martedì, Agosto 11, 2026

Un rock potente e dalle molte anime: intervista agli Small Jackets

SERRAVALLE PISTOIESE – Un rock dalle molte anime e dalle svariate sfumature, una band con oltre venticinque anni di attività che, nonostante alcuni cambi di formazione, ha sempre mantenuto la propria identità e la stessa voglia di fare musica.

Il prossimo venerdì 31 luglio, assieme a The Loyal Cheaters e agli islandesi Virgin Orchestra, sul palco del Serravalle Rock tornano gli Small Jackets, già protagonisti dell’edizione di debutto del festival dieci anni fa e poi di nuovo nel 2022 per un memorabile live in compagnia di Conny Ochs.

Un atteso e gradito ritorno per una band da sempre contraddistinta da un rock’n’roll autentico e potente, nata nel 2000 per volontà del batterista Danny Savanas e del cantante dalla voce graffiante e chitarrista ritmico Lu Silver, entrambi con già alle spalle esperienze in altri progetti musicali. Pur con alcuni cambi di formazione, gli Small Jackets si affermano sulla scena rock italiana e internazionale nel primo decennio del Duemila pubblicando gli album in studio Play at High Level (2004), Walking The Boogie (2006) e Cheap Tequila (2009), mettendo in scena esplosive performance dal vivo e partecipando agli opening di concerti di leggende internazionali del rock.

L’uscita dal gruppo di Lu Silver, avvenuta nel 2010 per divergenze musicali, coincide quasi in parallelo con l’ingresso in pianta stabile del bassista e cantante Mark Oak e una graduale evoluzione verso un sound più duro, che ha ulteriormente ampliato il repertorio rock’n’roll del gruppo, come appare evidente in IV (2013), quarto album in studio della band.

In anni più recenti gli Small Jackets si sono concentrati soprattutto sulla dimensione live e sulla pubblicazione del loro quinto disco Just Like This! (2021) con una formazione di quattro membri che ad oggi comprende Mark Oak (voce e basso), Danny Savanas (batteria, percussioni, cori), Eddy Current (chitarra, sintetizzatore, cori) e Phil Baychans (chitarra, cori).

In previsione della loro esibizione live sul palco di Serravalle Rock, abbiamo avuto l’opportunità di intervistarli per conoscere qualcosa di più sul loro progetto musicale, sulla loro evoluzione nel corso degli anni, lo stile adottato, il rapporto con il festival serravallino e i programmi futuri.

Gli Small Jackets sul palco di Serravalle Rock in una precedente edizione del festival (foto di Stefano Di Cecio)

Partiamo dalla scelta del nome della band: a cosa fanno riferimento le “giacche piccole” che ormai vi accompagnano da più di venticinque anni?

Il nome della band è nato durante una lunga nottata in giro per locali. Eravamo in auto, pensando a un nome da dare al gruppo che stavamo appena mettendo in piedi. Sullo sfondo suonava un disco degli Small Faces, ad un tratto ci siamo guardati e ci siamo accorti che tutti indossavamo i classici giubbottini Jacket, super stretti. E da lì, Small Jackets è stato facile!

Fin dal vostro debutto avete puntato su testi in inglese e un sound molto internazionale: è stata una precisa scelta maturata fin dal primo momento, oppure avevate in mente anche altro? Secondo voi questa impostazione è dovuta più a ragioni artistiche oppure commerciali nell’ambito del genere rock?

Avevamo fin da subito le idee abbastanza chiare. Suonare il più schietti possibili, cercando di fare delle belle canzoni, che ti prendessero e con un occhio al divertimento. Quello che credo abbia fatto la differenza per noi, è stata la volontà di comporre dei brani che godevamo nel suonare insieme. Il lato commerciale è sempre stato miscelato al lato artistico, non abbiamo mai pensato di dover scrivere solo delle hit: ovvio però che ci piacciono i ritornelli quando funzionano!

Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzati o che per voi sono stati fonte di ispirazione nel vostro progetto musicale?

I nostri ascolti svariano dagli anni Cinquanta fino ad oggi, chiaramente abbiamo come band un grande focus sulla decade degli anni Settanta, in cui il rock ha potuto esplorare vari sottogeneri. Come artisti ogni membro della band ha i suoi punti di riferimento, ad esempio Mark ha i suoi “Masters”, in tutta la musica southern rock, passando dai Free, fino ai Thin Lizzy. Eddy è un fanatico dei chitarristi, da Alvin Lee a Rory Gallagher e Johnny Winter, Phil invece è un zeppeliano compulsivo, Danny passa dal grande John Bonham sino a Terry Bozzio. Insomma un bel potpourri!

La vostra band nel corso degli anni ha registrato numerosi cambi di formazione e una conseguente evoluzione e maturazione artistica. A vostro avviso che cosa è cambiato e che cosa invece è rimasto uguale rispetto a una decina di anni fa, sia a livello di scrittura che di composizione musicale?

La copertina di “Just Like This”, l’ultimo album in studio pubblicato dagli Small Jackets

Il cambio di formazione che ha modificato maggiormente l’impostazione della band è avvenuto quando Mark ha preso il posto del nostro precedente cantante Lu Silver; in quella fase abbiamo virato verso un rock più hard e “cattivo”. Però ad essere onesti, se si ripercorrono a posteriori tutti gli album usciti, si può notare che il filo conduttore è il medesimo. In ogni disco ci sono sempre stati rock’n’roll, venature hard rock, brani funkeggianti, e persino qualche lento. Chi ci segue dagli albori non ha avuto problemi all’ascolto degli album, in quanto le idee di fondo hanno un elemento comune.

Per la terza volta, dopo il 2016 e il 2022, tornate sul palco del Serravalle Rock: che esperienza è stata per voi quella di prendere parte a questo festival che avete visto crescere? E potete dare al pubblico una piccola anticipazione del vostro live di quest’anno alla Rocca di Castruccio?

Possiamo dire che il festival l’abbiamo visto nascere! Anche quest’anno ci re-incontriamo con quelle persone che hanno creduto in noi, e che continuano a darci fiducia. Noi vi ripagheremo con un live intenso, in cui ripercorriamo questi anni trascorsi, ma con un focus su qualche brano inedito che non abbiamo mai suonato live. Vi avvisiamo: ci sarà da ballare!

Quali sono i vostri progetti in cantiere nel prossimo futuro? Ci sono nuovi live all’orizzonte o state già seminando le idee per il prossimo capitolo discografico? E qual è il vostro “sogno nel cassetto”?

Attualmente stiamo lavorando al prossimo album, nel frattempo faremo probabilmente uscire un singolo che è già in fase di registrazione. Stiamo anche pensando a un disco registrato live; ormai siamo arrivati e maturi, e sarebbe grandioso sfidarci con un album completamente registrato dal vivo. Sogni nel cassetto? The power and the glory!

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