PISTOIA – Vicofaro e le prospettive future. Attorno a questo tema-appello si è svolto questa sera un incontro che ha messo al centro una esperienza di accoglienza che da anni ormai combatte con polemiche, contraddizioni e spesso deve confrontarsi con l’assenza delle istituzioni.

E’ una storia anomala quella della parrocchia di Vicofaro trasformata in “Ospedale da campo”, sulla linea più volte indicata da Papa Francesco.
Una scelta che don Massimo Biancalani ancora rivendica e non ha dubbio a rispondere quando gli si domanda se questo “è un problema o una risorsa”. Per il parroco di Vicofaro la sua scelta è di sicuro una risorsa, la risposta a un problema che senza questa ospitalità sarebbe esploso negli anni.
Ma sottolinea anche che la politica si è mossa spesso in senso sbagliato o non si è mossa per niente. “L’accoglienza – ha ribadito anche stasera – non deve essere solo Chiesa. E Vicofaro in questo senso ha fatto da pungolo”.
Qualche cosa si è mosso, ma resta ancora molto pesante la situazione e incerte le prospettive.
L’incontro di stasera ha voluto essere un momento per raccogliere il sostegno per ‘difendere e sostenere l’esperienza di Vicofaro’, per manifestare ‘vicinanza e solidarietà a don Massimo’, per dare ancora ‘un segnale alle istituzioni locali e nazionali’: l’accoglienza ‘non può essere delegata al solo volontariato’.

Vicofaro e don Biancalani hanno raccolto molte voci amiche, parecchie in arrivo anche da fuori provincia o anche da fuori regione: dall’Isolotto alla val di Susa: dall’ambulatorio solidale al Garante dei detenuti del comune di Firenze, al consiglio di fabbrica della Gkn…
Il sostegno non è mancato e viene dal riconoscimento di una funzione che ha sottolineato il ruolo consolidato negli anni di Vicofaro. Il pericolo? “Quello che si rischi di disperdere – sottolinea don Massimo – proprio uno dei pochi punti di riferimento nazionale, come nel tempo è diventato questo”.
Sono ancora un centinaio i ragazzi che sono ospitati a Vicofaro. “Qui – aggiunge don Massimo – c’è il mondo. L’Africa è enorme e multiforme. Con varie culture e tradizioni: un puzzle non facile da tenere insieme”.
Quello di stasera sotto il tendone di fianco alla parrocchia è stato l’incontro di tante voci amiche, la sottolineatura di un sostegno che non manca. Per qualche ora Vicofaro ha esorcizzato le polemiche, che di sicuro torneranno però a farsi sentire.







