mercoledì, Settembre 9, 2026

Terremoto in casa Fiorentina: Palladino si dimette, è caccia al sostituto

FIRENZE – Un autentico fulmine a ciel sereno, giunto in maniera inaspettata, che apre scenari impronosticabili per il futuro della guida tecnica della Fiorentina.

Ieri mattina il mondo viola ha appreso con incredulità la notizia, presto confermata, delle dimissioni improvvise dell’allenatore Raffaele Palladino, a meno di un mese dal prolungamento del contratto che avrebbe consentito all’allenatore campano di sedere sulla panchina viola fino al giugno 2027: un attestato di fiducia e di stima da parte della società che, nonostante i risultati altalenanti di metà stagione, aveva deciso di proseguire il progetto viola con Palladino, tra l’altro annunciando il rinnovo proprio alla vigilia della delicata e decisiva sfida di ritorno delle semifinali di Conference League contro il Betis.

E non più tardi di lunedì, nella consueta conferenza stampa di fine stagione, il presidente Commisso aveva rinnovato la propria fiducia nel lavoro di Palladino, sottolineandone anche le qualità umane e professionali oltre a quelle tecniche: in un’estate che si prefigura caratterizzata da un vorticoso “valzer delle panchine” tra clamorosi ritorni e Giovani promesse in rampa di lancio, dare continuità al progetto era apparsa la scelta più logica e lineare, facendo intendere a una piazza in subbuglio per l’andamento generale della stagione che il sesto posto di quest’anno deve essere visto con un punto di partenza e non di arrivo.

Alcune immagini della presentazione alla stampa del nuovo mister viola Raffaele Palladino al Viola Park (fotografie di Andrea Capecchi)

Invece le strade di Palladino e della Fiorentina sembrano dividersi in maniera netta e improvvisa: perché questo colpo di scena, questo apparente “voltafaccia” dell’allenatore nei confronti della dirigenza viola?

Alcuni parlano di offerte irrinunciabili che nelle ultime ore sarebbero pervenute all’entourage di Palladino (l’Atalanta dove pare ormai certa la partenza di Gasperini? La possibilità di sedere sulla panchina del Napoli fresco campione d’Italia?), ma si tratta di voci prive di riscontro. Più probabile la presenza di una “crepa” a lungo tenuta nascosta tra l’allenatore e l’area sportiva della società, in particolare con il direttore sportivo Daniele Pradé che a giudizio di alcuni non avrebbe mai rinunciato, nelle conferenze post partita, a “punzecchiare” il mister in particolare sull’utilizzo di determinati giocatori.

Dal canto suo Palladino, secondo questa ricostruzione, non avrebbe gradito nè condiviso alcune mosse compiute da Pradè e dagli uomini mercato della Fiorentina nella finestra di gennaio, e in più occasioni avrebbe manifestato il proprio disagio nel proseguire il suo percorso in viola proprio a causa di queste scelte tecniche.

Ma c’è anche chi parla di un rapporto ormai incrinato con la tifoseria viola, con l’allenatore che non avrebbe digerito la contestazione e il messaggio di benservito della curva Fiesole dopo l’ultima partita vinta in casa contro il Bologna e i tiepidi festeggiamenti nei suoi confronti dopo la partita di Udine che ha sancito una insperata qualificazione europea della Fiorentina, che anche per il prossimo anno giocherà in Conference.

A forza di tirare la corda si è spezzata, qualcosa si è rotto e adesso sembra molto complicato ricucire un rapporto di reciproca fiducia: il “triangolo” tra guida tecnica, società e tifosi sta attraversando un momento di turbolenza e il presidente Commisso è chiamato a compiere scelte dirimenti e decisive per il prossimo futuro della squadra e della società viola.

Da un lato, infatti, non si sono mai fermate in queste ore le trattative per cercare di convincere l’allenatore a ritirare le proprie dimissioni, per altro non ancora formalizzate, mentre dall’altro il presidente sta iniziando a “sfogliare la margherita” per capire quali potrebbero essere gli uomini giusti per sedere dalla prossima stagione sulla panchina della Fiorentina.

Mentre la curva a Fiesole, cuore del tifo organizzato viola, ha invitato Commisso a farsi consigliare con più attenzione nelle scelte tecniche e societarie e ha ribadito la propria contrarietà alla permanenza in viola di Palladino e Pradé, molti tra i tifosi sperano che la scelta del futuro allenatore ricada su un nome di alto profilo: un allenatore più “navigato” e possibilmente con esperienza internazionale, che possa contribuire a far crescere la squadra ma anche a ottenere quei risultati che, secondo alcuni, sono sfumati per l’inesperienza e la rigidità tattica di Palladino.

L’identikit ideale porta al nome di Maurizio Sarri, ma secondo i rumors l’ex tecnico di Napoli, Juve, Chelsea e Lazio non è l’unico sul taccuino di Commisso: tra i papabili ecco spuntare i nomi di Marco Baroni, fresco di addio alla Lazio, dell’ex Stefano Pioli, ora in Arabia, dei “giovani” Alberto Gilardino, Daniele De Rossi e Alberto Aquilani, con i primi due reduci da esoneri nel corso dell’ultima stagione e il terzo fermo dallo scorso anno dopo l’esperienza a Pisa.

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