martedì, Giugno 23, 2026

Via Vecchia Montanina, da anni dimenticata dal Comune

PISTOIA – Gentile assessore Matteo Giusti, desidero rivolgermi a lei all’inizio del suo mandato amministrativo per sottoporre alla sua attenzione alcune criticità che interessano la zona collinare in cui risiedo, problematiche che ho già segnalato ripetutamente nel corso degli anni senza che, purtroppo, abbiano trovato una concreta soluzione.

Abito lungo la via Vecchia Montanina di Gello, nel tratto compreso tra il paese di Gello e la località Piazza. Si tratta di un’area di aperta campagna ma al contempo molto prossima al centro urbano: il campanile di Piazza del Duomo dista in linea d’aria meno di cinque chilometri. Nonostante tale vicinanza alla città, la zona continua a soffrire di una significativa carenza di servizi e manutenzioni.

Per quanto riguarda la viabilità, nel corso degli anni si sono alternati periodi di maggiore attenzione ad altri di sostanziale abbandono. All’inizio della precedente amministrazione furono eseguiti alcuni interventi di manutenzione straordinaria che, va riconosciuto, le amministrazioni precedenti non avevano mai preso in considerazione malgrado le segnalazioni fatte. Analogamente, per un paio d’anni la manutenzione stagionale della vegetazione venne effettuata correttamente, con il ripristino delle canalizzazioni laterali per il deflusso delle acque.

Successivamente, tuttavia, si è tornati alla situazione consueta. Gli interventi si sono ridotti a un unico sfalcio annuale, generalmente eseguito a metà giugno, mentre il materiale vegetale tagliato viene lasciato sul posto, andando progressivamente a ostruire le canalizzazioni laterali. La conseguenza è che, in occasione di piogge intense, la carreggiata si trasforma di fatto in un corso d’acqua, con evidenti disagi e potenziali rischi per la sicurezza.

Anche il manto stradale versa in condizioni non soddisfacenti. L’asfalto, ormai risalente ad una trentina di anni fa, è stato oggetto esclusivamente di interventi puntuali e rattoppi, senza alcun rifacimento organico. Analoga perplessità ha suscitato un intervento di segnaletica orizzontale realizzato un paio di anni fa sotto la giunta Tomasi, durante il quale le strisce longitudinali furono tracciate direttamente sui margini invasi dalla vegetazione, rendendo l’opera di dubbia utilità e rappresentando, di fatto, un impiego inefficiente di risorse pubbliche.

Desidero inoltre segnalare un tratto della stessa strada che, da tre anni, sembra completamente escluso dalle operazioni di manutenzione e risulta ormai invaso dalla vegetazione spontanea. Non ne comprendo la ragione, poiché da verifiche catastali tale tratto risulta comunque appartenere alla viabilità comunale. Allego una mappa estratta da Google Maps.

A tal proposito ho inoltrato più volte segnalazioni al servizio Pronto Cantiere, chiedendo che venisse richiesto ai proprietari frontisti di provvedere alla manutenzione della vegetazione e alla rimozione dei rovi che restringono la carreggiata. Tuttavia, al di là di comunicazioni interlocutorie, non ho riscontrato miglioramenti concreti. Considerato che la strada è frequentata anche da pedoni e ciclisti, la presenza di rovi e vegetazione invasiva costituisce un evidente fattore di rischio.

Accanto alle problematiche manutentive, desidero evidenziare la persistente assenza di importanti reti infrastrutturali e tecnologiche.

La zona è completamente priva di rete fognaria pubblica. Ancora oggi le abitazioni dipendono esclusivamente da sistemi individuali di smaltimento reflui. In tutti questi anni non ho mai ricevuto informazioni circa eventuali studi, progetti o programmi finalizzati all’estensione della rete fognaria in questa parte del territorio comunale, nonostante la vicinanza al capoluogo.

Ancor più problematica appare la situazione relativa alla connettività digitale. Trovo francamente difficile comprendere come, a pochi chilometri da un capoluogo di provincia, non sia disponibile nemmeno una connessione in tecnologia FTTC, ormai essa stessa superata dagli standard attuali.

La situazione è nota da molti anni. Nel 2005 fui addirittura costretto a rivolgermi al Corecom per ottenere da Telecom Italia l’attivazione della linea telefonica, ricordando che il servizio telefonico e l’accesso alla rete rientrano tra le prestazioni garantite dal Servizio Universale. Tuttavia, a causa della distanza tra la chiostrina stradale e la centrale di riferimento di San Felice, la linea non ha mai funzionato in modo soddisfacente ed è stata successivamente dismessa.

Da allora utilizzo un collegamento FWA, adottato quando questa tecnologia era ancora agli esordi, con prestazioni che continuano a risultare discontinue e non sempre adeguate alle esigenze attuali.

La situazione appare ancora più incomprensibile se si considera che il Piano Italia a 1 Giga prevedeva la copertura dell’area già dal 2021. A oggi, nel 2026, non risulta realizzato alcun intervento. Ho inoltre utilizzato il canale predisposto dal Comune per la raccolta delle segnalazioni relative alla carenza di banda larga, iniziativa che avrebbe dovuto supportare la programmazione regionale degli interventi, senza tuttavia ricevere alcun riscontro concreto.

Le numerose segnalazioni rivolte nel tempo agli amministratori che si sono succeduti non hanno prodotto risultati apprezzabili e, in molti casi, non hanno neppure ricevuto una risposta di cortesia.

Un ulteriore tema riguarda la rete del gas metano. La Via Vecchia Montanina di Gello è servita dalla rete sia all’inizio sia alla fine del tratto interessato, mentre le poche abitazioni presenti nella parte centrale risultano escluse dal servizio. È verosimile che il completamento del collegamento non venga ritenuto economicamente conveniente dal gestore, ma il risultato è che tutte le famiglie della zona sono costrette a utilizzare GPL con rifornimento tramite serbatoi privati.

A ciò si aggiunge una disparità fiscale particolarmente penalizzante. Poiché il Comune di Pistoia non risulta classificato come comune montano ai fini delle agevolazioni e non è stata adottata una specifica zonizzazione delle aree non metanizzate, gli utenti della zona sono soggetti all’applicazione dell’IVA ordinaria al 22% sul GPL destinato al riscaldamento, mentre gli utenti serviti dalla rete metanizzata beneficiano dell’aliquota agevolata del 10% almeno sui primi scaglioni di consumo.

Come noto, la definizione delle aree non metanizzate e delle relative agevolazioni non dipende da una pianificazione nazionale o regionale, bensì da specifiche deliberazioni dei singoli Comuni, che possono individuare le zone escluse dalla rete e consentire ai residenti l’accesso alle agevolazioni fiscali previste per il GPL destinato al riscaldamento.

Con questo  “cahier de doléances” non intendo formulare una mera lamentela, ma fornire un quadro il più possibile completo delle problematiche che a mio avviso interessano questa parte del territorio comunale, nella speranza che possano finalmente essere affrontate attraverso una programmazione concreta e tempi certi.

Confido che la nuova amministrazione possa dedicare attenzione a queste questioni, raccogliendo le istanze dei cittadini che vivono nelle aree periferiche e collinari del Comune, spesso vicine al centro urbano ma ancora prive di servizi essenziali.

Gianluca Fagioli

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