mercoledì, Settembre 9, 2026

GTG Pistoia, in volo verso la finale

di Francesco Belliti

PISTOIA – In ‘Miracolo a Milano’ di Vittorio De Sica, gli ultimi della società volavano via da Piazza del Duomo a cavallo delle scope verso un mondo migliore dove ‘Buongiorno voglia davvero dire buongiorno’. Oggi è sicuramente un buon giorno per i colori biancorossi, dopo la gara-5 consumatasi al PalaFerraris di Casale Monferrato contro Cantù. Chiamiamola ‘impresa’, ‘miracolo’, ‘upset’, la sostanza non cambia. Perché la Giorgio Tesi Group Pistoia, da sfavorita e più povera, adesso vola verso una finale promozione che metterà a dura prova anche il più tenace degli scettici.

Magro nell’area canturina (foto Giovanni Fedi)

Abbiamo già detto di quanto la differenza di budget, la capacità di rinforzarsi prima della post-season o la qualità complessiva a favore di Cantù potesse anche non giocare un ruolo così decisivo dinanzi alla forza di un gruppo sapientemente formato negli ultimi anni e arricchito in questa stagione di altri elementi fondamentali. La convinzione riguardo il progetto tecnico era inscalfibile, tuttavia altro discorso era immaginare un risvolto così clamoroso. Non si può definire altrimenti un ribaltone dallo 0-2 contro una delle favorite alla conquista dell’A1. Non si può guardare in altro modo un risultato che entra di diritto nella storia del club. Si può solo dire che questa stagione ci ha mostrato quanto Pistoia fosse una delle poche squadre in grado di arrivare a questo traguardo.

Cantù, da parte sua, ha sperperato un vantaggio che doveva essere molto più impattante a livello psicologico che meramente di punteggio. La sua metamorfosi in vista dei play-off, con l’arrivo di un solista così altisonante come Logan, ha aggiunto sicuramente del potenziale offensivo, ma la squadra di coach Meo Sacchetti è apparsa troppo spesso crogiolarsi nella sicurezza dovuta alle iniziative del ‘Professore’. Nella serie con i biancorossi, invece che acquisire sempre più confidenza, i brianzoli sono piano piano stati assorbiti dalla fisicità e dalla determinazione degli avversari, che con pazienza sono entrati nella loro testa.

Giocatori di grande talento come Nikolic, Stefanelli e Bucarelli si sono ritagliati sempre meno spazio per essere decisivi. Logan invece, dai 35 punti di gara-3, è arrivato ai soli 10 di ieri, con un 20% complessivo al tiro che non può non essere solo frutto di un suo appannamento. Questo perché abbiamo visto, lungo la serie, giocatori come Wheatle e Pollone prendere sempre più le misure all’ex Sassari, costringendolo a forzature eccessive anche per il suo talento e innervosendolo. La difesa, come al solito, è stato il segreto di Pistoia: con il suo talento in attacco, Cantù ha superato gli 80 punti solo una volta (gara-2) e per due non ha invece passato quota 70 (gara-3 e 5). Proprio nella partita decisiva, infine, è avvenuto il crollo delle tanto care percentuali da dietro l’arco: 5/23.

Pistoia ha invece avuto l’intelligenza di capire che le sue fortune sarebbero passate all’interno dell’area canturina, complice anche un Dario Hunt che poco ci ha capito contro la presenza ingombrante di Magro e Varnado. A proposito del ‘Cannibale’, visto che un uomo-copertina ci vuole anche nei collettivi meglio assemblati, i suoi play-off parlano chiaro: ‘doppia doppia’ di media, primo per rimbalzi e secondo per media punti solo a Logan. Numeri da MVP della post-season, a mani basse.

Le folate di Copeland, senza ombra di dubbio il più in difficoltà nella serie, hanno tuttavia garantito imprevedibilità anche in momenti decisivi nelle varie gare. E siccome questo sport non fa altro che regalare emozioni, che dire di capitan Gianluca Della Rosa e del suo quarto periodo, con Saccaggi ancora alle prese con i guai alla spalla e la guardia americana fuori per falli? Che dire di quelle tre triple che hanno praticamente dato l’inerzia a Pistoia e spento il modem di Cantù, ad introduzione del break finale?

Se ancora qualcuno non ci credesse, questa squadra vuole vincere. Non servivano certo le parole post-partita, a risultato ottenuto, di coach Nicola Brienza per convincersi. Adesso testa alla finale con Torino e, arrivati a questo punto, non possiamo che ribadirlo: aldilà del risultato, questa stagione è già storia, sperando che ancora più pistoiesi ritrovino la strada che porta al PalaCarrara.

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