PISTOIA – “A seguito di appositi sopralluoghi congiunti, si è convenuto – scrive in una nota la Prefettura di Pistoia – di sottoscrivere una convenzione tra Asl e il comando del 183° Reggimento che consentirà di utilizzare l’area delle Ville Sbertoli anche per finalità addestrative. E la presenza del Reggimento in uno spazio idoneo e pronto all’uso per le proprie operazioni, permetterà quindi di garantire un deciso incremento della deterrenza verso fenomeni illeciti”, tenendo lontano dalle ville e dal parco ogni genere di malintenzionati.

Questa la notizia che il 22 febbraio 2022 abbiamo letto e che essendo virgolettata ci ha allarmato, in quanto in fase di attuazione.
Non è certo il recupero a vantaggio della città che auspicavamo.
Molte le domande e le perplessità.
La prima sta in quelle parole: “anche per finalità addestrative”.
Cosa si intende per “finalità addestrative” e a cosa si vanno a sommare con quell’indicazione vaga e vasta di quell’ “anche”?
Per “idoneo e pronto all’uso” cosa si intende?
Non è stato considerato “pronto all’uso” nemmeno il polmone verde in questi 2 anni di pandemia; oggi cosa è cambiato?
Quel luogo ricco di storia, di personaggi della cultura, di arte, di una delle più importanti pagine della Resistenza pistoiese, set cinematografico, definitivamente tolto all’uso cittadino?
In questa decisione presa senza alcun coinvolgimento e comunicazione preventiva alla cittadinanza, leggiamo un’idea di sicurezza tutta orientata sulla militarizzazione del territorio, e non invece sulla rigenerazione di spazi così carichi di natura e cultura: che è quello su cui abbiamo più volte scritto.
Noi ricordiamo nel gennaio del 2009 un convegno sul futuro delle ville organizzato dall’Associazione “Amici di Groppoli” dal titolo “Le Ville Sbertoli, dibattito con la città”.
Successivamente il Comune di Pistoia, con il sostegno nella Regione Toscana (L.R. 19/12/2007 n.69 “Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali”) ha organizzato un “Percorso partecipativo” aperto alla cittadinanza sul tema: “Le Ville Sbertoli e la città” che si è svolto tra febbraio e luglio 2009. Da quel convegno si chiedeva “un forte impegno collettivo per la ricerca di un riuso adeguato, capace di coniugare al meglio creatività e memoria, necessità di tutela e valorizzazione non solo economica…”.
Infine, nel 2017 fu sottoscritto un Accordo di programma che includeva il recupero delle Ville Sbertoli dentro le azioni del progetto di Pistoia Capitale Italiana della Cultura.
Siamo quindi qui a chiedere all’amministrazione attuale, alla Regione, non ultima alla Soprintendenza, anche per il valore artistico che le ville rappresentano, di “tutelare e valorizzare” questi spazi in un modo “adeguato”.
Che non può certo essere solo quello di “garantire un deciso incremento della deterrenza verso fenomeni illeciti”, ma un uso che nel 2012 associazioni, liberi cittadini avevano presentato come “attività civili, sociali e culturali”, quello che ancora speriamo stia a cuore alle istituzioni: il bene comune.
Abbiamo già fatto proposte, e le rilanceremo.
Perché le Ville Sbertoli devono rimanere patrimonio della città.
Associazione Palomar









