venerdì, Giugno 5, 2026

Alia-Plures, Bambagioni (Lista Schmidt): “Bilancio ritirato è unicum. Pretendiamo atti, numeri, verità”

FIRENZE – “Il caso Alia-Plures, emerso nelle ultime settimane, è gravissimo. Non si possono governare i servizi pubblici eludendo il controllo pubblico e democratico, sfuggendo ai propri doveri di trasparenza, rintanandosi in qualche stringata nota. Un bilancio già approvato e certificato è stato ritirato per un presunto errore da 58 milioni di euro: un unicum! Ora viene sostituito da un comunicato stampa, senza documenti a supporto. Ma i 58 milioni – una cifra enorme! – non sono il solo errore, sono un segnale inequivocabile allarme, al quale il Comune non può restare sordo”.

Lo afferma Paolo Bambagioni, consigliere comunale della Lista civica Eike Schmidt e presidente della Commissione Controllo del Comune di Firenze. 

“Un’azienda a tutti gli effetti pubblica, che si vuole usare per ripubblicizzare i servizi, non può trattare la sua rendicontazione come un post promozionale sui social – prosegue Bambagioni – o con qualche articolessa/velina. Approvare, certificare, ritirare e riscrivere è un’operazione che calpesta il principio di trasparenza, al quale devono conformarsi tutti. Si scopre che ci sono 58 milioni di euro non verificati, una cifra che si cerca di archiviare con una nota. Stiamo forse parlando di una potenziale voragine? Vogliamo sapere chi ha sbagliato, come è stato coperto l’errore e quali conseguenze potrebbe avere sulla tenuta economica”.

“Allo stesso modo, l’uso anticipato dell’IFRS 18 (un nuovo principio contabile, in vigore da inizio 2026) può esser letto come un tentativo di coprire con uno strumento nuovo un problema reale e vecchio. Siamo di fronte a un’opacità studiata?”

“Chiediamo alla Giunta Funaro e alla maggioranza – conclude – di esercitare davvero e fino in fondo il ruolo di indirizzo e controllo sulla multiutility, di cui il Comune di Firenze è azionista di maggioranza, ingiungendo all’attuale dirigenza Alia-Plures di fornire tutti i dati, i numeri, le comunicazioni, visto anche il continuo e preoccupante aumento dei costi delle bollette per famiglie e aziende, dovuto anche all’inguistificabile assenza di impianti per chiudere qui, nel territorio, il ciclo dei rifiuti”.

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