PISTOIA – Nuovi progetti, ancora consumo di suolo dimenticando che anche a Pistoia ci sono grandi aree dismesse.

Come per esempio quella compresa tra via Ciliegiole, dove sono i vecchi ingressi, il parcheggio San Giorgio, la zona a lato della Cattedrale ad est e via Pertini a sud. Per decenni ha ospitato gli uffici che gestivano gas e acqua, poi straferiti altrove.
La questione è stata sollevata da Piero Giovannelli di Legambiente Pistoia.
La superficie totale di quest’area, approssimativamente è di circa 6.000- 6.500 metri quadrati, comprensivi dei piazzali, della vecchia palazzina ad uso uffici, di un fabbricato ottagonale. I piazzali sono invasi da cespi di vegetazione selvatica che spunta dall’asfalto e che segnala lo stato di abbandono del luogo.

Sul lato sud-est, un piccolo prefabbricato basso e con davanti uno scheletro di tettoia con ogni probabilità adibita a parcheggio.
Su via Ciliegiole in particolare, sono ben visibili resti di grosse tubazioni e relativi manometri collegati a strutture di pompaggio, segno molto probabile che nel sottosuolo sono allocate cisterne, pozzi, eventuali strutture di accumulazione e distribuzione da anni non più in uso.
“Se così stanno le cose – chiede Giovannelli -, è regolare tutto questo? E’ in linea con la vigente normativa in materia di sicurezza o altro? Rifletto inoltre che se tutti i fabbricati che stanno dentro l’area fossero strutture abitative, con la loro superficie e cubatura potrebbero tranquillamente accogliere fino a dieci famiglie”.
Nonostante questa disponibilità, Eni, da parte sua, ha trasferito la propria attività in viale Adua, in un’area estremamente più limitata e raccolta di quella lasciata, “un po’ come è avvenuto anche nel caso Telecom/Tim – osserva Giovannelli -. Conseguenza indiscutibile della minore necessità di uomini e mezzi rispetto ad un tempo, ma anche, forse, di una minore quantità e qualità di servizi che questi organismi erogano al pubblico rispetto ad un passato neppure troppo lontano”.







