PRATO – Un viaggio poetico e ironico nelle pieghe della rivoluzione digitale, tra statistiche e flussi di dati, per divertire ma anche far riflettere.
Al Teatro Magnolfi di Prato va in scena “Grandi Numeri”, spettacolo diretto e interpretato dal poliedrico Lorenzo Maragoni, autore, performer e campione del mondo di poetry slam, che racconta in modo intelligente e divertente come la nostra vita sia quotidianamente immersa nel flusso dei “big data”.
Fin dalle epoche più remote l’uomo ha raccolto dati numerici per conoscere meglio se stesso e la società in cui viveva, per dare luogo a censimenti, per dividere la popolazione in categorie su base sociale, economica, etnica, per motivi fiscali o per ragioni militari. Ma dall’inizio degli anni Novanta, con la diffusione capillare di internet e l’accesso alla rete da parte di milioni di utenti, in un mondo che anno dopo anno diventava sempre più interconnesso, i dati hanno cominciato ad assumere un ruolo sempre più rilevante: mano a mano che noi conoscevamo e scoprivamo le infinite potenzialità della rete, essa conosceva noi e iniziava a incamerare i nostri dati personali e a elaborare statistiche sui nostri gusti, le nostre opinioni, le nostre preferenze, le nostre domande.

Uno sviluppo rapido e impetuoso, un’evoluzione che ci ha travolti e della quale non ci siamo neppure resi conto, tanto che oggi, dopo poco più di trent’anni, la rete conosce praticamente tutto di noi e i nostri dati vengono utilizzati dall’intelligenza artificiale e “dati in pasto” a famigerati algoritmi.
Come siamo arrivati fino a questo punto? E che futuro ci aspetta? Lorenzo Maragoni, prendendo spunto dai suoi studi universitari di statistica della società e della popolazione, con uno show ironico e divertente ci invita a riflettere sull’impatto, sugli effetti e sulle ripercussioni che la raccolta dei dati personali, anche di quelli più sensibili e in apparenza “nascosti”, può avere nella nostra vita di tutti i giorni. E lo fa nel segno di un umorismo che mescola abilmente stand up comedy e poetry slam, alternando recitazioni poetiche con accompagnamento musicale a momenti di dialogo interattivo con il pubblico in sala, in cui dà vita a esilaranti “sondaggi” e raccolte di dati personali tra gli spettatori.
Ormai la rete sa tutto di noi, gli algoritmi sfuggono al controllo dei loro stessi programmatori e sembrano leggerci nel pensiero, proponendoci all’istante risposte pertinenti e immediate alle nostre domande e alle nostre ricerche. E noi ci fidiamo e ci affidiamo a loro: l’uomo contemporaneo ha ormai deciso di abdicare, riconoscendo la superiorità dell’intelligenza artificiale sulla mente umana?
In tutto questo ridurre l’uomo a dato statistico, a farla da padrone sono i “grandi numeri”, intesi sia come i “big data” immagazzinati dalla rete, sia come le quantità di interazioni che con l’avvento dei social sono diventate fondamentali come misura della popolarità, della notorietà e dell’influenza di un determinato utente.
Quello condotto da Maragoni è quindi un viaggio nel segno dell’ironia, con una vena gustosamente comica e dissacrante, nel variegato mondo dei grandi dati statistici, un mondo che noi “comuni mortali” fatichiamo non solo a comprendere, ma anche a immaginare. Ecco allora un poeta che sogna di diventare celebre pubblicando poesie su Instagram e ricevendo una valanga di likes da parte dei suoi followers, cavalcando l’onda dell’algoritmo che lo porterà a una rapida notorietà e ad una altrettanto repentina caduta nell’oblio, a simboleggiare il carattere effimero di post e personaggi che diventano “virali” in brevissimo tempo per poi essere presto dimenticati.
Ecco allora una divertente rassegna di statistica applicata alla sociologia, con la distinzione di sette generazioni e una particolare attenzione dedicata a quella dei Millennials, i nati nel quindicennio compreso tra il 1981 e il 1996, alla quale lo stesso attore appartiene: una generazione che forse non si è mai veramente realizzata, creativa e “sfigata” allo stesso tempo, schiacciata tra il peso dei “Boomers” da un lato e della Generazione Z dall’altro, che più di tutte le altre è stata esposta alle continue e rapide rivoluzioni digitali a cavallo degli anni Duemila.
E per concludere, la ricerca dell’uomo medio, la perfetta sintesi di tutti i dati statistici aggregati che ci restituisce l’immagine della nostra società: attraverso un surreale dialogo Lorenzo ci presenta e intervista Maria, una donna che è invisibile perché di fatto non esiste, ma è il risultato del calcolo della media statistica elaborata a partire dai “big data”.
Uno spettacolo godibile e coinvolgente che diverte e fa riflettere, in cui il pubblico è chiamato a esprimersi e a compiere delle scelte, sapientemente guidato dal poeta-attore Maragoni che dà prova della propria abilità poliedrica, guadagnandosi meritati applausi.










