lunedì, Ottobre 19, 2026

Tessile e formazione: alla Ellecibi Controllo Tessile i corsi per rammendine che salvano l’artigianato di qualità

MONTEMURLO – Passione, trasmissione del sapere artigiano e formazione mirata sul campo per abbattere lo scoglio del divario tra domanda e offerta di lavoro nel distretto tessile. Alla Ellecibi Controllo Tessile di via Udine a Montemurlo si conclude oggi il dodicesimo corso per “rammendatrici tessili”, promosso dal Centro Formazione Prato Imprese di Elisa Baccichet che nel 2018 ha raccolto il grido d’allarme della titolare Cinzia Di Pasqua e del responsabile di produzione della Ellecibi, Riccardo Chisci alle prese con la mancanza cronica di personale adeguatamente formato e specializzato nel settore del rammendo e del controllo qualità dei tessuti.

I dipendenti della Ellecibi, il sindaco Calamai, l’assessore Baiano e le sei ragazze del corso di rammendine con l’insegnante Stefania Cinti.

Un’arte manifatturiera storica del territorio pratese che ha rischiato di perdersi con il cambio generazionale e che tutt’oggi, a differenza di quanto accade nel distretto tessile biellese, non è riconosciuta come profilo professionale dalla Regione Toscana e non è adeguatamente valorizzata. L’obbiettivo di Ellecibi e dell’agenzia formativa è dunque quello di riuscire a far istituire dalla Regione la qualifica di “rammendina”, per dar seguito a questo mestiere. Una richiesta che è stata accolta anche dal sindaco di Montemurlo, Simone Calamai e dall’assessore alle politiche del lavoro, Antonella Baiano, che stamattina hanno fatto visita all’azienda Ellecibi e salutato le sei ragazze che hanno concluso il corso di formazione per “rammendine”.
«L’auspicio e l’obiettivo a lungo termine degli promotori è quello di arrivare a un corso strutturale riconosciuto dalla Regione Toscana, inserendo ufficialmente la qualifica di rammendatrice nel repertorio regionale delle professioni. – ha sottolineato il sindaco Calamai – Un passo fondamentale per tutelare un’arte insostituibile come quella del controllo di qualità e rammendo, garantire continuità alle imprese del distretto e offrire alle nuove generazioni reali e qualificate prospettive di lavoro». Due volte all’anno, dal 2020, l’azienda di controllo qualità tessile di via Udine ospita il progetto formativo – incentrato su corsi pratici e completamente gratuiti per i partecipanti (finanziato dal fondo Forma temp) – che ha visto coinvolte circa 100 allieve con un età molto diversa tra loro, dai 19 ai 55 anni. Della sinergia fanno parte l’azienda Ellecibi, l’agenzia formativa e varie agenzie per il lavoro del territorio ( oggi la Work On Time con il responsabile Andrea Martini) che si occupano della collocazione lavorativa delle ragazze che concludono il percorso, e la maestra dell’arte del rammendo Stefania Cinti che, come ricorda Riccardo Cinti:«Attraverso la sua competenza e passione riesce ad accendere la scintilla e l’amore per questo lavoro in tutte le donne che hanno preso parte ai corsi». Le partecipanti ai corsi sono persone disoccupate che provengono dai settori più disparati: c’è la laureata in restauro tessile che si è occupata del recupero di antichi arazzi, c’è la segretaria di azienda, la maschera di teatro, la lavoratrice del settore delle pulizie o l’operaia tessile. Tutte persone che, in molti casi non hanno mai preso un ago in mano e non hanno mai visto uno specchio per il controllo tessuti, ma che in poche settimane imparano un mestiere che garantisce loro dignità, gratificazione professionale e occupazione. Un’iniziativa che negli anni ha registrato risultati occupazionali eccezionali: circa la metà dell’attuale organico aziendale della Ellecibi (20 persone su 44 dipendenti) proviene proprio da questi percorsi di inserimento, donne diventate “titolari di squadra”, mentre le restanti persone formate sono state assorbite dal tessuto produttivo e dalle aziende del distretto che operano nello stesso settore.
«Negli ultimi decenni la trasmissione familiare del mestiere (“di madre in figlia”) si è gradualmente affievolita. – racconta Riccardo Chisci – I corsi aziendali, organizzati in collaborazione con le agenzie per il lavoro, nascono per colmare questo vuoto generazionale, offrendo un’opportunità concreta a giovani e inoccupati. I percorsi di formazione (della durata standard di 5 settimane, affiancati da moduli sperimentali più brevi) non richiedono competenze pregresse. L’obiettivo non è formare un’eccellenza immediata – processo che richiede anni di pratica – ma portare i corsisti al “punto zero”: fornire le basi manuali, la sensibilità per il tessuto e, soprattutto, trasmettere la passione per un mestiere nobile».

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