SAN MARCELLO – L’indagine era partita nel 2023 da un ispezione al centro di accoglienza straordinario per richiedenti asilo, ex “Hotel Giardini” a San Marcello Piteglio, dove erano state segnalate presunte irregolarità igienico-sanitarie.
I carabinieri durante l’ispezione rilevavano gravissime carenze igienico-sanitario, dovute ad una totale incuria degli ambienti dove erano ospitati i richiedenti asilo, riscontrando la presenza di sporcizia diffusa, liquami, muffe ed incrostazioni pregresse, nonchè pessime condizioni abitative e di sicurezza.

Il 19 dicembre 2023 la Prefettura di Pistoia disponeva, con autorizzazione del Ministero
dell’Interno, lo sgombero del centro (in quel periodo gestito da un’altra società, ovvero a Società Cooperativa Sociale Desy), con conseguente ricollocazione degli ospiti nelle altre province del territorio regionale.
All’esito dell’ispezione ed alla luce delle gravissime irregolarità riscontrate, i carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica di Pistoia hanno provveduto ad eseguire una serie di verifiche dal punto di vista amministrativo-gestionale.
Una indagine partita da San Marcello e che ha portato alla luce reati nei confronti di richiedenti asili: oggi i Nas di Firenze, con l’ausilio del personale del Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno hanno arrestato cinque persone, una in carcere e quattro ai domiciliari, con sequestro preventivo di beni nei confronti di una società operante nel settore dell’accoglienza dei migranti sul territorio Italiano, avente sede legale in Castel San Giorgio (Salerno). La stessa società che nel 2023 gestiva il centro migranti dell’Hotel a San Marcello: la Società Cooperativa Sociale Desy a cui sono stati sequestrati bene per una somma complessiva di oltre 720mila euro.
I cinque destinatari (tre donne e un uomo tutti residenti nella provincia di Salerno) sono gravemente indiziati in concorso tra loro, dei delitti di concussione nei confronti di soggetti richiedenti asilo sul territorio, frode nelle pubbliche forniture, nonché plurimi episodi di truffa aggravata in danno dello Stato e numerose false attestazioni in atti pubblici.
La Desy attestava alla Prefettura di Pistoia, con conseguente richiesta di pagamento del servizio, molteplici prestazioni che non venivano mai eseguite; i professionisti indicati per tali attività certificavano, in varie occasioni, la loro presenza presso il Cas di San Marcello Piteglio, sebbene l’analisi del traffico telefonico delle utenze da loro utllizzata li collocasse in altra regione, pertanto in contesti assolutamente incompatibili con la presenza presso il CAS, o addirittura risultavano impegnati in concomitanti servizi presso altri CAS gestiti dalla società sul territorio nazionale, il tutto a riscontro di quanto genuinamente dichiarato dai richiedenti asilo. Lapgoperante procedeva pertanto ad un’attenta verifica delle presenze degli operatori DESY all’interno del CAS, riscontrando in particolare plurimi episodi di truffa aggravata in danno dello Stato e connessi falsi ideologici.
Perchè è importante l’indagine di San Marcello dei Nas e dei carabinieri di Pistoia
Nelle dichiarazioni fornite, in particolar modo circa la gestione da parte della “Desy” (pertanto dal primo agosto 2021 al al 31 luglio 2023), si faceva riferimento ad una (quasi) totale assenza di fornifura di beni e servrzi, con una sorta di “abbandono” dei richiedenti asilo, ospitati in una struttura sprovvista di riscaldamento e acqua calda, oltre che, in talune circostanze, anche di energia elettrica.
Dall’analisi della documentazione progressivamente acquisita, ed in particolare dalla
consultazione dell’originaria convenzione stipulata tra la Prefettura di Pistoia e la Società Desy emergeva che la ditta aggiudicataria del servizio avrebbe dovuto svolgere tutta una serie di attività in materia di: assistenza generica alla persona (fornitura di cibi, alimenti, bevande, abbigliamento), assistenza sanitaria, servizio di mediazione linguistico-culturale con la copertura delle principali lingue parlate dagli ospiti stranieri, un servizio di informativa legale per seguire i richiedenti asilo nelle pratiche burocratiche relative alla loro permanenza sul territorio nazionale,l’alfabetizzazione ed il sostegno psicologico, nonché la fornitura del “pocketmoney”, ossia una sofiuna in denaro pari a 2,50 euro al giorno, da corrispondere a ciascun ospite in base al numero di giorni di presenza al Cas.
Nel periodo in esame la totalità degli ospiti dichiarava di non aver (quasi) mai ricevuto iI pocket money e che in (quasi) un triennio di gestione, il pocket money era stato erogato solo per alcune mensilità e soltanto a favore di alcuni soggetti. Inoltre, i richiedenti asilo hanni dichiarato di aver ricevuto solo sporadiche lezioni di lingua italiana, ma di non aver ottenuto alcun materiale per l’apprendimento della lingua, tant’è che alcuni, per sopperire, si recavano in autonomia presso Ia biblioteca comunale di San Marcello Piteglio; di non aver ottenuto le informazionilegali sulla normativa concernente l’immigr azrone e la protezione internazionale.
Gli ospiti avrebbero dovuto inoltre ricevere un servizio di assistenza sociale finalizzato alla
valutazione delle situazioni personali che evidentemente, anche alla luce del generalizzato
malessere evidenziato da tutti gli ospiti della struttura, non è mai stato realmente garantito.
Analoga circostanza è risultata per il servizio di assistenza psicologica: nelle previste
relazioni mensili della Desy,la psicologa citava più colloqui singoli e di gruppo con i richiedenti asilo, circostanze in realtà non verificatesi, come rilevabile anche
dalle dichiarazioni rese dai richiedenti asilo, i quati per l’appunto negavano di aver mai
ricevuto questo tipo di supporto.
Era prevista in convenzione la fornitura di un servizio di assistenza sanitaria (complementare rispetto alle prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Nazionale) ed
anche rispetto a tale servizio i gestori risultavano totalmente inadempienti, gli ospiti infatti
riferivano di non aver ricevuto alcuna visita medica alf ingresso in struttura,néi farmaci di
cui avevano necessità, essendogli stati prescrittigli presso i presidi di pronto soccorso, ove,
Per urgenze, si erano dovuti recare anche autonomamente.
Risultano documentati più casi di ospiti con seri problemi epidermici che, con alta probabilità, erano riconducibili alle pessime condizioni igienico sanitarie detla struttura.
Le gravi carerlze di gestione del CAS portavano i richiedenti asilo ad avanzare ripetute
proteste, a fronte di tali evenienze la risposta dei gestori era oppositiva, tanto che gli ospiti
venivano lasciati finanche privi di generi alimentari essenziali, ricevendo supporto da
alcuni cittadini che gli avevano (gratuitamente) procurato cibo e fornito beni di prima
necessità.
Lo sviluppo delle indagini consentiva di comprendere che la società Desy, il cui rappresentante legale risultava essere una donna di Salerno fatto gestita – in toto- dal marito di quest’ultima.
Nell’ambito del procedimento penale sono stati indagati e raggiunti dalla misura cautelare, anche delle collaboratrici della società, una assistente sociale e una psicologa.
Durante l’attività investigativa emergeva che anche negli altri Cas (oltre una ventina oltre a quello di San Marcello Piteglio) gestiti dalla società Desy (alcuni anche per Minori Stranieri Non Accompagnati -MSNA) il metodo gestionale era il medesimo, soprattutto in
relazione alle forniture alimentari; sono state infatti intercettate molteplici conversazioni tra
operatori della Desy o tra questi ultimi ed i richiedenti asilo, nelle quali venivano effettuati
degli espliciti riferimenti all’assenza di cibo, anche per più giorni consecutivi, alle pessime
situazioni riguardanti Ie strutLure, alla conseguente carenza di igiene ed al completo
“abbandono” dei richiedenti asilo.
Alla luce del quadro emerso, i militari del Nas di Firenze hanno acquisito la documentazione presentata da Desy anche presso le Prefetture di Avellino, Salerno, Arezzo
e Pavia (che hanno fornito una valida collaborazione agli inquirenti), ove insistevano gli
altri Cas.
La completa analisi delle fatture presentate alle Prefetture indicate sopra ha permesso di
rilevare che, nel periodo 2022-20241a DESY aveva percepito la somma complessiva di oltre
1.200.000 euro.


