mercoledì, Settembre 9, 2026

Un rock ‘n’roll “criminale” per un duo anticonformista: intervista ai The Devils

SERRAVALLE PISTOIESE – La musica come liberazione dall’oppressione della civiltà, la forte vena antireligiosa e anticlericale, l’amore per l’arte “criminale” e per il rock ‘n’roll.

In occasione della prima serata del Serravalle Rock, venerdì 26 luglio, la Rocca di Castruccio vedrà tra i protagonisti anche il duo napoletano The Devils, band composta da Gianni Blacula alla chitarra e Erika Switchblade alla batteria. Formatosi nel 2015 nella città partenopea, nei due anni successivi i The Devils hanno pubblicato gli album “Sin, You Sinners!” e “Iron Butt”, entrambi prodotti da Jim Diamond per l’etichetta Voodoo Rhythm Records.

Nel 2021 è uscito il terzo album intitolato “Beast Must Regret Nothing” e prodotto da Alain Johannes. Nel corso degli anni, i The Devils sono stati in tour con artisti di spicco come The Sonics, Jon Spencer and The Hitmakers, Boss Hog, Mudhoney e GBH, esibendosi anche in vari festival europei, tra cui l’Azkena Rock Festival di Vitoria-Gasteiz e l’Helldorado Festival di Eindhoven.

Grazie alla loro disponibilità abbiamo avuto modo di intervistarli in anteprima per conoscere meglio la loro storia e la loro musica, in vista dell’esibizione sul palco del Serravalle Rock.

Partiamo dal nome del vostro progetto artistico: “The Devils” suona come un richiamo all’omonimo film di Ken Russell del 1971, con Oliver Reed e Vanessa Redgrave, una pellicola controversa che fece scandalo. Esiste un qualche legame tra la vostra musica e questo film?

Ma certo che si, la nostra band è nata dopo aver visto il capolavoro di Ken Russell, da cui abbiamo preso il nome, le tematiche e l’estetica. Un’opera nella quale viene mostrata magistralmente la “farsa di Dio”. Siamo fortemente anti-cristiani perché sopravvissuti al sopruso dell’educazione cattolica italiota.

Crediamo fermamente solo a una cosa, che ogni religione si fonda sulla paura di molti e sull’astuzia di pochi. La natura ci ha parlato abbastanza per convincerci che tutti i culti, tutti i misteri religiosi sono solo assurdità infondate, partorite dall’idea dell’umano perché il suo nemico non è il peccato, ma la morte. Per tenere per gli “zebedei” miliardi di miserabili idioti umanoidi basta uno spaventapasseri come il diavolo. Ma si sa bene che le religioni sono come le lucciole: per risplendere esse hanno bisogno dell’oscurità. Un notevole grado di ignoranza generale è la condizione fondamentale della religione.

Il duo partenopeo dei The Devils (foto di Jack Torrance)

Come è nato l’incontro tra Gianni Blacula e Erika Switchblade? E qual è stata la vostra formazione in ambito musicale?

Ci siamo incontrati a una festa una decina di anni fa, e dopo una notte balorda ci siamo svegliati nudi per strada; le prime due persone che abbiamo incontrato erano una suora e un prete. Li abbiamo seviziati e rubato i loro abiti talari: così abbiamo deciso di sublimare tutte le nostre pulsazioni in un duo rock ‘n’ roll, per vendicarci in qualche maniera di tutte le cose che nella vita ci hanno sconfitto. Ma dopo i primi due dischi con indosso abiti ecclesiastici, il Vaticano ci ha licenziati.

Io ero morto musicalmente, poi circa 15 anni fa all’apice di una profonda depressione mi è apparso il blues, e poco dopo ho formato i The Devils dove ho riversato a modo mio tutta la passione per la “musica del diavolo”.

Erika a differenza mia, che non ho nessun tipo di talento, è la “bestia” più talentosa che ho incontrato nella mia vita, un vulcano di talenti. La sua formazione quindi deriva dal caos che l’ha fatta nascere già così, un autentico capolavoro.

Quali sono i vostri artisti o gruppi di riferimento dai quali avete tratto ispirazione o che vi hanno influenzato nel vostro percorso musicale?

Sarebbe un elenco davvero troppo lungo, ma non ci lasciamo ispirare o per dirla meglio non copiamo solo dalla musica; ci serviamo anche tanto del cinema, della letteratura, della pittura, del teatro, insomma in generale di tutta quell’arte “criminale”. Noi sosteniamo la tesi dell’arte come crimine. Della criminalità dell’artista. Dell’artista come criminale. L’arte è sovversione, la civiltà repressione. Ma questa non è una provocazione, a noi interessa provocare solo noi stessi e le nostre coscienze.

La copertina dell’ultimo disco “Beast Must Regret Nothing” dei The Devils

Il vostro terzo album in studio “Beast Must Regret Nothing” uscito nel 2021 ha visto la partecipazione di Mark Lanegan alla voce in una traccia. Cosa ha significato per voi collaborare con un artista di fama internazionale, considerato una tra le voci più originali del panorama rock e grunge? Cosa vi portate dietro da questa esperienza?

Ci sono mattine che mi sveglio e voglio suicidarmi, mi salvo pensando che in un mio disco c’è la voce magica di Mark. Questa esperienza indimenticabile, ricevere la stima di un artista così importante per le nostre vite, ci dà la forza per continuare nel nostro percorso. Nonostante tutti i problemi e i detrattori che incontriamo sul nostro impervio sentiero del rock ‘n’roll, la voce di Mark ci guiderà per sempre. Per noi il rock ‘n’ roll è l’unica battaglia giusta che esista.

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