di Riccardo Agostini
PISTOIA – Il 16 ottobre del 1948 Ugo Schiano fu ucciso dalle forze dell’ordine durante una manifestazione di protesta contro il licenziamento di circa 500 operai da parte della SMI.

La cerimonia in ricordo di questo avvenimento doloroso si è tenuta stamani. Una commemorazione dall’alto valore simbolico, alla presenza della vice sindaca Stefania Nesi, di Francesco Branchetti, in rappresentanza della Provincia di Pistoia, del segretario generale della CGIL Prato e Pistoia, Daniele Gioffredi, e della figlia di Ugo Schiano, Siria.
Il corteo di persone che ha accompagnato le autorità si è mosso per le vie della città, raggiungendo via Cavour dove è stata deposta una corona d’alloro sotto la lapide dedicata a Ugo Schiano, poi gli intervenuti si sono spostati in piazza San Leone, davanti al monumento “Scioperanti”. Una celebrazione commossa in ricordo di un giovane operaio di 26 anni che fu colpito a morte durante una manifestazione.

La manifestazione del 1948 nacque in un clima di grave crisi occupazionale, segnato dai pesanti licenziamenti alla SMI e delle difficoltà delle famiglie della montagna pistoiese. Quel 16 ottobre molte persone si mossero a piedi dai paesi montani, intorno a Pistoia, alla volta della città, affiancando gli operai in lotta per il posto di lavoro. Arrivati a Pistoia, a loro, si unirono anche, per solidarietà, i lavoratori della San Giorgio. Si formò un corteo di alcune migliaia di persone che intendeva raggiungere la Prefettura per manifestare il loro disagio. Di fronte al palazzo, che allora si trovava in piazza San Leone, intervenne la polizia per disperdere la folla. Ne nacque un confronto nel quale le forze dell’ordine fecero esplodere i lacrimogeni e partirono anche colpi di arma da fuoco. La folla si disperse, ma restarono sul terreno un morto, Ugo Schiano, giovane operaio della San Giorgio, e sei feriti. Il bilancio tragico di una manifestazione, passata alla storia come la “marcia della fame”, che aveva come scopo quello di rivendicare pacificamente i diritti dei lavoratori.
Di fronte al monumento “Scioperanti” le autorità hanno tenuto un breve discorso.
“Ugo Schiano – ha sottolineato Daniele Gioffredi – è un martire della lavoro. Ricordarlo è guardare ad un uomo che ha dato la vita per il diritto alla sicurezza e alla dignità del lavoro. Quando uno Stato risponde al disagio aumentando le pene e la repressione, la democrazie regredisce. La protesta pacifica è un diritto”.
Anche Francesco Branchetti ha sottolineato come il sacrificio di Ugo Schiano sia un monito anche per l’attualità: “La marcia della fame – ha spiegato – durante la quale si consumò l’uccisione di Ugo Schiano, va interpretata non solo come una fame fisica, di pane, ma anche dei diritti, ancora oggi in pericolo. I nuovi fascismi avanzano anche nel linguaggio di derisione e scherno nei confronti di chi lotta per i propri diritti”.
Infine, l’intervento di Stefani Nesi.
“Ugo Schiano – ha affermato la vice sindaca – era un giovane lavoratore che aveva deciso di non rimanere a guardare. La memoria del suo gesto ci deve servire da esempio per la costruzione di una comunità nella quale siamo tutti coinvolti. L’art. 1 della nostra Costituzione, che fonda la nostra repubblica sul lavoro, ci insegna che una democrazia si fonda sullo spirito di comunità e di partecipazione”.


