SERRAVALLE – Aria di crisi al Comune di Serravalle, dove il vicesindaco Federico Gorbi ha terremotato la giunta mollando una serie di deleghe, fra cui quella decisiva del Bilancio e quella strategica della Fiera di Casalguidi. Gorbi resta vicesindaco e mantiene la guida di Urbanistica e Ambiente e lascia Tributi, Patrimonio, Informatica e Cimiteri (tutte materie che rimarranno – ma per quanto? – nelle mani del Sindaco).

Una spaccatura era nell’aria da tempo ed è esplosa nell’ultimo consiglio comunale di mercoledì, dove è stato il sindaco Lunardi a presentare le linee del bilancio. Occorrerà ora vedere se i malumori dentro la Giunta si limiteranno a questo e si risolveranno con un ampio rimpasto, oppure avranno altri strascichi.
Ma non è questo il solo “strano fatto” – per prendere in prestito una definizione usata in una nota da Rifondazione Comunista di Serravalle – che ha movimentato il consiglio comunale serravallino.
C’è ad esempio un forte avanzo di bilancio, che sembra sottolineare uno stallo nella capacità di investimento.
Anche sul tema più caldo del momento, la crisi del Distretto di Masotti, dai banchi del Consiglio sono arrivate indicazioni singolari. Al di là dei contrasti sulla petizione che hanno messo contro promotori e Pd, sul piatto è arrivata una mozione presentata da Federico Gorbi (“non come vicesindaco, ma come consigliere comunale”, ha precisato lui stesso), come per tenersi le mani libere per introdurre fra le righe anche un richiamo all’operato della stessa amministrazione.

La maggioranza ha comunque disinnescato la sottolineatura, facendo sua la mozione e votandola con il l voto contrario della opposizione, che aveva cercato di emendare il testo con proprie proposte, che sono andate perse, bocciate dalla maggioranza. Il tema resta ancora aperto e dovremo assistere ad altre tappe di questa intricata vicenda.
Fra le pieghe del dibattito è emersa anche un’altra grana, la vicenda-Fendi. Il prestigioso marchio di moda, che aveva promesso la sua presenza e posti di lavoro in una struttura di via del Redolone a Ponte Stella, sembra che abbia definitivamente abbandonato il progetto. Lo ha detto, pur girandoci attorno, il capogruppo della maggioranza Stefano Agostini, che pure ha lasciato le porte aperte ad altri marchi “che sarebbero interessati” a Serravalle. Ipotesi difficile con la crisi che morde il settore del pronto moda in tutta la Toscana: nella prima metà di quest’anno in Toscana hanno cessato l’attività 304 aziende del settore moda, più imprese che in tutto il 2023, di cui 182 solo del settore pelletteria.
Lo affermava proprio ieri Cna all’Ansa Federmoda Toscana, sulla base dei dati Movimprese di Unioncamere: secondo l’associazione “la crisi si aggrava sempre di più”, per cui “la cassa integrazione non basta più, sono necessarie nuove misure”, e “soluzioni rapide e straordinarie”. (m.d.)







