domenica, Novembre 1, 2026

“Prevenire il tempo”, il nuovo progetto Lilt per aiutare donne e uomini a vivere il cambiamento

PISTOIA – Prevenire il tempo non è una suggestione, ma un progetto che punta al raggiungimento dell’equilibrio nella terza fase della vita, quella della menopausa e dell’andropausa, quella più difficile da affrontare perché molti si rifiutano di accettare i cambiamenti del corpo. Il progetto, realizzato dalla Lilt con la collaborazione di professionisti di varie discipline, è stato presentato nella sede della Lega italiana per la lotta contro i tumori di Pistoia.

Giulietta Priami

“E’ un progetto al quale teniamo molto – ha detto la dottoressa Giulietta Priami, presidente di Lilt Pistoia – perché affronta un tema che riguarda tutti noi: il cambiamento del nostro corpo e del nostro benessere con il passare del tempo”.

“Prevenire il Tempo” – questo il nome del progetto – nasce da una convinzione che per la Lilt è fondamentale: la prevenzione non riguarda soltanto la possibilità di evitare una malattia, ma anche la capacità di prenderci cura della nostra salute, di riconoscere i nostri bisogni e di compiere scelte consapevoli nelle diverse fasi della vita.

Quando parliamo di prevenzione, ha ricordato Priami, pensiamo spesso agli screening, agli esami diagnostici, ai controlli medici e agli stili di vita corretti. Tutti aspetti fondamentali, sui quali la Lilt è impegnata da sempre. Il progetto presentato va oltre, punta a occuparsi della persona nella sua globalità, considerando non soltanto la salute fisica, ma anche il benessere psicologico, le relazioni e la qualità della vita. Questo è il senso di “Prevenire il Tempo”, un servizio completamente gratuito.

La presentazione del progetto (foto Carlo Quartieri)

“Come Lilt Pistoia – ha proseguito la presidente -, sentiamo che questa iniziativa è coerente con il nostro impegno sul territorio e con la nostra idea di prevenzione: una prevenzione concreta, vicina alle persone, capace di ascoltare e di rispondere a bisogni reali. Ci auguriamo che ‘Prevenire il Tempo’ possa diventare un’opportunità concreta per tante persone: un invito a fermarsi, ascoltarsi, informarsi e scegliere di dedicare attenzione alla propria salute. Perché prendersi cura di sé non ha un’età precisa e non è mai troppo presto per cominciare”.

Il progetto è coordinato dalla dottoressa Anna Maria Celesti, medico di grande esperienzam che ha illustrato i percorsi.

Anna Maria Celesti

“Il progetto si rivolge principalmente a donne e uomini tra i 45 e i 65 anni, un periodo della vita nel quale possono verificarsi cambiamenti importanti – ha detto -. Per le donne, la perimenopausa e la menopausa rappresentano una transizione fisiologica che può coinvolgere il sonno, l’umore, la sessualità, la composizione corporea e la percezione di sé. Per gli uomini, l’avanzare dell’età può accompagnarsi a cambiamenti non solo nella funzione sessuale ma anche più in generale nel benessere psicofisico. Sono trasformazioni che non riguardano soltanto il corpo. Possono incidere sul modo in cui ci sentiamo, sull’immagine che abbiamo di noi stessi, sulle relazioni con gli altri e sulle abitudini quotidiane”.

Un progetto che è anche una sfida a chi pensa che i cambiamenti del corpo siano qualcosa da sopportare in silenzio, o siano attribuibili all’età manifestando una rassegnazione che non aiuta a superare, anche sotto il profilo psicologico, quel periodo.

“Noi vorremmo proporre una prospettiva diversa – ha detto Celesti -: il tempo non è soltanto qualcosa che passa, ma una dimensione nella quale possiamo continuare a prenderci cura di noi stessi, conoscere meglio il nostro corpo e trovare nuovi equilibri. Non si tratta di negare le difficoltà o di presentare questa fase della vita come necessariamente semplice. Si tratta, piuttosto, di riconoscere che ogni cambiamento porta con sé bisogni nuovi, ma anche possibilità e risorse che possiamo imparare a valorizzare”.

Un aspetto importante del progetto è il suo carattere multidisciplinare. Sono state messe in relazione esperienze diverse, perché nessun singolo intervento, ha ricordato Celesti, può rispondere da solo a tutte le esigenze che possono emergere in questa fase della vita. Il servizio, infatti, coinvolge l’area sanitaria, quella psicologica, quella nutrizionale e quella motoria.

Sul versante sanitario, la possibilità di confrontarsi con una ginecologa o con un urologo e andrologo consentirà di ricevere informazioni corrette, affrontare dubbi e sintomi e individuare, quando necessario, eventuali approfondimenti clinici.

Parte dello staff dle progetto “Prevenire il tempo” (foto Carlo Quartieri)

L’area psicologica offrirà uno spazio di ascolto e accompagnamento per affrontare i cambiamenti emotivi e relazionali, lavorare sulla consapevolezza di sé, sull’immagine corporea, sull’autostima e sulla gestione dello stress. Potranno essere proposti anche gruppi distinti per genere, per favorire un clima di fiducia e permettere alle persone di confrontarsi più liberamente su temi spesso considerati privati o difficili da condividere. Non solo ma potranno essere attivati gruppi di mindfullness per gestire lo stress che i cambiamenti possono generare.

L’area nutrizionale aiuterà a comprendere come l’alimentazione possa sostenere la salute e il benessere nel tempo. Non è un problema di diete o di peso, ma di un rapporto equilibrato con il cibo, di abitudini sostenibili e di scelte compatibili con le esigenze individuali e con la nostra tradizione alimentare.

Infine, l’area motoria proporrà attività accessibili, come Qigong, yoga, ginnastica posturale o camminate di gruppo, con l’obiettivo di favorire il movimento, la mobilità, l’equilibrio, il rilassamento e una maggiore consapevolezza del proprio corpo.

Queste attività non saranno orientate alla prestazione, ma alla possibilità di ritrovare un rapporto positivo con il movimento, rispettando le caratteristiche e le capacità di ciascuno.

La vera caratteristica di “Prevenire il Tempo”, però, è che non sarà un percorso uguale per tutti.

“Non abbiamo voluto costruire un programma rigido, con tappe obbligatorie da seguire necessariamente dall’inizio alla fine – ha detto il medico -. Abbiamo scelto un modello flessibile, nel quale ogni persona possa essere accolta e orientata verso gli interventi più adatti alle proprie necessità. Si potrà avere bisogno di una consulenza specifica, di un colloquio psicologico, di un’attività di gruppo oppure di più interventi integrati. Saranno i bisogni della persona, le sue richieste e il confronto con i professionisti a orientare le scelte”.

Questo significa anche che le diverse figure professionali non lavoreranno come realtà separate, ma potranno collaborare e confrontarsi, con il consenso della persona, per offrire un accompagnamento coerente e attento.

“Vorremmo sottolineare anche il valore della dimensione relazionale – ha proseguito Celesti -. In alcune fasi della vita può essere molto utile scoprire che certe domande, preoccupazioni o difficoltà non sono soltanto nostre. Confrontarsi con altre persone che stanno attraversando esperienze simili può aiutare a sentirsi meno soli, a trovare nuove prospettive e a riconoscere risorse che magari non pensavamo di avere”.

Da questo punto di vista, il progetto vuole essere anche un’occasione per creare relazioni, favorire la socializzazione e costruire uno spazio nel quale parlare di salute senza imbarazzo e senza giudizio.

La salute non si costruisce soltanto negli ambulatori e non coincide esclusivamente con l’assenza di malattia. Si costruisce anche nelle abitudini quotidiane, nel modo in cui affrontiamo i cambiamenti, nella possibilità di chiedere aiuto, nella qualità delle nostre relazioni e nell’attenzione che impariamo a riservare a noi stessi.

“Con ‘Prevenire il Tempo’ – ha concluso Celesti – vogliamo quindi offrire un punto di riferimento a donne e uomini che desiderano comprendere meglio ciò che stanno vivendo e investire sul proprio benessere, con informazioni affidabili e con il supporto di professionisti qualificati. Il nostro obiettivo non è fermare il tempo, naturalmente, ma aiutare le persone a viverlo con maggiore consapevolezza, autonomia e serenità”.

I professionisti coinvolti nel progetto sono

Area medica: dottoressa Anna Maria Celelsti;

Area psicologica: dottoressa Francesca Tesi; dottor Simone Maria Pedri;

Area nutrizionale: dottor Mario Lissia

Area motoria: dottoressa Maria Chiara Bardelli (Salute al chiaro di luna); Cinzia Villani (istruttrice Yoga); Ilaria Capecchi (chinesiologa); Gabriele Finocchiaro (istruttore Qigong)

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