PISTOIA – Nuova vita per l’antico pomario della Villa di Celle, ripristinato nella sua funzione di spazio dedicato alla coltivazione degli alberi da frutto, grazie a un progetto per la valorizzazione del suo patrimonio botanico e storico.
La Fondazione Gori-Celle ieri pomeriggio ha presentato al pubblico gli esiti conclusivi di un progetto per il restauro e la “rinascita” del pomario della villa, realizzato in collaborazione con Romiti Vivai e l’Istituto Agrario De Franceschi-Pacinotti di Pistoia. Lo scorso mese di febbraio Romiti Vivai ha donato una collezione selezionata di piante da frutto per il ripristino dell’antico pomario di Celle, mentre un gruppo di studenti dell’Istituto Agrario, guidati dal professor Alessio Valdiserri, hanno condotto una ricerca documentaria presso la Biblioteca Forteguerriana analizzando materiali storici sugli orti di Pistoia, e in seguito hanno piantato gli alberi da frutto fotografando e ridisegnando l’antica piantina del pomario.

Dopo i saluti e i ringraziamenti della “padrona di casa” Stefania Gori, l’incontro è stato aperto dall’agronomo Renato Ferretti che ha effettuato una breve ricognizione storica sull’origine dei pomari. Essi nascono nel corso del Cinquecento per la coltivazione di alberi da frutto all’interno delle ville rinascimentali e secoli dopo, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, persa ormai la loro funzione originaria, assolvono a un compito altrettanto importante, diventando “orti agrari” per lo studio delle piante e dei frutti da parte degli studenti delle neonate facoltà di agraria e agronomia.
Il pomario diventa così un laboratorio per la tutela della biodiversità delle specie da frutto, per la conservazione del germoplasma delle diverse varietà e per la sperimentazione delle tecniche di coltivazione, potatura e impiantamento. Ferretti cita l’esempio del fico, albero da frutto presente nel pomario di Celle, una pianta che negli ultimi tempi è stata soggetta alle minacce portate da un parassita e di conseguenza ha regolare bisogno di essere reimpiantata per non subire l’aggressione del parassita, e in questo senso il pomario offre un ambiente ideale e protetto.
Ferretti ha poi elencato gli alberi da frutto messi a dimora e impiantati nel pomario di Celle, con le diverse varietà di susine, albicocche, pere e ciliegie che costituiranno nel prossimo futuro un vero e proprio patrimonio nell’ambito della frutticoltura di cui la Villa di Celle sarà detentrice e custode.

È poi intervenuta Sonia Bonechi della Biblioteca Forteguerriana di Pistoia che ha illustrato al pubblico il lavoro svolto dagli studenti dell’Istituto Agrario attraverso la consultazione di volumi di frutticoltura come cataloghi di fiori e frutti, atlanti botanici, trattati di botanica e di agronomia, con particolare attenzione al ricco fondo della Forteguerriana relativo a questo ambito di studio.
Tra i vari documenti qui presenti, una menzione meritano i quaderni dei bambini della scuola elementare di Gello, risalenti ai primi anni Venti, in cui i giovanissimi allievi con disegni e testi testimoniamo la presenza di numerosi frutteti presso le fattorie della campagna suburbana di Pistoia, citando le coltivazioni presenti con i relativi proprietari e costituendo una curiosa e interessante fonte storica sul quadro agrario pistoiese di un secolo fa.

Il terzo intervento di Simona Giorgini ha ricostruito l’evoluzione storica della villa di Celle e del suo giardino attraverso i secoli e ha spiegato gli interventi compiuti di recente per l’eliminazione di alcune criticità del parco di Celle: la mappatura di tutte le specie vegetali presenti a tutela della straordinaria biodiversità del parco, l’applicazione di sensori per la regolazione del nutrimento delle piante, l’analisi dettagliata dello stato di salute del patrimonio vegetale. Per quanto riguarda il pomario, sono stati compiuti interventi di ripristino e di scelta di nuove specie per le aiuole, di restauro del muro perimetrale e di creazione di una siepe allo scopo di attirare la biodiversità.
A concludere l’incontro è stato il professor Alessio Valdiserri dell’Istituto Agrario De Franceschi-Pacinotti che insieme ad alcuni studenti ha illustrato tramite la proiezione di video e immagini scattate dal drone alcune fasi della realizzazione del progetto, con i ragazzi impegnati nel lavoro pratico di messa a dimora e impianto degli alberi da frutto nel pomario.

Stefania Gori ha infine guidato tutti gli ospiti alla visita del ricostituito e restaurato pomario di Celle, ubicato in un’area sottostante e alla destra della facciata della villa, circondato su due lati dagli oliveti e decorato con terrecotte forse prodotte dall’ex fornace degli Agresti. I visitatori hanno potuto così ammirare non soltanto lo splendido contesto storico e paesaggistico in cui il pomario è inserito, ma anche la sua biodiversità data dalle diverse varietà di alberi che qui sono stati impiantati e che presentano già sui rami i loro gustosi frutti.







