mercoledì, Settembre 9, 2026

Tanta gente per Rosy Bindi che parla di sanità, ma anche di giustizia e Costituzione

di Riccardo Agostini

PISTOIA – Una sala gremita in tutti i suoi ordini di posti ha accolto Rosy Bindi per la presentazione del suo libro “Una sanità uguale per tutti – Perché la salute è un diritto“, scritto con la collaborazione di Chiara Rinaldini (edizioni Solferino), tenutasi nella Sala dei Domenicani in piazza San Domenico a Pistoia.

Un libro nel quale l’ex ministra della salute del Governo Prodi, tra il 1996 e il 2000, cerca di dare una risposta alle esigenze di una società che cambia e alle politiche che tentano di rimettere in discussione alcuni diritti che parevano oramai conquistati e consolidati.

La presentazione del libro di Rosy Bindi, foto Giovanni Fedi

“La salute – sostiene Rosy Bindi – è uno di questi. La sanità non può essere discriminante. Deve essere uguale per tutti. Oggi questo principio non viene rispettato. La sanità è sottofinanziata e non è più in grado di dare le risposte alle esigenze del paese”. Dunque, c’è un distacco tra i bisogni e le risposte che si danno.

“Questo accade – prosegue l’ex parlamentare – perché non si è fatta programmazione. La politica non si è accorta che la domanda cambiava. Il 40% della popolazione è costituito da malati cronici: dalla pasticca per la pressione, ai pazienti non autosufficienti. Invece, si continua a non investire sulle cure primarie e domiciliari, sul territorio e sulle fragilità. E’ stata presentata in parlamento una proposta del governo, da certi punti di vista aberrante, che porterebbe i grandi ospedali sotto la responsabilità del Ministero, lasciando alle regioni un territorio senza soldi. Tutto questo sta incidendo sul rispetto dei diritti delle persone che, dopo aver pagato le tasse, si devono far carico di una spesa privata che ha oramai raggiunto i 40miliardi. Tutto ciò grava soprattutto sulle fasce più deboli che sempre più spesso rinunciano a curarsi”.

La presentazione del libro di Rosy Bindi, foto Giovanni Fedi

Una denuncia circostanziata e precisa riguardo un problema che i cittadini vivono sulla propria pelle. Non è cosa da nulla mettere mano ad una situazione del genere. “Bisogna investire di più. Una Nazione, come la chiama la Presidente del Consiglio – prosegue Rosy  Bindi – che è tornata ad essere importante nel mondo, non può permettersi questa sanità e questa scuola”.

“Si investa nei servizi pubblici – insiste – e si smetta di dare soldi ai privati. Si vada incontro ai bisogni del paese. Siamo l’unico stato europeo che non ha una legge ed un finanziamento universalistico sull’autosufficienza. Nessuna famiglia sarebbe in grado di fare fronte da sola all’assistenza di un familiare non autosufficiente. Queste sono le richieste del paese. Altro che la riforma finta sulla magistratura, che stanno facendo”.

E qui si entra nella scottante attualità politica e sull’oggetto del referendum in programma il 22 e il 23 marzo prossimi. “Un referendum – dichiara Rosy Bindi – che stravolge l’equilibrio democratico della Costituzione. Ho promosso il Comitato “Società Civile per il NO“, presieduto da Giovanni Bachelet. In meno di un mese abbiamo raccolto oltre 500mila firme. C’è una grande mobilitazione. I sondaggi dicono che la forbice si sta velocemente restringendo”.

Rosy Bindi (fotografia di Giovanni Fedi)

Poi, l’ex ministra entra nel merito. “Questa non è una riforma della giustizia – dichiara – che va incontro all’esigenza di accorciare i tempi dei processi. E’ solo un riequilibrio dei poteri, come dice la stessa Presidente del Consiglio, che vuole mettere i magistrati sotto il potere del governo. Nei paesi dove i magistrati non sono liberi ed indipendenti c’è una giustizia che favorisce i ricchi e potenti ed un accanimento contro i poveracci. Questo dimostra che il governo sta mettendo in crisi il modello di democrazia della nostra Costituzione”.

Una Rosy Bindi a tutto campo, quella che partecipa all’evento organizzato per promuovere il suo libro. Un evento, coordinato dalla giornalista Lucia Agati, al quale hanno partecipato il dottor Mauro Quattrocchi, presidente di Art. 32 – Ambulatorio Solidale, Rossano Rossi, Segretario Generale CGIL Toscana, Chiara Gherardeschi, Medico di Sanità Pubblica, Alessandra Pratesi, geriatra, e Chiara Innocenti, referente di Progressisti in Cammino, associazione che ha organizzato l’incontro e che ha tra i suoi fondatori Vannino Chiti, ex Ministro, ex Presidente della Regione ed ex Sindaco di Pistoia.

“Siamo una associazione non partitica – spiega Vannino Chiti – alla quale possono iscriversi tutti, senza vincoli e tessere. Unica regola, quella di lavorare e dare il proprio contributo su temi programmatici. I diritti oggi sono sotto attacco, è evidente. Basta guardare il decreto Piantedosi che aumenta le pene per i reati di partecipazione e prevede il carcere per i minorenni. Il diritto al lavoro, il diritto all’istruzione sono anch’essi messi sotto pressione, senza contare il diritto alla salute, con la riduzione di quella pubblica a vantaggio del privato. Oggi si stanno mettendo in discussione conquiste fatte con lotte e sacrifici, riducendo gli investimenti sui servizi pubblici, mentre il riarmo nazionale è sostenuto e aumentato. I diritti non sono stati un regalo. Per invertire la rotta occorre scendere in campo. Impegnarsi in attività come l’Ambulatorio Solidale, per esempio, o in altri modi. Poi c’è il voto. Quando si è chiamati alle urne, se si vuole cambiare, non bisogna stare a casa ma andare a votare”.

Un incontro che ha dunque abbracciato molti campi di interesse, legati all’attualità. Anche se il punto di partenza era la sanità. 

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