mercoledì, Settembre 9, 2026

“Grandi Numeri”: l’ironia poetica di Maragoni per spiegare il mondo digitale

PRATO – Un viaggio poetico e ironico nelle pieghe della rivoluzione digitale, tra statistiche e flussi di dati, per divertire ma anche far riflettere.

Al Teatro Magnolfi di Prato va in scena “Grandi Numeri”, spettacolo diretto e interpretato dal poliedrico Lorenzo Maragoni, autore, performer e campione del mondo di poetry slam, che racconta in modo intelligente e divertente come la nostra vita sia quotidianamente immersa nel flusso dei “big data”.

Fin dalle epoche più remote l’uomo ha raccolto dati numerici per conoscere meglio se stesso e la società in cui viveva, per dare luogo a censimenti, per dividere la popolazione in categorie su base sociale, economica, etnica, per motivi fiscali o per ragioni militari. Ma dall’inizio degli anni Novanta, con la diffusione capillare di internet e l’accesso alla rete da parte di milioni di utenti, in un mondo che anno dopo anno diventava sempre più interconnesso, i dati hanno cominciato ad assumere un ruolo sempre più rilevante: mano a mano che noi conoscevamo e scoprivamo le infinite potenzialità della rete, essa conosceva noi e iniziava a incamerare i nostri dati personali e a elaborare statistiche sui nostri gusti, le nostre opinioni, le nostre preferenze, le nostre domande.

Lorenzo Maragoni in una scena dello spettacolo “Grandi Numeri” al Teatro Magnolfi (foto di Davide Santinello)

Uno sviluppo rapido e impetuoso, un’evoluzione che ci ha travolti e della quale non ci siamo neppure resi conto, tanto che oggi, dopo poco più di trent’anni, la rete conosce praticamente tutto di noi e i nostri dati vengono utilizzati dall’intelligenza artificiale e “dati in pasto” a famigerati algoritmi.

Come siamo arrivati fino a questo punto? E che futuro ci aspetta? Lorenzo Maragoni, prendendo spunto dai suoi studi universitari di statistica della società e della popolazione, con uno show ironico e divertente ci invita a riflettere sull’impatto, sugli effetti e sulle ripercussioni che la raccolta dei dati personali, anche di quelli più sensibili e in apparenza “nascosti”, può avere nella nostra vita di tutti i giorni. E lo fa nel segno di un umorismo che mescola abilmente stand up comedy e poetry slam, alternando recitazioni poetiche con accompagnamento musicale a momenti di dialogo interattivo con il pubblico in sala, in cui dà vita a esilaranti “sondaggi” e raccolte di dati personali tra gli spettatori.

Ormai la rete sa tutto di noi, gli algoritmi sfuggono al controllo dei loro stessi programmatori e sembrano leggerci nel pensiero, proponendoci all’istante risposte pertinenti e immediate alle nostre domande e alle nostre ricerche. E noi ci fidiamo e ci affidiamo a loro: l’uomo contemporaneo ha ormai deciso di abdicare, riconoscendo la superiorità dell’intelligenza artificiale sulla mente umana?

In tutto questo ridurre l’uomo a dato statistico, a farla da padrone sono i “grandi numeri”, intesi sia come i “big data” immagazzinati dalla rete, sia come le quantità di interazioni che con l’avvento dei social sono diventate fondamentali come misura della popolarità, della notorietà e dell’influenza di un determinato utente.

Quello condotto da Maragoni è quindi un viaggio nel segno dell’ironia, con una vena gustosamente comica e dissacrante, nel variegato mondo dei grandi dati statistici, un mondo che noi “comuni mortali” fatichiamo non solo a comprendere, ma anche a immaginare. Ecco allora un poeta che sogna di diventare celebre pubblicando poesie su Instagram e ricevendo una valanga di likes da parte dei suoi followers, cavalcando l’onda dell’algoritmo che lo porterà a una rapida notorietà e ad una altrettanto repentina caduta nell’oblio, a simboleggiare il carattere effimero di post e personaggi che diventano “virali” in brevissimo tempo per poi essere presto dimenticati.

Ecco allora una divertente rassegna di statistica applicata alla sociologia, con la distinzione di sette generazioni e una particolare attenzione dedicata a quella dei Millennials, i nati nel quindicennio compreso tra il 1981 e il 1996, alla quale lo stesso attore appartiene: una generazione che forse non si è mai veramente realizzata, creativa e “sfigata” allo stesso tempo, schiacciata tra il peso dei “Boomers” da un lato e della Generazione Z dall’altro, che più di tutte le altre è stata esposta alle continue e rapide rivoluzioni digitali a cavallo degli anni Duemila.

E per concludere, la ricerca dell’uomo medio, la perfetta sintesi di tutti i dati statistici aggregati che ci restituisce l’immagine della nostra società: attraverso un surreale dialogo Lorenzo ci presenta e intervista Maria, una donna che è invisibile perché di fatto non esiste, ma è il risultato del calcolo della media statistica elaborata a partire dai “big data”.

Uno spettacolo godibile e coinvolgente che diverte e fa riflettere, in cui il pubblico è chiamato a esprimersi e a compiere delle scelte, sapientemente guidato dal poeta-attore Maragoni che dà prova della propria abilità poliedrica, guadagnandosi meritati applausi.

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