mercoledì, Settembre 9, 2026

Bancarotta fraudolenta, sequestri a Pistoia per 800 mila euro

PISTOIA – Sequestrati dalla Guardia di Finanza di Pistoia 800.000 euro a 3 persone ritenute responsabili di bancarotta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (una di loro anche di autoriciclaggio).

Guardia di finanza Pistoia

Si tratta di un sequestro preventivo per un provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Pistoia, su richiesta della Procura della Repubblica di Pistoia.

Il Gruppo Gdf di Pistoia ha provveduto al sequestro e al recupero di somme di denaro e beni per un valore complessivo appuntro di circa 800.000 euro. Isequestri hanno riguardato 20 unità immobiliari (6 abitazioni, 10 locali autorimessa, 3 magazzini ed 1 terreno ubicati a Milano e nella Valle Anzasca, nel Verbano Cusio Ossola), 4 autoveicoli e i saldi attivi di 8 rapporti bancari.

Le indagini, condotte dalla Sezione Operativa Volante del Gruppo di Pistoia, hanno consentito di ricostruire le complesse vicissitudini, economiche e societarie, di due imprese della provincia, dichiarate fallite nel 2018, già attive nella produzione e nel commercio di biancheria per la casa.

Allo stato del procedimento e secondo l’ipotesi vagliata dal Giudice nel provvedimento sono 6 le persone attualmente sottoposte ad indagini (oltre agli amministratori e procuratori speciali delle imprese, sono stati ritenuti concorrenti nei reati fallimentari e tributari, per consapevole omesso controllo, anche i componenti del collegio sindacale di una di esse).

Dalle indagini è emerso che il patrimonio delle due aziende sarebbe stato depauperato attraverso ingenti forniture di merci, senza corrispettivo, a favore di altre imprese collegate, anche con sede in Gran Bretagna e negli U.S.A., nonché riconoscendo compensi agli amministratori, per alcune centinaia di migliaia di euro, nonostante lo stato di crisi conclamata.

Sembra che un’unica regia abbia anche reso infruttuose le procedure coattive di riscossione delle imposte non versate dall’azienda, che aveva accumulato cartelle esattoriali, per gli anni dal 2000 al 2017, per oltre 2,5 milioni di euro. Inoltre, il principale indagato aveva movimentato somme di denaro, per 1,5 milioni di euro, con una serie di passaggi tali da ostacolarne concretamente l’identificazione della provenienza, ovviamente illegale.

L’operazione sottolinea l’impegno del Corpo, quale polizia economico – finanziaria, a tutela degli imprenditori e dei contribuenti rispettosi delle leggi.

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