mercoledì, Settembre 9, 2026

Terme, Confcommercio: “Bene tentativo salvataggio, ora serve un progetto imprenditoriale di città” 

MONTECATINI – “L’approvazione in extremis della delibera ‘Salva Terme’ da parte della Regione Toscana ha rappresentato un rischio di portata epocale. La accogliamo ovviamente con favore, misto alla consapevolezza che adesso serve un vero progetto imprenditoriale di città, che sostituisca scelte di lunga prospettiva ai tentativi episodici fino a qui messi in atto”. Così Confcommercio Pistoia e Prato, all’indomani dell’atto che può blindare – seppure all’ultimo tuffo e in attesa della decisione del Tribunale fallimentare – il patrimonio rappresentato dalle Terme Tettuccio, Regina ed Excelsior, grazie alla messa a disposizione di 14 milioni di euro. Un intervento che si aggrega a quello del Comune, che aveva già deliberato l’acquisizione della Torretta. 

“Ora  – prosegue l’Associazione – tutto è rimesso nelle mani del Tribunale. Essere giunti così a ridosso della scadenza indicata per presentare la proposta di concordato è, evidentemente, il sintomo di una mancanza di sensibilità verso un tema così cruciale per il destino del territorio. Se i giudici si esprimeranno favorevolmente, sarà dunque necessario impostare un piano di sviluppo complessivo che punti su competenze adeguate alla sfida e su una programmazione di spessore. Abbiamo bisogno di professionalità, visione e ambizione per rilanciare il complesso e l’intera offerta turistico – culturale di Montecatini”.

Sullo sfondo, eventuale opportunità importante da cogliere, c’è l’emendamento alla legge di Bilancio proposto dal senatore Garavaglia, che potrebbe destinare 12 milioni di euro al rilancio delle Terme. 

In questo senso, Confcommercio si mette a disposizione per favorire una dinamica di sviluppo che, si legge nella nota, “Consideri il patrimonio Unesco delle Terme come un asset prestigioso ed un valore aggiunto per il territorio, inserito all’interno di un’offerta culturale e turistica di ampio respiro, che punti a valorizzare le peculiarità del territorio. Questa – conclude l’Associazione – è l’ultima chiamata utile per disegnare un futuro all’altezza, in antitesi rispetto a quanto abbiamo osservato finora”. 

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