di Andrea Mori
VERNIO – Oltre 3mila visitatori, 3500, e tanto entusiuasmo. Con oggi si chiude la quarta edizione del Vernio Comics, fiera che per due giorni, sabato 24 e domenica 25 maggio, ha allestito sul palcoscenico della Val di Bisenzio una girandola di attività, concerti, interviste, artisti e gare. Il tutto dedicato al mondo dei fumetti e del cosplay.
La manifestazione si è svolta all’interno dell’ex fabbrica Meucci, in piazza Donatori di sangue e nella cornice del Parco dell’Albereta. Ad organizzare è stato Il Centro Commerciale Naturale “Vivere Vernio” in collaborazione con l’associazione culturale Azione Cosplay Prato. Il comune di Vernio ha dato il patrocinio.

Per capire meglio il senso della due giorni abbiamo fatto quattro chiacchiere con Giada, che fa parte di Azione Cosplay Prato.
Giada, com’è andata questa edizione?
Molto bene. Quest’anno per motivi tecnici abbiamo anticipato di circa un mese rispetto all’anno scorso. Avevamo qualche preoccupazione riguardo il meteo perché maggio è sempre un mese incognita, non si sa mai. Poi invece, paradossalmente, l’anno scorso abbiamo fatto la fiera a giugno e ha piovuto, ieri ed oggi invece c’è stato un sole che spaccava le pietre. Comunque per noi sta andando tutto benissimo, anche a livello di numeri siamo molto soddisfatti. Più tardi comunque faremo il bilancio finale.

Come ti sembra venga recepita la Vernio Comics dagli stessi verniatti?
Mi sembra molto bene. E per noi questo è parecchio importante: siamo contenti quando questo tipo di manifestazioni che riguardano fumetti, cosplay e animazione escono dai grandi centri come Lucca e vanno a diffondersi in maniera capillare anche nei territori più piccoli. Non a caso il nostro obbiettivo è un po’ quello di diffondere questa cultura nei piccoli territori, farla conoscere a quante più persone possibile. E a me sembra che stia molto piacendo agli abitanti del posto.
Da noi arrivano in tantissimi ad iscriversi alla gara cosplay: gente del posto, genitori che accompagnano i ragazzi, i figli più piccoli. Aggiungo che gli abitanti della zona non sono solo spettatori, ma proprio partecipanti attivi.
Passami il termine, ma capita ancora oggi di essere stupidamente etichettati come ‘sfigati’ poiché appassionati a questo mondo?
Qualche anno fa ti avrei detto di sì. Non so se fosse una mia percezione, perché comunque quando ho cominciato con il cosplay e con le attività della mia associazione ero molto giovane, avevo 18 anni. Magari ero più insicura, però comunque vedevo che la gente additava un po’ di più, mentre adesso vedo il tutto molto sdoganato. Tutti i bambini di adesso guardano i nuovi anime come Jujutsu Kaisen, Damon Slayer.
Ad uno scettico cosa diresti?
Che specialmente se è un mondo che non conosce, e quindi non ha mai vissuto prima, a maggior ragione deve venire a sperimentare. Anche perché le fiere del fumetto, in generale, sono anzitutto luoghi dove si socializza tantissimo. Vero che ciò accade specialmente tra gli appassionati, ma è anche vero che è facile farsi coinvolgere anche se si è esterni. La loro curiosità è molto bene accetta, gli “esperti” infatti non vedono l’ora di includere altri nel loro ambiente e renderli partecipi di quello che fanno.



