mercoledì, Settembre 9, 2026

Terme di Porretta, amarezza per le promesse non mantenute e un accordo in scadenza

di Giacomo Martini

PORRETTA TERME – Il 22 marzo di quest’anno il gruppo consiliare “Cambiamo Passo – Cipollini Sindaco”, aveva presentato al Sindaco Giuseppe Nanni e agli assessori competenti, una interrogazione per la situazione delle terme in relazione agli impegni assunti dal Gruppo Monti. Dopo una premessa nella quale sono stati ricordati i principali avvenimenti, a cominciare dalla riapertura delle terme il 2 marzo del 2022, quando si ipotizzava un grande progetto di “riqualificazione e ristrutturazione” grazie all’accordo tra il Gruppo Monti Salute e l’INAIL.

Il parco delle terme di Porretta

Si parlava di un primo centro nazionale di riabilitazione e cura per pazienti termali. Nell’occasione ci furono dichiarazione come quella di Barbara Panzacchi, consigliera metropolitana delegata al turismo: “La Città metropolitana – disse – ha sempre seguito con grande attenzione le vicende che negli scorsi anni hanno interessato le Terme”.

Un’attenzione della quale, però, nessuno si è accorto.

L’accordo aveva scatenato reazioni e speranze molto evidenti, riscontate nelle diverse dichiarazioni degli amministratori locali (Comune di Porretta Terme) e regionali, dall’assessore Donini (sanità) ad Andrea Corsini (Turismo). Anche gli imprenditori privati, ovviamente, avevano creduto a questo annunciato rilancio e magari qualcuno ha investito anche risorse.

L’interrogazione si conclude sottolineando “che alla data odierna del progetto presentato dal gruppo Monti, nulla risulta realizzato e nemmeno sono stati aperti cantieri per le opere promesse”. Per questo Cosimo Scardia e Daniele Cipollini avevano chiesto conto al Sindaco delle promesse non mantenute e in particolare il Parco Naiadi e la ristrutturazione dell’Albergo delle Terme. Alla luce della situazione è ancora valida la convenzione sottoscritta con il gruppo INAIL? E che punto è il progetto di collegamento tra il complesso termale di Porretta Terme e quello di Monterenzio (il villaggio della salute)? Scardia e Cipollini chiedevano anche di conoscere quali azioni l’amministrazione comunale intendesse intraprendere per sollecitare e dare impulso all’inizio dei lavori a fronte dell’impegno che la stessa società si era assunta con la collettività.

Il 20 aprile era arrivata la risposta dell’amministrazione a firma Giuseppe Nanni.

“Da parte dell’Amministrazione comunale posso dire che abbiamo svolto ripetuti incontri con la direzione e la proprietà del gruppo proprio per avere indicazioni circa gli obbiettivi e le modalità di azione”, spiegando di avere coinvolto nel chiarimento sulle politiche aziendali, lo stesso gruppo imprenditoriale.

Nei fatti ha girato al Gruppo Monti l’interrogazione dei consiglieri di minoranza.

La replica dei proprietari delle terme non si era fatta attendere, con una serie di interventi realizzati a sostenere la stagione termale, interventi peraltro tutti da verificare e che dovrebbe essere compito dell’amministrazione comunale.

Tra gli operatori e i cittadini c’è amarezza e una marcata sfiducia rispetto al mantenimento degli accordi di quattro anni fa. Tra le altre cose, un altro motivo di preoccupazione è l’accordo con INAIL che scadrà nel 2025.

L’impressione che Alto Reno Terme stia vivendo un momento molto difficile e a tutt’oggi non si evidenziano segnali positivi per il suo rilancio, nonostante tutte le promesse e gli impegni assunti. Sarebbe urgente che la politica si assumesse le sue responsabilità a cominciare dall’Amministrazione comunale fino alla Regione dove ci sono ben quattro consiglieri regionali eletti dal medio ed alto Reno, quasi un record. A novembre si rinnoverà il consiglio e la giunta regionale, potrebbe essere un’opportunità importante per capire quale futuro ci attende.

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