giovedì, Luglio 9, 2026

Associazioni ambientaliste: marcia indietro della Regione su gestione riserve di Sibolla e Padule Fucecchio

FIRENZE – “E’ passato meno di un mese da quando avevamo espresso, con un documento congiunto, soddisfazione per un provvedimento della Giunta Regionale Toscana che aveva da poco approvato lo schema della convenzione fra Regione, Comuni interessati e Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno, relativo alla gestione delle riserve naturali di Fucecchio e Sibolla. L’apprezzamento era dovuto al fatto che il testo approvato recepiva il ruolo assegnato alla Lipu come soggetto coinvolto dalla stessa amministrazione regionale in attività di gestione dell’area, senza niente togliere al ruolo degli enti locali e del consorzio. Un atto dovuto, vista la convenzione stipulata dalla Regione con l’associazione ambientalista!”

Uno scatto del padule di Fucecchio (foto di Sandro Nerucci)

Scrivono così in una nota congiunta WWF Toscana. Legambiente Toscana e Italia Nostra Valdarno medio inferiore.

“Apprezzabile risultava anche la corretta ridefinizione del ruolo delle strutture di servizio delle due aree protette e gli eventuali criteri a cui ricorrere in caso di affidamento a soggetti associativi: un passaggio questo che poneva rimedio alle disfunzioni che erano derivate dalla precedente convenzione Regione-Comuni, che aveva determinato, in particolare nella Riserva Naturale del Padule di Fucecchio, una sostanziale, prolungata, sospensione della gestione ed un uso inappropriato del Centro Visite della stessa riserva.

Con molto rammarico prendiamo atto – continua la nota delle tre associazioni ambientaliste – del fatto che il provvedimento approvato ad inizio legislatura è stato sostituito da un nuovo testo che cancella la presenza della Lipu (almeno per quanto riguarda la Riserva Naturale del Padule di Fucecchio) e ripropone formule ambigue (e difformi rispetto alla LR 30/2015) rispetto all’assegnazione delle strutture operative delle riserve naturali. Dispiace davvero dover constatare che nel territorio della Valdinievole, da dove è partita la crociata per “tornare al passato”, i tempi per soluzioni politico-amministrative di buon senso non siano ancora maturi e l’approccio resti quello puramente ideologico e localistico.

Eppure da almeno 2 anni la Lipu, attraverso professionisti qualificati e personale volontario, ha svolto una serie di attività (consulenze, monitoraggio floro-faunistico e servizi rivolti al pubblico) che hanno restituito standard gestionali di qualità elevata alle due aree protette. Basti solo pensare alle aperture regolari dell’osservatorio faunistico delle Morette, che hanno consentito a migliaia di persone di apprezzare il più iconico dei panorami del Padule e i dettagli affascinanti del piumaggio di spatole, sterne, svassi e fenicotteri, osservati attraverso le lenti di cannocchiali ad alta definizione”.

Lago di Sibolla, foto di Alessio Bartolini

Nel Padule di Fucecchio – scrivono ancora WWF Toscana. Legambiente Toscana e Italia Nostra Valdarno medio inferiore – la parte protetta ricade su appena il 10% della superficie, un deficit di tutela che non siamo solo noi a riconoscere e a denunciare, se si considera che la stessa Regione Toscana nel proprio strumento di pianificazione ambientale ed energetico (PAER) prevede da tempo un significativo ampliamento della superficie protetta. Il 10% della superficie sarebbe perfino irrilevante se non fosse che si sta parlando di una palude molto vasta e quindi anche le due aree che ricadono nella riserva naturale rappresentano ambienti di rifugio per una fauna straordinaria. La gestione delle aree protette richiede competenze tecnico scientifiche, esperienza e capacità di fare rete con altre realtà che si trovano ad affrontare sfide analoghe, perché la conservazione della natura non si può concepire su una scala locale. E’ questo il motivo per cui riteniamo fondata la scelta effettuata nella precedente legislatura regionale di coinvolgere un’associazione di livello internazionale (Lipu – Birdlife Intrnational), senza che ciò escluda nessun attore interessato, salvo naturalmente quei soggetti che manifestano aperta ostilità nei riguardi delle aree protette. Questa è la scelta che continueremo pragmaticamente a sostenere.

Sul tema della conservazione della natura stiamo assistendo ad una scollatura molto netta fra la sensibilità dei cittadini (e delle giovani generazioni in particolare) e il persistente atteggiamento della politica a prestarvi poca attenzione, o addirittura a farne merce di scambio. Un solco che si va allargando e che inesorabilmente travolgerà anche gli steccati e le mura dei feudi locali”.

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