PISTOIA – Un’esperienza coinvolgente di “scuola continua” che va oltre i consueti “confini” dell’anno scolastico e che si traduce in un’occasione di approfondimento didattico, attività laboratoriali e di gruppo, momenti ludici di socializzazione, escursioni a stretto contatto con la natura nel suggestivo scenario della nostra montagna.
È il campus MATITA – il nome è la fusione tra le materie di matematica e italiano, ma in realtà indica l’incontro tra i due ambiti disciplinari scientifico e umanistico – promosso dal liceo scientifico “Savoia” di Pistoia e che quest’anno giunge alla sua quarta edizione: un’iniziativa partita nell’estate del 2018 e interrottasi causa pandemia nel 2020 e 2021, per poi ripartire lo scorso anno con rinnovato entusiasmo e con una sentita partecipazione da parte degli studenti di tutti gli indirizzi del liceo, dalle classi prime alle quinte.

Un successo dovuto a vari fattori, a partire dall’ambiente in cui i circa quaranta ragazzi partecipanti sono ospitati durante i sei giorni di durata del campus: il campo scout di Spianessa in località Pian dei Termini sopra Gavinana, un luogo immerso nel verde e nella natura dell’Appennino pistoiese, non lontano dall’osservatorio astronomico che in ogni edizione è meta fissa di una visita, per osservare da vicino stelle e pianeti e entrare in contatto con la meraviglia della volta celeste.
Poi ci sono le lezioni, “cuore” dell’attività didattica del campus, che si svolgono in orario mattutino e pomeridiano: una didattica attiva e partecipata, dove gli studenti possono intervenire con domande, osservazioni e approfondimenti sugli argomenti trattati e dove sono molto diffuse le attività di gruppo, come nel caso del laboratorio di scrittura.
Protagonisti delle lezioni non solo alcuni insegnanti del liceo, ma anche docenti universitari – come il professor Luigi Dei, ex rettore dell’Ateneo fiorentino, ospite fisso della manifestazione – che a titolo gratuito si mettono a disposizione e offrono il loro contributo per approfondire aspetti e temi degli argomenti affrontati dagli studenti. Non mancano inoltre le occasioni di incontro con scrittori che proprio al campus MATITA presentano i loro libri e dialogano con i ragazzi sulla letteratura, in un clima positivo e informale di condivisione reciproca di esperienze.
E infine c’è l’aspetto legato alla socializzazione, tornato fondamentale a partire dallo scorso anno dopo il periodo di isolamento forzato causato dalla pandemia: per i ragazzi che lo frequentano il campus costituisce una piccola “esperienza di vita”, in cui sono presenti numerosi momenti dedicati alla socialità, allo stare insieme, al condividere incarichi, mansioni e responsabilità. È quindi un’occasione per fare nuove conoscenze e stringere nuove amicizie all’interno di un ambiente protetto, in cui gli studenti, come ammesso da loro stessi, riscoprono il piacere della compagnia, dei semplici giochi serali, del parlarsi di persona e non solo attraverso una chat, nonché la magia dello stringersi tutti intorno a un falò in una notte d’estate.

“L’idea che sta alla base di questo progetto – spiega il dirigente scolastico Paolo Biagioli – è la nostra convinzione che la scuola debba essere “continua”, ovvero andare oltre i tempi e le date dettati dal calendario scolastico. Quando la scuola è piacevole, e con essa la formazione, l’istruzione e la cultura, si può “osare” una sua estensione anche all’interno di un periodo dell’anno associato alle “vacanze estive”: trascorrere sei giorni di luglio in un contesto naturalistico e montano come quello di Spianessa, con la possibilità di unire attività didattiche e laboratoriali, momenti ludici e conviviali, escursioni e visite guidate, non è più avvertito dagli studenti e anche dai docenti come un “peso” o un sacrificio, ma come un’opportunità ulteriore di crescita e formazione in un clima di comunità e condivisione.
Certamente non si tratta di una “vacanza”: ai ragazzi partecipanti al campus è richiesto un forte impegno nella preparazione delle attività didattiche, nella lettura di libri, nella realizzazione di elaborati, ma anche nella gestione delle attività quotidiane. È un contesto altamente formativo sotto diversi punti di vista, in una dimensione relazionale distesa, coinvolgente e stimolante che è alla base del successo del campus, sulla cui buona riuscita fin dal primo anno non abbiamo avuto sinceramente dubbi: prova ne è il continuo aumento delle richieste di adesione e addirittura la partecipazione di ex studenti dell’istituto in qualità di volontari”.

Dal punto di vista strettamente didattico, inoltre, l’esperienza del MATITA può risultare molto utile per sperimentare e mettere a punto strategie e modalità di insegnamento e di lavoro da replicare poi durante l’anno scolastico, sulla scia dei riscontri positivi di questa esperienza. Oltre che per approfondire aspetti e argomenti legati alla letteratura, alla matematica e non solo: il nome dato al campus va infatti inteso in senso lato, includendo negli ambiti disciplinari umanistico e scientifico anche altre materie, e spaziando così dalla chimica all’astronomia, dalla fisica alla filosofia.
E i ragazzi del liceo come vivono questa esperienza?
“Il campus per noi è stato prima di tutto un’occasione per fare nuove conoscenze – commentano Beatrice Argentino e Irene Cunsolo, due studentesse del “Savoia” che quest’anno prenderanno parte per la seconda volta al MATITA – inoltre abbiamo trovato molto interessante e coinvolgente questo modo diverso di fare lezione, spesso lavorando a gruppi e dedicando ampio spazio a dialoghi e approfondimenti. Anche l’ambiente che ci circonda ha giocato un ruolo fondamentale: lo stare all’aria aperta e a diretto contatto con la natura è stato per noi stimolo e fonte di ispirazione, in particolare durante i laboratori di scrittura.
È un’esperienza che ti arricchisce dal punto di vista scolastico e umano, alla fine dei sei giorni ti ritrovi a far parte integrante di un gruppo di amici e a stringere relazioni da portare avanti anche successivamente nel corso dell’anno scolastico.

Si studia e si lavora insieme, si dà vita a nuove amicizie e ci si diverte: queste serate in montagna ci hanno fatto riscoprire il piacere e la semplicità dello stare insieme a chiacchierare davanti a un falò, a osservare il cielo stellato oppure a giocare a carte. Tutte attività che è difficile e raro fare quando siamo a casa, ma che al campus ci hanno fatto divertire, e ci hanno fatto dimenticare per qualche giorno i giochi al cellulare – anche perché lassù la linea prende male! Non vediamo l’ora di ripetere anche quest’estate questa bellissima esperienza”.
Il campus MATITA torna a Spianessa dal 10 al 15 luglio con un ricco programma di laboratori didattici, lezioni tenute da docenti universitari, esperienze “sul campo” a diretto contatto con la natura, passeggiate naturalistiche, giochi di squadra, incontri letterari – ospite speciale lo scrittore Sacha Naspini, presentato da Giovanni Capecchi – e concerti sotto le stelle.
L’augurio è che anche questa quarta edizione rappresenti una settimana di gioia, partecipazione, entusiasmo, voglia di imparare e scoprire, all’interno di un ambiente positivo, coinvolgente e attivo.
L’istruzione non avviene solo se si sta seduti sui banchi dentro un’aula scolastica, ma anche se si vive con impegno e responsabilità un ambiente diverso, nel segno di una “formazione continua” che è la filosofia di base del MATITA, esperienza forse unica a livello nazionale.







