di Alberto Vivarelli
PISTOIA – Il progetto Next Generation Italia (Piano nazionale di ripresa e resilienza) non è una proprietà dello Stato e in genere della politica, ma una occasione di una intera comunità. Così Vannino Vannucci, titolare di una delle più importanti aziende vivaistiche pistoiesi, al tradizionale incontro per gli auguri di Natale.

Come al solito, una occasione per incontrare i diversi rappresentanti della città, delle istituzioni, pubblici e privati, e spiegare lo stato dell’arte dell’azienda e del vivaismo. Tema non semplice anche alla luce delle recenti polemiche generate da Report, la trasmissione Rai, che al vivaismo pistoiese aveva dedicato parte di una puntata.
Senza entrare direttamente del confronto, Vannucci ha ricordato che ormai la sua azienda da 5 anni segue una produzione sostenibile a impatto zero.
“Tuttavia non è sufficiente – ha detto – dobbiamo fare di più e meglio, soprattutto per responsabilizzare tutto il comparto vivaistico pistoiese e tutto il distretto vivaistico che è il più importante del mondo”.
E sul tema del “green”, l’imprenditore è stato categorico: economia e società devono camminare fianco a fianco.

“Se esiste una economia green ha detto -, occorre che ci sia anche una società green. E una società green si potrà avere solo se investiamo nell’educazione e nella formazione green partendo dai nostri giovani. Ma forse loro hanno già capito: basta guardarsi intorno”.
Tornando al piano Next Generation, Vannucci ha detto di essere rimasto colpito da sei temi: la digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; la rivoluzione verde e transizione ecologica; le infrastrutture per una mobilità sostenibile; l’istruzione e ricerca; gli interventi per l’inclusione e la coesione sociale; gli interventi per promuovere la salute.
“In ognuno di questi punti – ha osservato – la nostra attività sembra chiamata ad un nuovo impegno. Mi sento come responsabile di ognuno di questi punti e mi sono chiesto che cosa ho fatto e soprattutto potrò fare per essere in linea con queste missioni-guida”.
In questi due anni di pandemia, la Vannucci Piante, senza mai interrompere le produzioni, ha rivoluzionato il proprio sistema informatico, per ovviare alla mancanza fisica di clienti; al tempo stesso ha guardato decisamente al futuro intensificando le relazioni con le Università toscane e con enti pubblici e privati, con diversi progetti, anche al Nursery Camp. E’ iniziata la costruzione di strutture moderne a servizio della logistica.
Infine il personale. Sono state assunte 12 persone, di 3 nazionalità diverse, di cui la metà di loro ha meno di 30 anni. Oggi la Vannucci Piante conta 350 dipendenti di 11 nazionalità diverse.
“Dobbiamo fare di più nelle relazioni, nei rapporti umani, nelle nostre reti e nei legami – ha sottolineato Vannucci -. Perché a tutti i livelli ed in tutti i campi (economici, politici, sociali, religiosi, civili) quando qualcuno rimane indietro, perdiamo tutti”.
Riguardo a Next Generation, l’imprenditore ha annunciato che verranno fatte valutazioni, proposte, saranno monitorate le modalità di utilizzo delle risorse del Piano.
“Daremo pagelle – ha annunciato – ed alzeremo i toni se necessario, perché senza un reale coinvolgimento e una reale corresponsabilità di chi conosce da vicino i bisogni e le problematiche del fare impresa imparando sulla propria pelle a costruire modelli di filiera efficaci, non può permettersi di gettare al vento questa grande opportunità. Noi ci siamo e ci rendiamo disponibili a fare la nostra parte fino in fondo”.







