mercoledì, Settembre 9, 2026

Visita di Furfaro (Pd) al carcere della Dogaia: “Sovraffollamento e personale sotto stress”

di Andrea Mori

PRATO – L’onorevole Marco Furfaro, parlamentare del Pd, ha fatto visita al carcere della Dogaia per comprendere la situazione di detenuti e personale.

Da sinistra, Marco Furfaro e Lorenzo Tinagli

All’uscita il suo commento è stato durissimo: “Il carcere è sovraffollato, con circa 600 detenuti a fronte di 400 posti disponibili, e la polizia penitenziaria è sottoposta a una condizione di stress e pressione disumana. Una carenza di organico, irrisolta nonostante le promesse del governo Meloni, del comparto polizia penitenziaria che riguarda ogni settore: funzionari (-80%), ispettori (-52%), sovrintendenti (-65%), agenti (-6%). Questo si riflette nel funzionamento del carcere e nel compimento delle sue prerogative costituzionali, con questa carenza è impossibile fare corsi, utilizzare l’impianto sportivo, persino attivare percorsi per il lavoro o far arrivare la posta dei familiari ai detenuti. Un quadro desolante”. E ha annunciato la presentazione di una interrogazione “affinché il governo decida di smetterla con le promesse e finalmente dia risposte concrete. E invito pure i parlamentari pratesi a fare lo stesso”.

La visita rientrava nell’ambito della campagna “Bisogna aver visto – emergenza carcere, lanciata a livello nazionale dal Partito democratico e che vedrà i parlamentari dem in visita agli istituti di pena di tutto il Paese.

Furfaro era accompagnato da Lorenzo Tinagli, consigliere comunale Pd e responsabile degli enti locali del partito, Donato Nolè e Giulio Ricci, rispettivamente coordinatore e vice coordinatore regionale Fp Cgil polizia penitenziaria per la Toscana. 

Nel carcere hanno incontrato, tra gli altri, la garante dei detenuti, il vicedirettore della struttura e gli agenti della polizia penitenziaria.

“Se si parla di numeri nella loro totalità, è come se si stesse dicendo che i detenuti possono essere assegnati o ristretti tutti negli stessi reparti, nelle stesse sezioni – ha spiegato Donato Nolè – Se noi continuiamo a fare semplicemente un discorso di quanti detenuti ci sono senza fare la distinzione dei circuiti, stiamo parlando di un dato falsato, drogato per certi aspetti; quasi mai l’amministrazione risponde con i numeri rispetto ai circuiti, ma c’è una tendenza a generalizzare”.

Per capire meglio, la spiega così: “Abbiamo spazi enormi (alla Dogaia ndr.) come ad esempio la semilibertà, dove ci sono circa 50-60 posti, di cui in realtà solo 20 sono occupati. Quindi nel totale generale pare che non ci sia sovrannumero. Il discorso che andrebbe fatto è per reparti”. 

I detenuti che sono assegnati alla sezione protetta perché hanno commesso reati a sfondo sessuale, per esempio, non possono essere collocati in altre sezioni.

E poi la percentuale allarmante, ossia quella del 70% rispetto alla mancanza di personale per alcuni ruoli: quello dei sovrintendenti, degli ispettori, oltre che quello dei funzionari e dei dirigenti di polizia penitenziaria. E poi, da ricordare, che al momento non c’è un comandante titolare.

“Un’altra disattenzione che abbiamo denunciato e registrato a tutti i livelli ha spiegato Nolè -, ma che non è stata ascoltata, è quella dell’assegnazione continua di detenuti di difficilissima gestione”.

“Ci fa piacere che l’onorevole Furfaro sia venuto a far visita all’istituto ha concluso il sindacalista -, è stato uno dei pochissimi a raccogliere un nostro documento di appello e segnalazione”.

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