sabato, Giugno 6, 2026

Zuppi, Lepore e 40 sindaci firmano il manifesto ‘Organizziamo la speranza’

BOLOGNA (ANSA) – Una quarantina di sindaci
 del territorio dell’Arcidiocesi di Bologna, su 52 comuni coinvolti,
 hanno sottoscritto il manifesto “Organizziamo
la speranza”, nato da un confronto avviato nel
 settembre 2025 per promuovere partecipazione, ascolto e bene
 comune come principi guida dell’azione amministrativa.

L’arcivescovo Matteo Maria Zuppi (fotografia di Giovanni Fedi)

“La
 speranza va organizzata perché sia tale”, ha detto 
l’arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Zuppi, che ha dato
 l’impulso all’iniziativa.
Richiamando la dottrina sociale della 
Chiesa e la recente enciclica di Papa Leone, Zuppi ha ricordato
che “abbiamo tanto bisogno di costruire il futuro. L’enciclica
 ci aiuta in questa direzione, plurale, capace di sostenere i
 sindaci e di difendere ogni singola vita”.

Tra i primi firmatari
 il sindaco Matteo Lepore, che ha definito il documento “un
 manifesto che parla a tutti, credenti e non credenti, donne e 
uomini delle nostre comunità”.

Lepore ha sottolineato come il
 testo arrivi in una fase particolarmente significativa per la
 città, nel pieno del percorso di riforma dei quartieri e
 dell’attuazione del piano strategico metropolitano e a un anno
dalle elezioni.
“In una fase di grande polarizzazione e
 divisione politica, il fatto che una cinquantina di sindaci,
civici, di centrosinistra e di centrodestra, si ritrovino per
 impegnarsi a lavorare insieme rifiutando l’odio e la rissa
 continua rappresenta un segnale molto importante”, ha aggiunto.


Monsignor Stefano Ottani, tra i coordinatori del
 percorso, ha ricordato come si sia “cercato di accelerare
 i tempi e concludere prima dell’estate proprio per mantenere una
 sufficiente distanza dalle dinamiche elettorali”.

“Un 
amministratore non deve ragionare soltanto entro il 
breve termine del mandato – ha aggiunto – ma guardare a un 
progetto transgenerazionale e transculturale”.

Le sottoscrizioni
 resteranno aperte fino al 30 giugno.
Successivamente il
 documento potrà essere discusso e, se i singoli enti lo 
riterranno opportuno, approvato dai rispettivi Consigli comunali
 come indirizzo condiviso per l’attività amministrativa.


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