mercoledì, Settembre 9, 2026

Al De Franceschi Pacinotti di Pistoia festa per bambini orfani e profughi ucraini

PISTOIA – Oggi presso il parco del plesso De Franceschi di via Dalmazia 221 dalle ore 10.00 in poi, bambini e adolescenti orfani e profughi fuggiti dal conflitto in Ucraina hanno partecipato alla festa tutta dedicata a loro dall’Istituto.

La dirigente con alcuni bambini ucraini

I ragazzi ucraini, ospitati dalle Misericordie, provenivano da tutta la Toscana.

Alla festa, organizzata con il coordinamento del viceprefetto Eugenio Di Agosta e della Fondazione De Franceschi, hanno contribuito la sezione Soci Coop Pistoia con la presidente Paola Birindelli e Coldiretti che hanno fornito la merenda per tutti, Confederazione italiana agricoltori per i gadget e l’Associazione Vivaisti pistoiesi che ha sostenuto l’acquisto di giocattoli da donare ai bambini ucraini.

Nel parco sono stati allestiti stand e organizzati momenti di divertimento, giochi di gruppo, danze, sottolineati dalla musica dal vivo, con un gruppo country che si è esibito dal cassone del trattore in autentico costume folk and western. 

Un momento della festa nel parco del De Franceschi

Alla mattinata di festa hanno partecipato alcune classi del De Franceschi Pacinotti accompagnate dagli insegnanti: l’obiettivo di tutta la manifestazione è stato infatti quello di far incontrare coetanei con coetanei, italiani con ucraini, studenti con studenti, per una solidarietà generazionale che si è concretizzata in una bella giornata all’insegna della pace e della tolleranza. 

L’idea di organizzare una manifestazione di solidarietà era partita dai docenti Giuseppe Moschella, Vincenzo Cotroneo, Riccardo Fagioli, Roberto Agnoletti, insieme alla dirigente scolastica Concetta Saviello, ed è stata accolta e sostenuta dal Consiglio di Istituto e dal Collegio dei Docenti.

Il De Franceschi Pacinotti aveva già organizzato un evento in marzo per sensibilizzare gli studenti sulla guerra in Ucraina, quando aveva invitato il giornalista Jacopo Storni, appena rientrato dal confine con le zone interessate dal conflitto, per raccontare la sua esperienza diretta del salvataggio dei profughi e dei loro racconti di guerra.

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