di Riccardo Bonaguidi
PISTOIA – ”Viviamo una persistente assenza delle istituzioni, soprattutto per i casi di persone fragili. Nessuno si fa avanti per una presa in carico”. E’ la denuncia espressa da don Massimo Biancalani nel corso di una conferenza stampa indetta oggi pomeriggio (31 ottobre) per affrontare il tema dello stato di abbandono in cui versa la struttura.
Dopo i recenti fatti di cronaca, furto e aggressione, da Vicofaro si è voluto ribadire la bontà del progetto a fronte, si è detto, di un immobilismo istituzionale che si trascina ormai da tempo senza soluzione. Nello specifico il parroco e l’entourage che si occupa di mandare avanti il centro, hanno ribadito la necessità di intervenire creando dei percorsi di inserimento per i ragazzi ospitati e servizi, come sportelli di ascolto o l’assistenza psicologica. ”Molte delle persone che sono qui ospiti vivono un grave stato di disagio psichico – ha osservato Biancalani – E’ normale che la situazione a volte possa degenerare ed è per questo che servono degli interventi urgenti da parte delle istituzioni”.
A complicare il quadro, la difficile situazione economica che si sta profilando. ”Qui abbiamo 150 ospiti circa, con una cucina attiva tutto il giorno. Ci saranno dei costi altissimi ”.

Il parroco ha ribadito, inoltre, anche la pesante lontananza del ”sociale” pistoiese. ”Da fuori provincia ci sono molte realtà che ci aiutano, qui siamo in totale stato di abbandono”, ha detto Biancalani. A quanto spiega, infatti, molte sarebbero le associazioni e i singoli che da Brescia a Roma si spendono per Vicofaro. ”Sarebbe importante avere anche qualche volontario in più – ha aggiunto- per far sentire ai ragazzi che non sono soli”. Per di più, dice, ”favorire l’incontro fa cadere le paure”.
A ribadire il concetto è anche lo storico volontario Mauro Matteucci . ”Noi aiutiamo i ragazzi – ha detto – ma poi i percorsi toccano alle istituzioni. Manca una progettualità”.
La conferenza è stata anche l’occasione per tornare sui recenti fatti di cronaca. Le singole vicende giudiziarie, a quanto riferiscono i legali, sono in via di definizione. Al momento l’aggressore si troverebbe in via cautelare in carcere per lesioni aggravate mentre nei confronti del parroco è scattato un procedimento per violazione del 650 c.p. (Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità). ”E’ discutibile che si debba procedere con il 650 cp – ha detto l’avvocato Fausto Malucchi -. Non riteniamo che ci sia reato. Si poteva evitare”.
”È facile intentare un processo a Biancalani – ha aggiunto l’avvocatessa Elena Baldi – ma nessuno poi fa nulla per migliorare situazione”. A suo dire, infatti, sarebbe fuorviante continuare ad additare il parroco come la panacea di tutti i mali e nel frattempo non prendere provvedimenti costruttivi per migliorare la situazione. ”E’ inutile parlare di sgombrare l’area – ha spiegato – se poi non c’è effettivamente un posto dove far andare tutte queste persone”. In tal caso la situazione sarebbe punto e a capo, insomma.
C’è poi la questione dei rimpatri. Recentemente infatti alcuni ospiti sono stati allontanati dalla struttura e spediti nei Cpr (Centri per il rimpatrio), in attesa di essere rimandati al paese di origine. ”Ma quelli sono dei lager e alcuni si suicidano” – ha denunciato Biancalani.
” I ragazzi – ha raccontato – che tra l’altro davano una mano attiva nel centro, sono stati spediti nei Cpr perché non avevano il permesso di soggiorno in regola. Se qui a Pistoia ti fermano – ha aggiunto – e dici che sei di Vicofaro vieni subito trattenuto. L’impressione è che questi provvedimenti – ha concluso – siano stati presi per fare terra bruciata”.







