dall’omonimo e celebre romanzo di Tom Robbins del 2003, fino al terzo brano, il blues “Black And Tan Fantasy” e “Tutta vita”.
Il focus si è poi spostato su altri importanti autori che hanno caratterizzato la storia del cantautorato, tra cui Paul McCartney e l’italiano Nino Rota, quest’ultimo omaggiato con il brano “La passerella d’addio”, ricordato ancora oggi come iconica colonna sonora del celebre film “8½” di Federico Fellini.
Verso la conclusione dello spettacolo, Bollani ha ricordato la figura di Riccardo Marasco, cantautore italiano e importante esponente della cultura musicale tradizionale fiorentina, ancora oggi conosciuto per la sua musica irriverente e spesso satirica. A questa figura si collega quella di Duccio Vernacoli, personaggio ironico inventato dallo stesso Stefano Bollani in collaborazione con lo scrittore David Riondino per la trasmissione radiofonica “Il Dottor Djembè” di Rai Radio 3: un cantautore e interprete toscano che rielabora celebri canzoni di calibro internazionale in chiave toscana.
Lo spettacolo si è avviato verso la conclusione con una richiesta al pubblico di indicare quali brani avrebbe voluto ascoltare durante il bis. Tra le proposte sono emerse “Jeeg Robot”, “Heidi”, “Hallelujah”, “Le donne di Modena”, “Il pianista sull’oceano” e “Billie Jean”, che l’artista ha poi fuso in un mix musicale dal tono ironico e originale.
La serata si è infine definitivamente conclusa con un omaggio al gruppo “Edipo e il suo complesso”, attraverso il riadattamento musicale in chiave ironica intitolato “M’è morto il gatto”.
Gli appuntamenti continuano stasera, sabato 5 settembre, all’Anfiteatro del Centro Pecci con lo spettacolo “Favole al telefono”, una fiaba in musica dedicata a tutta la famiglia e tratta dai racconti dello scrittore Gianni Rodari. Lo spettacolo è presentato dalla Fondazione AIDA ETS ICC, organizzazione senza scopo di lucro impegnata nella promozione della cultura e dell’arte attraverso il teatro e la musica.










