mercoledì, Settembre 9, 2026

Vino e orchidee: colori e sapori si incontrano da Mati Piante

PISTOIA – Vino e orchidee: nelle serre di Mati Piante un fine settimana dedicato a questi due “doni di natura”, che si incontrano e dialogano in un autentico festival di colori, sapori, odori, tradizioni ed eccellenze locali.

Accanto alla mostra-mercato “Orchidea”, curata da aziende florovivaistiche che espongono le diverse varietà di questa pianta erbacea, trova spazio il secondo appuntamento della rassegna “L’urlo del vino”, kermesse organizzata dalla Rete dei vini e dei vinsanti dell’Alta Toscana, alla quale prendono parte otto aziende vitivinicole a conduzione familiare dei territori compresi tra il Pistoiese e la Lunigiana.

Un momento della rassegna “L’urlo del vino” presso Mati Piante (fotografie di Giovanni Fedi)

Un’area della nostra regione ritenuta “secondaria” per la produzione vinicola rispetto alle più famose zone del Chianti, ma in realtà capace di offrire prodotti di altissima qualità, grazie alla presenza di aziende e società agricole che producono vino in maniera biologica, seguendo procedimenti naturali e affidandosi ad antiche tradizioni trasmesse di generazione in generazione. Aziende che puntano tutto sulla qualità, custodi di tecniche e metodi che vengono dal passato, ma con lo sguardo ben rivolto verso il futuro e le sue sfide: la rassegna è infatti un’importante occasione per “fare rete” nell’ottica di valorizzare e far conoscere al meglio i propri prodotti d’eccellenza.

Come tutti i produttori presenti hanno sottolineato, “iniziative di questo tipo sono molto utili non solo per promuovere la nostra attività sul territorio e attirare nuovi clienti, ma anche per sottolineare il lavoro e l’impegno che stanno alla base di un vino o un vinsanto di qualità, all’interno di un mercato sempre più competitivo. Ritagliarsi questo spazio significa stabilire un contatto diretto con il pubblico per far vedere e far assaggiare dal vivo i nostri prodotti, spiegare la nostra storia, le tecniche di produzione e di vinificazione; è un modo per far entrare il visitatore nel nostro lavoro. Inoltre ci può aprire nuove opportunità, soprattutto in vista di un periodo che non appare facile, tra carenza di materie prime, aumento vertiginoso delle tariffe energetiche, paletti burocratici”.

La kermesse è anche l’occasione per “fare il punto” sul turismo enologico, una realtà in forte ascesa che sta riprendendo con buoni numeri dopo la fine della pandemia e le sue restrizioni: alcune aziende presenti a “L’urlo del vino” hanno ribadito le notevoli potenzialità nell’intercettare i flussi turistici presenti in regione, soprattutto di turisti stranieri, per abbinare l’enogastronomia al turismo culturale, balneare e naturalistico. Far entrare l’enologia nel circuito turistico delle città d’arte e dei luoghi di soggiorno della Toscana, organizzando open day, visite guidate nei vigneti e nelle cantine, cene a tema in vigna, percorsi di degustazione: tante opportunità che le aziende vitivinicole intendono sfruttare, anche se non mancano criticità, come la carenza di adeguate strutture ricettive sul territorio.

“Siamo tutti produttori e viticoltori – sottolinea Gino Fuso Carmignani, sovrintendente della rete “L’urlo del vino” – e curiamo tutte le fasi di produzione dei nostri vini, a partire dalla coltivazione delle uve nei vigneti accanto alle nostre aziende agricole. Il vino è arte, cultura e territorio, ogni bottiglia nasconde e porta con sè una storia e una tradizione che dobbiamo far comprendere al pubblico, perchè purtroppo oggi questa consapevolezza sta venendo meno”.

Proponiamo una breve rassegna degli stand dei produttori che hanno partecipato a “L’urlo del vino”, segnalando i “punti forti” delle loro produzioni e le tipologie di vino presentate durante l’incontro e disponibili per la degustazione.

La Tenuta Mariani di Massarosa, specializzata nella produzione di bollicine con metodo classico e metodo charmat, ha presentato due “vini di mare” dal retrogusto sapido e salino, caratteristico dei vigneti delle colline viareggine che guardano verso il mare.

L’azienda Pascale Francesca di Fosdinovo ha presentato un vermentino bianco biologico in due versioni, uno “pressato“, dal gusto più leggero e profumato, l’altro macerato con le bucce, dal sapore più intenso; la stessa azienda produce anche un vermentino nero con denominazione IGT Toscana.

La società agricola Betti di Quarrata ha portato un bianco, un rosato e un rosso IGT Toscana, tutti vini molto freschi e delicati ottenuti dai vigneti sulle prime colline del Montalbano.

La Fattoria La Torre di Montecarlo ha proposto un bianco vermentino, un insolito spumante brut rosè da uve sangiovese e un cabernet sauvignon.

L’Agricola Francesca di Empoli ha presentato tre vini rossi (merlot, alicante e canaiolo “in purezza”, quest’ultimo un vino robusto e dal sapore deciso), un vermentino, un rosato e un bianco frizzante.

La società agricola Marini Giuseppe di Pistoia si segnala per il suo famoso vinsanto, che quest’anno ha vinto il concorso internazionale al Vinitaly di Verona; al vinsanto “classico” con uve bianche si unisce la produzione di un vinsanto “occhio di pernice” ottenuto con uve rosse

Anche l’azienda agricola Marzalla di Pescia è specializzata nella produzione di vinsanto bianco della Valdinievole, a marchio DOC, e dal sapore molto profumato.

La Fattoria di Celle propone due vini rossi e un rosato tutti ottenuti dai vigneti della Villa sulla collina di Santomato.

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