SERRAVALLE – “Mi permetto di scriverLe pubblicamente in merito alla scelta di invitare il duo The Devils all’edizione di Serravalle Rock. Una scelta che, proprio perché sostenuta con fondi pubblici, merita attenzione, trasparenza e un approfondimento serio da parte di chi ricopre un ruolo istituzionale.

Lei fa parte di una giunta di centrodestra, che si richiama a valori di rispetto delle tradizioni, della comunità e della sensibilità religiosa dei cittadini. Lei stessa è parte attiva della sua parrocchia, e questo Le fa onore. Proprio per questo, credo sia doveroso domandarsi se la proposta artistica del gruppo invitato sia davvero coerente con quei valori che quotidianamente testimonia.
La discografia dei The Devils è infatti caratterizzata da contenuti esplicitamente blasfemi, con riferimenti sessuali associati a figure sacre, parodie di apparizioni mariane, allusioni oscene rivolte a Gesù, sacerdoti e simboli cristiani. Non si tratta di semplice provocazione rock: sono testi che, oggettivamente, esprimono un disprezzo del sacro che non può essere ignorato.
Non Le chiedo di censurare, né di vietare. Le chiedo una cosa molto più semplice e molto più seria: approfondire personalmente la discografia del gruppo che ha scelto di portare sul palco con i soldi dei contribuenti.
Perché chi amministra non può limitarsi a delegare o a fidarsi di una locandina: deve sapere, valutare, assumersi la responsabilità delle scelte culturali che propone alla cittadinanza. E deve farlo con particolare attenzione quando si tratta di contenuti che possono ferire la sensibilità religiosa di molti cittadini, compresi quelli che Lei rappresenta e con cui condivide un cammino di fede.
La cultura è libertà, certo. Ma la libertà non esclude la responsabilità, soprattutto quando si opera in nome della comunità.
Confido che vorrà considerare questa riflessione non come una critica personale, ma come un invito sincero a esercitare fino in fondo il ruolo istituzionale che ricopre, con quella coerenza che i cittadini si aspettano da chi li governa”.
Donatella Isca










