martedì, Settembre 8, 2026

Un docufilm sul Ponte Grosso presentato in anteprima nazionale a Milano

SAN MARCELLO – Il 19 febbraio alle ore 10.30 sarà presentato a Milano, in anteprima nazionale, nell’area congressi del Myplant & Garden (la più importante fiera professionale dell’orto-florovivaismo del garden e del paesaggio in Italia), il docufilm di ADU (Architetto David Ulivagnoli) pubblicato da “Il Millepiante”, sul lavoro di restyling del Ponte Grosso in Montagna Pistoiese, dal titolo: “Un museo a cielo aperto, Millepiante per un progetto di paesaggio”.

Il Ponte Grosso, abbracciato dal verde della Foresta del Teso, è sede del vecchio tracciato della Ferrovia Alto Pistoiese, oggi accesso pedonale al paese di Maresca, nella Montagna Pistoiese. 

Dopo la proiezione del docufilm, alle ore 11 circa, avrà luogo il convegno organizzato da Il Millepiante sul tema “Vivaismo e foreste per una nuova visione del paesaggio sostenibile”.

Ne parleranno Luis Alberto Bettini, Ceo “Il Millepiante”,  Luca Marmo, presidente della Provincia di Pistoia, Giacomo Buonomini, vice sindaco del Comune di San Marcello Piteglio, Roberto Fedeli, accademico dei Georgofili e della Accademia Italiana Scienze Forestali, David Ulivagnoli, architetto, paesaggista e art director Il Millepiante.

“Pubblicando il docufilm – spiega Luis Alberto Bettini – siamo orgogliosi di essere riusciti a continuare quanto intuito dalle scintille visionarie di mio nonno Arrigo Bettini che fondò la casa editrice Il Millepiante, basata su innovazione esperienza e cultura. L’organizzazione dell’evento di Milano è di portata storica, non solo per la nostra casa editrice. Con il nonno e mio padre Massimiliano, avevamo già visto in passato alcuni video di ADU che parlavano dei lavori di restyling al Ponte Grosso, ma non sapevamo che l’architetto e oggi nostro art director, per i suoi disegni che poi sono stati incisi in 65 pannelli in corten di dimensioni 100 x 70 cm, si fosse ispirato proprio a Il Millepiante”. 

David Ulivagnoli

Il progetto del Ponte Grosso nasce durante la pandemia. I pochi che potevano uscire da casa avevano permessi speciali e le mascherine. Ulivagnoli pensò di fare brevi video dall’area del Ponte Grosso, affinché i suoi collaboratori e studenti potessero rendersi conto dello stato attuale dei luoghi. Per lui era un modo per farli sentire vicini, alla ricerca del Genius Loci, per poter iniziare il progetto di restyling. 

Spiega David Ulivagnoli, architetto e art director de Il Millepiante: “Oltre al progetto di messa in sicurezza del Ponte, la finalità dell’opera di restyling era puramente di natura estetica. Abbiamo operato ricercando armonia con il paesaggio e andando in affettuoso contrasto solamente al buio della notte per quanto concerne il progetto di illuminotecnica.

Per le rappresentazioni dei 65 pannelli in corten, agendo con operazioni di sintesi, ho voluto che i miei disegni avessero carattere didattico e divulgativo. Didattico: per far vedere ai più giovani, e non solo, le differenze fra gli alberi presenti nella Foresta del Teso.

Divulgativo: per descrivere gli elementi di un territorio che dal ponte si possono apprezzare. Ho voluto raccontare degli alberi, delle loro morfologie, del loro rapporto, anche di grandezza, con gli uomini. Come ho detto più volte in tempi non sospetti, anni prima quindi di diventare art director di questa casa editrice, il Millepiante per come impostato e per come descrive le essenze vegetali, è stata la mia prima fonte di ispirazione. Il logo I Love MP (dove MP sta per Montagna Pistoiese) che avevo disegnato qualche hanno prima attingendo dal celeberrimo I Love NY (New York) di Milton Glaser, è stato invece il trait d’union di ogni passaggio: sebbene assai più stilizzato dell’originale, per motivi grafici, lo ritroviamo inciso anche sui vari elementi in corten del Ponte Grosso: semantica e semiotica di un simbolo. Ho inoltre filmato tutti i passaggi, anche quelli dei momenti di elaborazione grafica e ho raccolto anche le molte riprese fatte da amici.

Speravo di poterne fare un film…” 

“Grazie quindi alla eclettica creatività di David Ulivagnoli – dice Bettini -, è nata l’idea di riconsiderare i vari take archiviati per produrre e pubblicare un’opera, il docufilm per l’appunto. È sortito un lavoro incredibile di cui poterne essere orgogliosi, sarebbe potuto essere lungo ore, lo abbiamo condensato in 30 minuti. Siamo contenti anche per il fatto che la fiera di Milano, per la prima volta, di seguito alla proiezione del docufilm, grazie al nostro operato vedrà riuniti in uno specifico convegno esponenti della cultura “green” assieme agli amministratori pubblici di Pistoia, la capitale europea del verde. Pistoia, proprio al Myplant, ha da sempre avuto una sua rappresentativa sostanziale, visti gli imprenditori e vivaisti che lì espongono da sempre. Nel nostro convegno per la prima volta si parlerà di paesaggio, foreste e vivaismo in modo altruistico, dal punto di vista della collettività, con una visione di valori condivisa”.

 “Gli alberi, un ponte fra la terra e il cielo – riflette Roberto Fedeli – L’antica Foresta del Teso è il nucleo storico della odierna Foresta di Maresca che si estende per ben 2234 ettari nel cuore ‘verde e bianco’ dell’Appennino Tosco Emiliano, senza soluzione di continuità con l’imponente comprensorio forestale che costituisce la foresta pistoiese, dell’Abetone e dell’Acquerino. Già Foresta di Boscolungo è Foresta delle Possessioni Granducali di Toscana, che confluirà nei beni del Regno d’Italia dal 1861.

Al suo nucleo fondante posto nell’Alto bacino del Reno, identificabile attorno alla Casetta Pulledrari, saranno di seguito aggiunti i Monticelli di Gavinana, la Verdiana e l’Orsigna.

Rimboschimenti e sistemazioni idraulico-forestali, visti i massicci dissesti conseguenti anche alle pesanti ed imponenti utilizzazioni dovute alla Grande Guerra, daranno inizio a partire dalla prima metà del ‘900, ad una nuova identità culturale e colturale, nonché ad una vera e propria “palestra formativa” per la selvicoltura, la vivaistica forestale, il Genio Forestale, in Toscana. La Foresta del Teso è caratterizzata da una vegetazione di boschi ad alto fusto, dove l’abete bianco e rosso, i pini neri si alternano a faggete e castagneti insieme ad altre formazioni miste di essenze tipiche dell’orizzonte forestale montano.

Un sistema ambientale di altitudine caratterizzato pertanto da una straordinaria biodiversità che si sviluppa a corona sulla Valle dell’Ombrone Pistoiese dove nella sua pianura alluvionale si è insediato il principale distretto vivaistico per la produzione di piante ornamentali di rilevanza europea, tanto da definire Pistoia come città capitale del Verde e delle Piante”.

“Il restyling del Ponte Grosso dà grande valore alla nostra montagna – spiega Giacomo Buonomini – è riconosciuto da tutti come un vero e proprio museo a cielo aperto che racconta della Montagna Pistoiese e ne può usufruire chiunque e gratuitamente, basta camminarci. Sul versante Nord del ponte troviamo 33 pannelli che parlano della Foresta del Teso, uno dei patrimoni più importanti e piacevoli del nostro territorio. Sul versante Sud abbiamo 32 pannelli che raccontano la storia della FAP, Ferrovia Alto Pistoiese, attiva dal 1926 al 1965. Poter affrontare le tematiche del convegno di Milano partendo dalla Montagna Pistoiese, dalla Foresta del Teso e dal polo vivaistico della piana pistoiese, direi che sia l’ideale”. 

“Il docufilm di Ulivagnoli, esalta il nostro territorio che trova una sua sintesi straordinaria nella Ferrovia Alto Pistoiese, un’infrastruttura storica che stiamo rilanciando come asse di valorizzazione paesaggistica e turistica – dice Luca Marmo -. La Ferrovia Alto Pistoiese è il perno delle nostre iniziative di valorizzazione territoriale. Questo binario, che attraversa la montagna, è il simbolo di un possibile equilibrio: dove l’opera dell’uomo non invade, ma dialoga con l’ambiente, diventando strumento di una vera e propria ‘scultura del paesaggio’. Un approccio che ritroviamo nel restyling del Ponte Grosso e nella visione di un vivaismo orientato alla sostenibilità. Il lavoro dell’uomo, in simbiosi con la natura, è lo strumento che ha un paesaggio sostenibile e vivo, di cui il progetto sul Ponte Grosso è un esempio eloquente”.

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