di Riccardo Agostini
PISTOIA – Tutto tace. Dopo la scomparsa della Pistoiese dal panorama del calcio nazionale in seguito all’arresto di Maurizio De Simone e alla rinuncia a concludere la stagione, le speranze si erano riaccese con la manifestazione di interesse dell’ingegnere Sergio Iorio. Manifestazione di interesse dovuta, a suo dire, al grande amore verso i colori arancioni espressi tramite una lettera aperta indirizzata, il 17 aprile scorso, al sindaco di Pistoia. Una sorta di presa in carico, morale e pratica, della resurrezione del glorioso sodalizio che è precipitato nell’inferno della cancellazione.

La notizia aveva trovato grande accoglienza da parte degli sportivi pistoiesi e la disponibilità dell’amministrazione stessa. Non solo, anche il main sponsor Vannino Vannucci, attraverso una intervista al nostro giornale, aveva espresso la piena disponibilità a sostenere l’impresa dell’imprenditore genovese.
Dunque le cose sembravano aver preso un preciso indirizzo. Ad oggi, però, non si hanno notizie su come stanno procedendo le cose. Sicuramente il lavoro dell’ingegner Iorio non si è fermato. Certamente il compito non è semplice. Lui, interpellato, non risponde. Qualcosa però trapela.
Da dove potremmo ripartire? Da zero, con una nuova società, chiedendo alla Federazione, tramite il Sindaco Tomasi, l’iscrizione nella migliore categoria possibile, oppure sfruttare la presenza sul territorio della provincia di alcune società (Aglianese o Casalguidi ad esempio) trasferendone il titolo a Pistoia? Pare che l’orientamento penda decisamente a favore di quest’ultima opportunità, anche se la decisione non è stata ancora presa.

Ma chi potrebbe affiancare Sergio Iorio in questa impresa, visto che lo stesso imprenditore si è dichiarato disponibile ad assumersi al massimo il 50% delle quote sociali? Incassato l’appoggio esterno di Vannino Vannucci, come dicevamo, resta da definire il nocciolo della società.
Se si dovesse acquisire il titolo di un altro sodalizio, questo si porterebbe quasi certamente dietro anche la compagine societaria. Tanto per fare un esempio, nel caso la scelta ricadesse sull’Aglianese, Fabio Fossati, l’attuale presidente, sarebbe un candidato sul quale porre l’attenzione. Questo varrebbe anche per altre soluzioni, naturalmente.
Il primo obiettivo, quindi, sarebbe quello di formare uno zoccolo duro intorno al quale aggiungere altri soggetti che hanno a cuore le sorti della Pistoiese. In questo senso è probabile si tenti di avvicinare anche qualche ex componente della orami vecchia Holding Arancione. Di sicuro qualcuno potrebbe dare la sua disponibilità. Non ci resta che spettare per vedere quello che succederà.

Molto meno probabile invece parrebbe la “contaminazione” con il mondo del Basket, anche se non è del tutto da scartare. Come peraltro pare improbabile che Gabriele Giusti, altro importante imprenditore pistoiese avvicinato in passato alle sorti della società arancione, possa accettare di essere protagonista dell’”esproprio” dell’Aglianese da Agliana, suo paese natale, qualora dovesse essere tale scelta a prevalere.
Infine, come sempre avviene, chi si insedia in sella ad un nuovo sodalizio si preoccupa di indicare per prima cosa la guida tecnica: il direttore sportivo. A sentire le voci che girano nel mondo del calcio, alcuni nomi iniziano a circolare. E sono nomi di tutto rispetto.
Il primo che sarebbe in cima alla lista sul taccuino in mano alla nuova dirigenza è quello di Paolo Giovannini, che non ha bisogno di presentazioni a Pistoia. L’ex direttore, alla Pistoiese nella stagione 2011/12, ora siede dietro la scrivania dell’Arezzo, con il quale ha sottoscritto un contratto ultra decennale, vacillerebbe però di fronte al richiamo delle sirene arancioni e ad una nuova sfida intrigante, anche se lui, come è prassi, smentisce categoricamente. Vista la sua storia e la sua grande esperienza non è detto che non sarebbe in grado di trascinarsi dietro anche qualche ingente risorsa economica.
Altro nome, anche questo non nuovo alla città (in maglia arancione nella stagione 2012/13), corteggiato dai probabili nuovi dirigenti sarebbe Andrea Mussi, neopromosso in serie C con il Trapani. Due nomi di grande richiamo ma ai quali non sembra facile arrivare. Se non altro, significa che le ambizioni non mancano. Chi vivrà, vedrà.







