di Martina Lepore
POGGIO A CAIANO – La Villa Medicea di Poggio a Caiano continua ad accogliere per tutto il mese di agosto fino alla fine di settembre nelle proprie stanze la mostra “Visitazione in Assenza”, lasciando spazio a tre opere dell’artista Marco Bagnoli in dialogo con la bellissima e antica produzione pittorica di Pontormo, artista della scuola fiorentina che decorò proprio il Salone della villa.
Marco Bagnoli è una delle figure di maggiore rilievo nell’ambito dell’arte italiana contemporanea toscana. Attivo difatti dalla metà degli anni Settanta, ha partecipato a importanti rassegne internazionali, tra cui la Biennale di Venezia (1982, 1986, 1997), Documenta di Kassel (1982, 1992) e Sonsbeek ad Arnhem (1986).
Il nome della mostra richiama quello della “Visitazione” di Carmignano, uno dei capolavori del Manierismo italiano, databile al 1528-1530 circa e conservato nella Propositura dei Santi Michele e Francesco a Carmignano e produzione dell’artista Pontormo. L’opera raffigura la Visitazione di Maria a sant’Elisabetta, episodio narrato nel Vangelo di Luca, un momento di rilevanza artistica e religiosa.

Le Ville e Residenze Monumentali Fiorentine del Ministero della Cultura, in collaborazione con l’Associazione Spazio X Tempo e l’Atelier Marco Bagnoli, hanno dato vita alla mostra “Visitazione in Assenza”, inaugurata giovedì 9 luglio e visitabile fino a domenica 27 settembre, nei consueti orari di apertura della Villa: da martedì a domenica, dalle ore 8:15 alle 17:00 (ultimo ingresso alle ore 16:30).
Nel corso dell’inaugurazione, lo stesso Marco Bagnoli ha spiegato il legame che lo unisce alla figura di Pontormo, andando oltre il divario temporale di oltre quattro secoli che separa i due artisti. Lo storico dell’arte Marco Bazzini sottolinea come Bagnoli abbia costruito un dialogo con la figura di Jacopo Carucci, detto altresì Pontormo, fondato non solo sulla vicinanza territoriale, ma soprattutto su una comune volontà di superare la rigidità e la staticità della prospettiva classica. Se Bagnoli esprime questa ricerca attraverso installazioni caratterizzate da forme geometriche estremamente particolari, Pontormo la traduce in una pittura dai colori accesi e da una spazialità nuova e a suo alterata.
Di Marco Bagnoli sono esposte tre opere che sono collegate tutte tra loro grazie alla cosiddetta “Banda Rossa”, altresì identificata con il titolo “Spazio x Tempo”, segno identificativo della produzione artistica di Bagnoli che ha un ruolo non semplicemente artistico, bensì strutturale nelle opere e nelle installazioni.
In primo luogo vi è “Two in One” (variante), 1987 (2026), specchio parabolico collocato sotto le volte affrescate della Villa Medicea, in corrispondenza dell’affresco di Vertumno e Pomona di Pontormo. In secondo luogo abbiamo poi “Danzatore in A8” (2026), opera inedita che affonda le proprie radici nell’iconografia di Metrica e Mantrica e nella ricerca sul Danzatore di Harappa. I profili delle sculture derivano dalle intersezioni della “Banda Rossa” con la rotazione del torso del Danzatore di Harappa, un’antica rappresentazione di Shiva Nataraja conservata oggi al Museo Nazionale di Delhi. La serie nella sua interezza comprende dodici sculture lignee, alte circa un metro e cinquanta, rifinite con resine e colori madreperlati.
Nella sala che ha ospitato la Visitazione di Pontormo è stata infine collocata l’opera “Noli me tangere” (modello), 1997. La figura richiama a una statua vivente posta sopra a una colonna, visibile nell’opera pittorica “Giuseppe in Egitto”, realizzata da Pontormo intorno al 1518 e oggi conservata alla National Gallery di Londra, parte dell’arredo della camera nuziale di Pierfrancesco Borgherini e Margherita Acciaiuoli.
Alle spalle dell’opera è presente una proiezione video che “chiude il cerchio” e rimanda alla conversazione “in assenza” tra la Visitazione di Pontormo e la Visitazione di Bagnoli.



