di Marcello Paris
PISTOIA – Nuova vita per il Premio Vallecorsi giunto alla sessantesima edizione. È stato faticoso, dicono gli Amici del Vallecorsi per il Tatro, rianimare un premio fra i più importanti d’Italia che ha rischiato di naufragare. Ora la nuova compagine è al lavoro per festeggiare il sessantesimo anno dalla sua fondazione (in realtà il premio è nato settanta anni fa, nel 1949) per mettere al servizio della comunità uno “strumento di comunicazione che risponda alle esigenze del pubblico, da assecondare ed educare”.
È questo lo spirito con il quale è stato presentato il programma nella Sala del Gonfalone di Palazzo di Giano dal presidente del rinnovato Consiglio dell’Associazione), Moreno Fabbri, accompagnato dal segretario tesoriere Luciano Bertini e dal presidente del Comitato dei Rioni Massimiliano Bucci, presente il sindaco Alessandro Tomasi. Gli altri componenti il Consiglio sono: Alessandra Chirimischi con la carica di vice, Natalia Balyasina, Riccardo Amerigo Benigni, Pietro Lulli, Gianpiero Fiorini.

Dopo il passaggio di Ansaldobreda ad Hitachi e il disimpegno di quest’ultima nel dare il proprio sostegno, la Fondazione Premio Nazionale Vallecorsi per il teatro è stata liquidata e il Premio ha subito una battuta d’arresto. Ora grazie al rinnovato impegno dei “vecchi” amici nel 2018 è nata l’Associazione Amici del Vallecorsi per il Teatro e il Premio sta rinascendo a nuova vita. Come è stato ampiamente pubblicizzato e come si può leggere nel sito dell’Associazione, il prossimo15 febbraio scade il termine per la presentazione dei testi, al momento ne sono arrivati una sessantina, che saranno letti dalla giuria popolare e fra i quali ne saranno scelti dieci da sottoporre al giudice monocratico che fino alla proclamazione del vincitore rimane anonimo.
Della giuria possono far parte i residenti in Toscana che abbiano compiuto 16 anni al primo gennaio di quest’anno. I candidati si devono registrare al sito:https://premiovallecorsi.it/registrazione-giudici/. Le candidature saranno vagliate dal Consiglio dell’associazione. Con l’intento di coinvolgere i giovani nella rinnovata esperienza è stato avviato un progetto col il Liceo Policarpo Petrocchi i cui studenti si cimenteranno con i tre testi finalisti per realizzare costumi e scene per eventuali rappresentazioni. A questo proposito il Consiglio sta lavorando per la messa in scena dell’opera vincitrice della precedente edizione intitolata Marylin ed è la sceneggiatura di un colloquio tra un terapeuta, Greeson, con la Monroe.
Per festeggiare i 60 anni, gli Amici stanno pensando di organizzare qualche serata intermedia alla consegna del premio coinvolgendo la Fondazione Vivarelli da dove nel tempo sono usciti i lavori del Maestro quali premi per i vincitori: famosi i busti dei tanti attori, registi e scrittori premiati. Oltre a ciò si sta pensando di premiare, fuori dal premio a concorso, un’attrice o un attore che si siano particolarmente distinti in quest’arte.
Il Premio Vallecorsi ha un grande archivio di documenti, circa quindicimila, fra foto, corrispondenza, ritagli di giornale, manifesti e depliant, che alla fine degli anni ’90 venne affidato alla Biblioteca Forteguerriana dove è stato interamente inventariato. Ora il materiale è in via di digitalizzazione per una più facile consultazione di appassionati o semplici curiosi.
Naturalmente per vivere il Premio ha necessità di essere finanziato per questo gli Amici rivolgono un appello a eventuali sponsor che affianchino gli attuali: Comune, Fondazione Caript, Farcom e Mukki. Nell’attesa della prossima premiazione, prevista nel mese di ottobre, si sta lavorando ad un bando riservato alle scuole per ridefinire il logo dell’associazione, una altro veicolo per interessare i giovani al teatro.







