mercoledì, Settembre 9, 2026

Tra Neoclassico e contemporaneo: una visita a Palazzo Vaj

PRATO – Uno tra i palazzi più estesi e importanti del centro storico di Prato si apre ai visitatori e svela le sue preziose sale dove architetture neoclassiche e arredi modernisti dialogano nel segno dell’arte.

In occasione delle Giornate FAI d’Autunno, i volontari dell’associazione e i giovanissimi studenti-ciceroni dei licei pratesi ci accompagnano in una visita guidata di Palazzo Vaj, uno dei complessi immobiliari più prestigiosi della città e uno degli edifici più grandi del centro storico di Prato, includendo, oltre al palazzo, un cortile esterno, un cortile interno, un giardino e la cappella privata.

Alcune immagini degli interni e degli esterni di Palazzo Vaj in occasione dell’apertura straordinaria al pubblico per le Giornate FAI d’Autunno (fotografie di Andrea Capecchi)

La storia di Palazzo Vaj è strettamente connessa all’evoluzione urbana di Prato: una parte dell’edificio si appoggia direttamente sulla cinta muraria cittadina del XII secolo, di cui restano ancora tracce visibili nei sotterranei, insieme alle fondamenta di una casa-torre medievale che fu abbattuta per fare spazio alla nuova costruzione. Il palazzo risale alla prima metà del Settecento e diventa ben presto la dimora gentilizia della famiglia Vaj, mercanti di origine fiorentina – il nome deriva probabilmente da “vaio”, ovvero la pelliccia di scoiattolo – che alla metà del secolo si trasferiscono a Prato e, una volta acquisito il palazzo, danno avvio a una serie di interventi architettonici di ampliamento dello stesso, iniziati dall’architetto Luca Ristorini.

Nel 1797 l’architetto Giuseppe Valentini, subentrato a Ristorini, lavora alla realizzazione della nuova facciata, orientata su via Pugliesi, e apporta lievi modifiche interne, tra cui i disegni per le ringhiere del terrazzo e dello scalone; nel 1820 realizza la porzione su via Garibaldi che delinea la conformazione attuale, distruggendo parte della chiesa medievale di San Giorgio e ricavandone l’oratorio privato del palazzo. La famiglia Vaj rimane proprietaria del palazzo fino al 1920, quando viene acquistato dall’Associazione Industriale e Commerciale Arte della Lana per trasferirvi la propria sede; ma alcune stanze ospitavano fin dal 1875 l’antica e prestigiosa Società dei Misoduli, letteralmente “gli odiatori della schiavitù”, un’accademia con finalità di circolo culturale e ricreativo, di tendenze laiche e libertarie.

Lo scalone di Palazzo Vaj

La visita inizia dal cortile interno: da qui ha inizio lo scalone neoclassico, dalle volte affrescate con motivi ornamentali e figure mitologiche, che conduce ai due piani del palazzo. Il piano nobile è occupato dal 2001 dalle sale di rappresentanza e di amministrazione della Monash University, università pubblica australiana con sede principale a Melbourne e un distaccamento a Prato per lo studio specialistico di discipline come arte, architettura e design.

Tra le varie stanze spicca il Salone Grollo, ristrutturato dall’architetto Italo Gamberini tra anni Cinquanta e Sessanta, così come gran parte del primo piano; molto interessante è il camino decorato con sculture ispirate ai fregi del Partenone. Nell’attigua Sala Grande, dominata dal bel lampadario, si svolgeva il ballo delle diciottenni in occasione di feste ed eventi; le stanze vicine sono tutte caratterizzate da un arredamento di design che richiama allo stile degli anni Sessanta.

Gli arredi modernisti del piano nobile del palazzo

Si passa poi alla Sala degli Specchi, progettata e arredata da Gamberini, con al centro del pavimento lo stemma di Prato realizzato a mosaico, e sul lato opposto al cortile interno una serie di specchi a parete tra cornici in legno. Nell’attigua Sala delle Quattro Stagioni, l’architettura moderna convive con quattro stucchi settecenteschi, posti sopra le porte d’accesso, con figure allegoriche che richiamano al ciclo delle stagioni; il soffitto, a cassettoni lignei, presenta una scacchiera decorata a motivi floreali. La Sala del Biliardo è dominata dal pregevole tavolo da biliardo in legno, risalente agli anni Cinquanta, che era utilizzato dai membri del circolo dei Misoduli per il gioco e le attività ricreative.

Uno stucco settecentesco con raffigurazioni allegoriche nella Sala delle Quattro Stagioni

La visita prosegue poi nella terrazza del palazzo, balcone panoramico che sorge all’angolo tra il centralissimo corso Garibaldi e via Pugliesi: a sinistra si può ammirare l’elegante architettura neoclassica del palazzo, “chiuso” a un’estremità dall’oratorio privato, oggi non visitabile. Si sale al secondo piano, occupato dal Palazzo delle Professioni, che dal 2010 riunisce otto ordini e collegi professionali di Prato in un’unica realtà: qui hanno la loro sede gli ordini di ingegneri, architetti, commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, farmacisti, geometri e periti industriali.

La visita si conclude nel giardino rinascimentale, riportato al suo antico splendore dall’architetto paesaggista Paul Bangay: uno spazio verde circondato da muri lungo via Verdi e vicolo Fior di Vetta, con una piccola limonaia e al centro una fontana con intorno magnolie nane e decorazioni a mosaico. Un giardino all’italiana, oasi di pace e tranquillità nel cuore storico di Prato, tutto da scoprire insieme a Palazzo Vaj in una visita da non perdere.

Il giardino all’italiana e la fontana di Palazzo Vaj

Ingresso sabato 14 e domenica 15 ottobre 2023 dalle 10 alle 17,30 da via Pugliesi, non è richiesta prenotazione, durata della visita guidata 40 minuti circa, contributo minimo 3 euro a persona.

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