PISTOIA -E’ morto Paolo Cerretini, conosciutissimo collezionista di cartoline di Pistoia. Aveva 48 anni. Il corpo senza vita è stato trovato nella propria abitazione. L’allarme è stato dato dai vicini di casa che non lo vedevano da alcuni giorni.
Cerretini aveva creato due profili Facebook molto seguiti: La nostra Pistoia e La bella Pistoia di una volta.

Proprio il profilo La nostra Pistoia ha dato l’annuncio della morte.
“Quella di Paolo – ricordano gli amministratori del profilo – non era un semplice hobby, ma una vera e propria devozione per la sua terra. Ragioniere di professione, ma soprattutto uomo animato da un amore sconfinato per la storia dell’arte e per Pistoia, ha dedicato una vita intera a raccogliere, conservare e proteggere la memoria visiva del nostro territorio. Una passione nata da piccolissimo quando, camminando con i genitori o con i nonni, amava fotografare gli scorci della città, e cresciuta negli anni attraverso la ricerca paziente di immagini d’epoca, libri illustrati e cartoline rare, scovate nei mercatini d’antiquariato. Per Paolo ogni cartolina, da quelle delle frazioni montane che rischiano lo spopolamento alle immagini storiche della Stazione, delle mura o dei torrenti, non era un oggetto da custodire gelosamente in un cassetto.

Metteva a disposizione della comunità un archivio immenso, scansionando le immagini una ad una in alta risoluzione e condividendole nel gruppo con relativa descrizione. Dietro ogni sua pubblicazione non c’era solo la volontà di mostrare la bellezza di un tempo, ma il desiderio profondo di far riflettere: voleva stimolare l’attenzione di tutti per restituire alla città il decoro, la cura e il rispetto di una volta, spinto dal sogno di vederla di nuovo amata come merita. Questa sua generosità e la sua costanza nella pubblicazione hanno rappresentato il motore principale per popolare la community, permettendo al gruppo di crescere, raggiungere un vasto numero di utenti e unire tante persone attorno al ricordo collettivo. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma il patrimonio di storia e di profondo affetto che ci ha regalato resterà per sempre un bene comune, esattamente come lui ha sempre desiderato”.
«Esprimiamo cordoglio per la morte di Paolo Cerretini. Un uomo che con passione e dedizione ha raccolto, conservato, valorizzato un patrimonio di memoria visiva di questa città divulgandola e condividendola con la sua comunità. Immagini e ricordi intorno a cui una città sedimenta il proprio passato – dichiarano congiuntamente il sindaco Giovanni Capecchi e l’assessora alla Cultura Marica Setaro -. Paolo non è stato solo un collezionista rigoroso e attento, ma un autentico custode dell’identità e della memoria visiva del nostro territorio. Il suo non era un collezionismo fine a se stesso: con generosità ha digitalizzato e condiviso con migliaia di cittadini un patrimonio di immagini storiche, cartoline rare e documenti d’epoca. A nome della città e dell’Amministrazione comunale porgiamo le più sentite condoglianze alla famiglia, ai cari e alle amiche e agli amici di “La Nostra Pistoia”, certi che l’eredità culturale e affettiva che ci lascia continuerà ad arricchire la nostra comunità».
“Non ho mai avuto il piacere di incontrare personalmente Paolo Cerretini – scrive l’assessore Olimpia Banci -. Ci siamo a volte scritti e, sporadicamente, scambiati qualche opinione. Ho però sempre apprezzato il gusto e la sensibilità con cui ha raccolto e condiviso una straordinaria collezione di immagini di una Pistoia che non esiste più. Un patrimonio documentario prezioso, che racconta luoghi, strade, piazze e scorci della nostra città e che probabilmente non ha sempre ricevuto l’attenzione e il riconoscimento che meritava. La pagina “Pistoia com’era una volta” è oggi una testimonianza di grande valore, anche per la possibilità di ricercare le immagini per zone della città. Ogni amministratore dovrebbe attingervi, per recuperare un po’ della bellezza del centro storico che fu. Mi auguro che questo patrimonio non vada disperso, ma possa essere esposto e poi adeguatamente conservato, perché continui a raccontare la storia di Pistoia alle generazioni future. Grazie, Paolo. E scusaci se, come comunità, siamo stati distratti e incapaci di riconoscere fino in fondo il valore di ciò che avevi da offrirci”.







