di Susanna Daniele
PISTOIA – Nell’Anfiteatro di Villa Stonorov, sede della Fondazione Jorio Vivarelli sulle colline di Pistoia, è stato rappresentato “Novecento per tre“, spettacolo liberamente ispirato a “La leggenda del pianista sull’oceano” di Baricco e al film di Tornatore.
Scritto e interpretato da Monica Menchi con la collaborazione di Gionni Voltan, con musiche tratte dalla colonna sonora del film arrangiate ed eseguite alla tastiera dal maestro Daniele Biagini.

Una pièce teatrale di circa due ore, prodotta dall’Associazione Progetto Teatro in forma semiscenica. Sul palco i due attori, entrambi in abiti maschili, contornati da alcuni elementi che richiamano il tema del viaggio: un baule e una valigia. Sullo sfondo, uno schermo sul quale in certi momenti vengono proiettati brevi video di un transatlantico.
“Novecento per tre” rivisita il monologo di Baricco ma soprattutto – chiarisce Monica Menchi – è ispirato al film del ’98 di Giuseppe Tornatore, “La leggenda del pianista sull’oceano”. Sul palco non un monologo, ma un pianista e due attori: Gionni Voltan nella veste di narratore e del personaggio di Max, il trombettista amico e sodale di Novecento, Monica Menchi racconta la vita e i pensieri di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, il pianista sull’oceano.
Sullo sfondo, la grande distesa dell’oceano solcata ininterrottamente dal Virginian, il transatlantico in cui inizia e termina la storia e la vita del protagonista. “Il nucleo che ho individuato e intorno a cui ruota tutto il testo – spiega Monica Menchi – è il transatlantico come metafora dell’umanità che vive attraverso gli occhi di chi osserva”.
Un’opera che valorizza due elementi: la narrazione con il fascino evocativo della parola a cui si affianca il potere della musica, che riesce a connettere gli esseri umani in modo intimo e profondo, oltre la parola stessa.









