mercoledì, Settembre 9, 2026

Il campus “MATITA” del Savoia: un’esperienza di “scuola continua” tra didattica e socialità

PISTOIA – Un’esperienza coinvolgente di “scuola continua” che va oltre i consueti “confini” dell’anno scolastico e che si traduce in un’occasione di approfondimento didattico, attività laboratoriali e di gruppo, momenti ludici di socializzazione, escursioni a stretto contatto con la natura nel suggestivo scenario della nostra montagna.

È il campus MATITA – il nome è la fusione tra le materie di matematica e italiano, ma in realtà indica l’incontro tra i due ambiti disciplinari scientifico e umanistico – promosso dal liceo scientifico “Savoia” di Pistoia e che quest’anno giunge alla sua quarta edizione: un’iniziativa partita nell’estate del 2018 e interrottasi causa pandemia nel 2020 e 2021, per poi ripartire lo scorso anno con rinnovato entusiasmo e con una sentita partecipazione da parte degli studenti di tutti gli indirizzi del liceo, dalle classi prime alle quinte.

Una precedente edizione del campus MATITA del liceo Savoia con alcuni momenti di attività didattiche e ludiche

Un successo dovuto a vari fattori, a partire dall’ambiente in cui i circa quaranta ragazzi partecipanti sono ospitati durante i sei giorni di durata del campus: il campo scout di Spianessa in località Pian dei Termini sopra Gavinana, un luogo immerso nel verde e nella natura dell’Appennino pistoiese, non lontano dall’osservatorio astronomico che in ogni edizione è meta fissa di una visita, per osservare da vicino stelle e pianeti e entrare in contatto con la meraviglia della volta celeste.

Poi ci sono le lezioni, “cuore” dell’attività didattica del campus, che si svolgono in orario mattutino e pomeridiano: una didattica attiva e partecipata, dove gli studenti possono intervenire con domande, osservazioni e approfondimenti sugli argomenti trattati e dove sono molto diffuse le attività di gruppo, come nel caso del laboratorio di scrittura.

Protagonisti delle lezioni non solo alcuni insegnanti del liceo, ma anche docenti universitari – come il professor Luigi Dei, ex rettore dell’Ateneo fiorentino, ospite fisso della manifestazione – che a titolo gratuito si mettono a disposizione e offrono il loro contributo per approfondire aspetti e temi degli argomenti affrontati dagli studenti. Non mancano inoltre le occasioni di incontro con scrittori che proprio al campus MATITA presentano i loro libri e dialogano con i ragazzi sulla letteratura, in un clima positivo e informale di condivisione reciproca di esperienze.

E infine c’è l’aspetto legato alla socializzazione, tornato fondamentale a partire dallo scorso anno dopo il periodo di isolamento forzato causato dalla pandemia: per i ragazzi che lo frequentano il campus costituisce una piccola “esperienza di vita”, in cui sono presenti numerosi momenti dedicati alla socialità, allo stare insieme, al condividere incarichi, mansioni e responsabilità. È quindi un’occasione per fare nuove conoscenze e stringere nuove amicizie all’interno di un ambiente protetto, in cui gli studenti, come ammesso da loro stessi, riscoprono il piacere della compagnia, dei semplici giochi serali, del parlarsi di persona e non solo attraverso una chat, nonché la magia dello stringersi tutti intorno a un falò in una notte d’estate.

“L’idea che sta alla base di questo progetto – spiega il dirigente scolastico Paolo Biagioli – è la nostra convinzione che la scuola debba essere “continua”, ovvero andare oltre i tempi e le date dettati dal calendario scolastico. Quando la scuola è piacevole, e con essa la formazione, l’istruzione e la cultura, si può “osare” una sua estensione anche all’interno di un periodo dell’anno associato alle “vacanze estive”: trascorrere sei giorni di luglio in un contesto naturalistico e montano come quello di Spianessa, con la possibilità di unire attività didattiche e laboratoriali, momenti ludici e conviviali, escursioni e visite guidate, non è più avvertito dagli studenti e anche dai docenti come un “peso” o un sacrificio, ma come un’opportunità ulteriore di crescita e formazione in un clima di comunità e condivisione.

Certamente non si tratta di una “vacanza”: ai ragazzi partecipanti al campus è richiesto un forte impegno nella preparazione delle attività didattiche, nella lettura di libri, nella realizzazione di elaborati, ma anche nella gestione delle attività quotidiane. È un contesto altamente formativo sotto diversi punti di vista, in una dimensione relazionale distesa, coinvolgente e stimolante che è alla base del successo del campus, sulla cui buona riuscita fin dal primo anno non abbiamo avuto sinceramente dubbi: prova ne è il continuo aumento delle richieste di adesione e addirittura la partecipazione di ex studenti dell’istituto in qualità di volontari”.

Dal punto di vista strettamente didattico, inoltre, l’esperienza del MATITA può risultare molto utile per sperimentare e mettere a punto strategie e modalità di insegnamento e di lavoro da replicare poi durante l’anno scolastico, sulla scia dei riscontri positivi di questa esperienza. Oltre che per approfondire aspetti e argomenti legati alla letteratura, alla matematica e non solo: il nome dato al campus va infatti inteso in senso lato, includendo negli ambiti disciplinari umanistico e scientifico anche altre materie, e spaziando così dalla chimica all’astronomia, dalla fisica alla filosofia.

E i ragazzi del liceo come vivono questa esperienza?

“Il campus per noi è stato prima di tutto un’occasione per fare nuove conoscenze – commentano Beatrice Argentino e Irene Cunsolo, due studentesse del “Savoia” che quest’anno prenderanno parte per la seconda volta al MATITA – inoltre abbiamo trovato molto interessante e coinvolgente questo modo diverso di fare lezione, spesso lavorando a gruppi e dedicando ampio spazio a dialoghi e approfondimenti. Anche l’ambiente che ci circonda ha giocato un ruolo fondamentale: lo stare all’aria aperta e a diretto contatto con la natura è stato per noi stimolo e fonte di ispirazione, in particolare durante i laboratori di scrittura.

È un’esperienza che ti arricchisce dal punto di vista scolastico e umano, alla fine dei sei giorni ti ritrovi a far parte integrante di un gruppo di amici e a stringere relazioni da portare avanti anche successivamente nel corso dell’anno scolastico.

Si studia e si lavora insieme, si dà vita a nuove amicizie e ci si diverte: queste serate in montagna ci hanno fatto riscoprire il piacere e la semplicità dello stare insieme a chiacchierare davanti a un falò, a osservare il cielo stellato oppure a giocare a carte. Tutte attività che è difficile e raro fare quando siamo a casa, ma che al campus ci hanno fatto divertire, e ci hanno fatto dimenticare per qualche giorno i giochi al cellulare – anche perché lassù la linea prende male! Non vediamo l’ora di ripetere anche quest’estate questa bellissima esperienza”.

Il campus MATITA torna a Spianessa dal 10 al 15 luglio con un ricco programma di laboratori didattici, lezioni tenute da docenti universitari, esperienze “sul campo” a diretto contatto con la natura, passeggiate naturalistiche, giochi di squadra, incontri letterari – ospite speciale lo scrittore Sacha Naspini, presentato da Giovanni Capecchi – e concerti sotto le stelle.

L’augurio è che anche questa quarta edizione rappresenti una settimana di gioia, partecipazione, entusiasmo, voglia di imparare e scoprire, all’interno di un ambiente positivo, coinvolgente e attivo.

L’istruzione non avviene solo se si sta seduti sui banchi dentro un’aula scolastica, ma anche se si vive con impegno e responsabilità un ambiente diverso, nel segno di una “formazione continua” che è la filosofia di base del MATITA, esperienza forse unica a livello nazionale.

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