domenica, Maggio 24, 2026

Home Blog

Caso di meningite batterica nel Grossetano, colpito un minorenne

0

GROSSETO (Ansa)– Per un caso di meningite batterica dove risulta contagiato un minore, è partita la profilassi sui suoi contatti stretti nella provincia di Grosseto.

Lo riferisce la Asl Toscana Sud Est spiegando che la “situazione è sotto stretto controllo da parte del Dipartimento di Prevenzione” e che è “basso il rischio di contagio”.
La stessa Asl informa che il Dipartimento di Prevenzione sta gestendo i contatti sul territorio di un caso di sepsi meningococcica (meningite batterica da Neisseria meningitidis) ed è in corso l’indagine epidemiologica per l’individuazione e la gestione dei contatti stretti, ossia⁠ ⁠familiari conviventi e parenti che hanno frequentato il minore in modo stretto e prolungato; amici e conoscenti con cui ha avuto contatti ravvicinati nei giorni precedenti l’insorgenza della malattia; ⁠compagni di scuola e personale scolastico.
In presenza di un caso confermato o probabile di malattia meningococcica è prevista l’esecuzione di una profilassi antibiotica preventiva per i cosiddetti “contatti stretti”, ossia le persone che, per la natura e la durata dell’esposizione, potrebbero aver contratto il batterio.

La profilassi consiste nell’assunzione di un antibiotico. “Si tratta di una misura precauzionale standard – ricorda la Asl – “efficace nel ridurre il rischio di sviluppare la malattia”.

Grosso pino cade in strada nell’Aretino, tragedia sfiorata

0

MONTEVARCHI (Ansa) – Tragedia sfiorata nel tardo pomeriggio lungo la Strada regionale 69, in viale Armando Diaz a Montevarchi (Arezzo) dove intorno alle 18,45 un grosso pino è improvvisamente crollato a ridosso della carreggiata.


La pianta si è abbattuta davanti a un negozio di strumenti musicali, finendo in un punto in cui, solo pochi minuti prima, era stata parcheggiata un’auto.

Nessuna persona è rimasta ferita.

Ancora un’aggressione a una autista su un bus a Firenze. La rabbia dei sindacati

0

FIRENZE – “A seguito del gravissimo episodio avvenuto questa mattina sulla linea 37, in località Galluzzo (Firenze), ai danni di una giovane incolpevole autista, la quale è finita in ospedale con un attacco di panico dopo aver ricevuto numerosi sputi e un ulteriore tentativo di aggressione fisica vera e propria da parte di una passeggera che nel frattempo si era resa protagonista di un lungo litigio con un altro passeggero, come Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Faisa Cisal abbiamo scritto a Sindaca di Firenze e ad Autolinee Toscane (per conoscenza anche alla Prefettura) per chiedere di procedere con quanto previsto dal Protocollo per il miglioramento della sicurezza del TPL fiorentino sottoscritto in Prefettura il 2 dicembre 2025.

In particolare esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà alla collega coinvolta, chiediamo l’applicazione del contenuto del Protocollo in ogni sua parte e la convocazione dell’apposita riunione congiunta di confronto, come richiesto con nostra del 12 marzo scorso.
Facciamo presente, ancora una volta, l’urgenza di intervenire con atti concreti perché da un lato la situazione cittadina attuale è evidentemente difficoltosa e sotto gli occhi di tutti, dall’altro è conseguentemente molto difficile garantire la regolarità di esercizio che giustamente si aspetta la cittadinanza… tutto ciò rende il clima generale nervoso a prescindere e peggiora notevolmente le condizioni di lavoro del personale. Compiere il proprio lavoro non può essere una causa di aggressione!
Come sindacati non siamo disponibili ad aspettare il prossimo brutto episodio senza aver messo in campo tutte le contromisure possibili e pertanto chiediamo urgenza alla convocazione richiesta e alla messa in opera delle azioni previste dal Protocollo”.

Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti, Faisa Cisal Firenze

Il miglior ristorante della Toscana è a Pistoia: Incipit premiato ai Forchettiere Awards 2026

PISTOIA – La città di Pistoia si posiziona quest’anno al centro della geografia gastronomica regionale grazie al riconoscimento ottenuto dal ristorante “Incipit” (via Crispi, 8), che è stato insignito del premio come “Miglior Ristorante dell’Anno” per la Toscana nell’ambito della sesta edizione dei Forchettiere Awards 2026. Il premio, consegnato durante la cerimonia ufficiale tenutasi a Firenze, giunge a coronamento di un percorso di crescita che ha visto l’insegna pistoiese distinguersi per l’originalità della propria proposta.

A destra, Giovanni Skrebe

I Forchettiere Awards rappresentano uno degli appuntamenti più rilevanti per l’informazione enogastronomica del Centro Italia. Organizzato dalla testata Il Forchettiere, il premio si pone l’obiettivo di mappare le eccellenze del territorio, selezionando le realtà che si distinguono per qualità del servizio, innovazione e solidità del progetto. Nella categoria dedicata ai vincitori regionali della Toscana, il riconoscimento premia la capacità di un’attività di rappresentare un punto di riferimento d’eccellenza.

La storia di Incipit
La storia di Incipit (www.incipitristorante.it) ha radici nella ferma volontà di creare a Pistoia uno spazio dedicato a una ristorazione d’avanguardia, capace di svincolarsi dai canoni estetici e culinari più tradizionali. Il progetto, pensato e portato avanti da Elena Cappellini e Samuel Stravino, ha trovato la sua compiuta espressione nell’incontro con il giovane chef Giovanni Skrebe, il cui talento è diventato il motore creativo della cucina.

A differenza delle più comuni interpretazioni della cucina regionale, la filosofia di Incipit non si fonda sulla rivisitazione del ricettario locale né si limita al rigore della stagionalità classica; la proposta si sviluppa invece attorno ai concetti di creatività e racconto. Ogni piatto è concepito come un tassello di una narrazione più ampia, dove la tecnica è al servizio di un’idea e il gusto diventa lo strumento per veicolare storie e suggestioni personali dello chef.

La proprietaria Elena Cappellini, ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto, sottolineando come il premio rifletta la coerenza di un progetto costruito sulle persone e sulle idee:

“La vittoria di questo premio è un risultato che ci rende orgogliosi perché conferma la validità della direzione intrapresa fin dall’apertura. Ho sempre creduto fortemente in questo progetto e, in modo particolare, nel talento e nella visione di Giovanni Skrebe. Questo riconoscimento appartiene a tutto il gruppo di lavoro che, quotidianamente, si impegna per offrire un’esperienza che vada oltre la semplice consumazione di un pasto, puntando su una narrazione gastronomica autentica e creativa.”

Tutti i premiati

Con questo premio, Incipit non solo consolida la propria posizione nel panorama della ristorazione toscana, ma contribuisce a dare nuovo lustro alla proposta culturale e gastronomica della città di Pistoia, dimostrando come la ricerca e l’innovazione possano generare valore e visibilità a livello regionale.

La Camera di commercio assume 6 istruttori a tempo indeterminato

0

PISTOIA PRATO – Mancano pochi giorni per potersi candidare al bando di concorso pubblico per l’assunzione di 6 istruttori amministrativi a tempo pieno e indeterminato presso la Camera di commercio di Pistoia-Prato.

Le nuove risorse lavoreranno negli uffici delle sedi di Pistoia o di Prato per fornire supporto operativo alle attività dell’Ente.

Il profilo ricercato si occuperà della gestione di pratiche amministrative e dei servizi erogati alle imprese del territorio. In particolare, i vincitori del concorso potranno essere assegnati a diversi ambiti: dai processi di direzione e supporto a quelli legati ai servizi anagrafici e tutela del mercato, fino a quelli promozionali. 

Requisiti

Per candidarsi è sufficiente il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado (quinquennale). Non sono richieste lauree specifiche, rendendo il concorso un’ottima occasione anche per giovani diplomati che desiderano entrare nella pubblica amministrazione. 

Come presentare la domanda

La procedura per partecipare è totalmente digitale. Le candidature devono essere inviate esclusivamente tramite il Portale InPA, https://www.inpa.gov.it/bandi-e-avvisi/dettaglio-bando-avviso/?concorso_id=c170dcc2c32a4804b587e6d088446a1f, entro le ore 23:59 di martedì 14 aprile 2026. 

Fasi di selezione

Il concorso prevede una prova scritta e una prova orale sulle materie indicate nel bando. In caso di un alto numero di domande, potrà esserci anche una prova preselettiva. 

Riserve

Il bando prevede specifiche riserve di legge: uno dei posti è riservato agli operatori volontari che hanno concluso il servizio civile universale o nazionale senza demerito e altri due posti sono riservati a favore dei militari volontari delle Forze Armate. Nel caso in cui tali posti non siano coperti dai riservatari, saranno coperti dai candidati idonei non riservatari. 

Informazioni e contatti

Il bando integrale e tutte le comunicazioni ufficiali sono disponibili sul sito istituzionale della Camera di commercio, www.ptpo.camcom.it, nella sezione “Amministrazione Trasparente”.

Maggiori dettagli sul concorso sono disponibili all’interno del bando: https://www.ptpo.camcom.it/doc/0000_trasparenza/0500_bandi_conc/2026/istruttori/20260313-bando.pdf.

Per eventuali chiarimenti è possibile scrivere a: concorso.istruttori@ptpo.camcom.it.

Comeana, episodi di aggressione di un cane lasciato libero: sequestrato al padrone

0

COMEANA – Il cane è stato prelevato sul finire della mattinata e consegnato agli operatori per il suo ricovero al canile comunale di Agliana: gli agenti della Polizia locale, coadiuvati da una pattuglia di carabinieri di Poggio a Caiano, tutti ringraziati dal sindaco Edoardo Prestanti, anch’egli intervenuto sul posto, hanno notificato al proprietario il sequestro del cane di razza American Stafford Shire Terrier, simile a un pitbull, ordinato dal sindaco.

Il provvedimento, che ha sottratto l’animale al suo detentore, è stato preso dopo l’ennesimo episodio di aggressione, un paio di giorni fa, a Comeana. Al proprietario, una decina di giorni fa, con un’altra ordinanza, in base alla relazione del servizio veterinario della Asl Toscana Centro, era stato ingiunto di condurre, nei luoghi pubblici, l’animale al guinzaglio con museruola, oltre all’obbligo di prevenirne la fuga adottando tutte le misure per impedirne uscite senza accompagnamento.

Disposizioni a distanza di pochi giorni disattese, per cui il Comune ha ritenuto “di intervenire in modo definitivo, per il benessere dell’animale” e “per la tutela e l’incolumità pubblica”.

Da qui il divieto, notificato al proprietario, “nonché ad eventuali conviventi”, di “possedere il cane”, accompagnato dal “sequestro amministrativo ai fini della confisca e attività di controllo da parte degli organi di vigilanza”.

Il Comune, tramite il comando della Polizia locale, aveva investito l’Asl e il suo servizio veterinario, già all’inizio di gennaio, della situazione venutasi a creare con il cane nella frazione di Comeana. La successiva relazione della Asl aveva portato a metà del mese ad un primo provvedimento. A cui, dopo l’ultimo caso di morsicatura, è seguita l’ordinanza odierna di sequestro.  

Palazzetto vietato alla tifoseria salernitana per Pistoia Basket-Givova Scafati

0

PISTOIA – Divieto di vendita biglietti alla tifoseria salernitana In relazione all’incontro tra Pistoia Basket Estra e Givova Scafati, previsto per il prossimo 8 marzo al PalaCarrara e valevole per il campionato di basket di serie A/2.

La Curva Pistoia (foto Giovanni Fedi)

La Prefettura informa infatti che, su proposta del Questore e in conformità con la valutazione del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (CASMS), con provvedimento emesso in data odierna è stata disposta la misura restrittiva del divieto di vendita dei tagliandi per tutti i settori dell’impianto ai residenti in provincia di Salerno.

Pistoia, al via i lavori nell’area ex Breda

0

PISTOIA – Al via i lavori nell’area ex Breda.

Lavori area ex Breda

“È con grande senso di responsabilità ed orgoglio che accogliamo la notizia di ripresa dei lavori nell’Area ex Breda” sottolinea il Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia a Pistoia.

“Una ferita ventennale per la nostra città, contornata da una serie di errori fatti nel passato, e con un fallimento che ha ingessato le scelte per anni, ma che oggi trovano la definitiva risoluzione con l’impegno di rendere riqualificata tutta quell’area alla città, compresi parcheggi, braccetti infrastrutturali necessari alla mobilità cittadini, oltre ad un quartiere moderno e più verde di quanto fosse stato inizialmente progettato. Oggi celebriamo uno tra i più grandi traguardi di questa Amministrazione – sottolinea il Capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo di Giano Francesco Pelagalli – che, nonostante mille peripezie e tanti problemi, è riuscita a curare una ferita che continuava a “sanguinare” ormai da decenni”.

Buggiano, donna morta al campo nomadi: aperto fascicolo per omicidio

di Ilaria Lumini

PISTOIA – Chi ha ucciso Giusy Levacovich ha cercato di simularne la morte per suicidio. Un depistaggio non riuscito. Già dall’esame esterno del cadavere infatti i segni di strozzamento al collo sono stati evidenti al medico legale. Inoltre, nessuna corda legata al collo o comunque vicino al cadavere è stata trovata dagli inquirenti.

Sarà comunque l’autopsia, ancora da disporre, a fare chiarezza sulle cause della morte della 39enne, madre di quattro figli, residente al campo nomadi in via XIV Maggio a Buggiano.

Il corpo di Giusy Levacovich è stato trovato ieri mattina riverso a terra, poco distante dalla casetta in prefabbricato dove viveva assieme ai figli e al compagno. Sono stati alcuni parenti a vedere il cadavere e quindi ad allertare il 112. Una segnalazione, in un primo momento, partita come probabile suicidio della donna.

Ma la certezza investigativa dell’omicidio si è fatta strada poi durante la giornata di ieri con le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo diretti dal sostituto procuratore Leonardo De Gaudio. Come detto, l’esame esterno del medico legale sul corpo, eseguito nel corso dell’attività investigativa di ieri, ha accertato la presenza dei segni di strozzamento: la donna è morta strangolata.

Ieri pomeriggio è stato ascoltato anche il compagno della 39enne, che si trovava fuori Buggiano al momento del ritrovamento della donna.

In Procura è stato aperto un fascicolo per omicidio, al momento a carico di ignoti, e le indagini dei carabinieri sono a tutto tondo con il massimo riserbo della magistratura.

Strage di Suviana, inchiesta per disastro e omicidio colposo

0

SUVIANA (Ansa) – La Procura di Bologna ha aperto una inchiesta per disastro e omicidio colposo sulla strage di Suviana.

Le ricerche dei quattro dispersi della centrale di Suviana sono riprese alle otto di ieri sera, dopo una giornata passata a ristabilire le condizioni di sicurezza per permettere l’intervento dei Vigili del fuoco.

Per farlo è stata messa in sicurezza una condotta che rischiava, in caso di rottura di una valvola, di far travolgere i soccorritori dall’acqua. Sono stati prelevati gli oli presenti nella vasca al centro delle operazioni e poi sono entrate in campo le pompe idrovore, per eliminare l’acqua che dalla notte scorsa entrava nella centrale.

Per aiutare i pompieri, Enel ha anche abbassato il livello del bacino di Suviana di almeno un metro, anche se non è escluso che poi abbia proseguito. Ora si andrà avanti per tutta la notte ai livelli meno 8, meno 9 e meno 10. Con quali speranze, nessuno si fa eccessive illusioni: “Non stiamo lavorando con molte speranze di trovare vivi i dispersi, lo scenario che abbiamo davanti non ci dà questa idea”, aveva detto già di prima mattina Luca Cari, dirigente comunicazione dei Vigili del fuoco. Per ora però il bilancio resta quello del primo giorno: tre morti, quattro dispersi, cinque feriti.

C’è un 37enne toscano tra i quattro lavoratori  che ancora risultano dispersi alla centrale idroelettrica di Bargi al lago di Suviana. E’ Alessandro D’Andrea, 37 anni, di Pontedera. D’Andrea è un tecnico specializzato molto esperto e apprezzato, con numerose esperienze anche all’estero.

Pistoia, prevenzione cyberbullismo: il punto del Questore Abbate

0

PISTOIA – Prosegue il programma di prevenzione e informazione contro il cyberbullismo portato avanti dalla Questura di Pistoia nelle scuole della Provincia. Stamani (16 febbraio) il questore di Pistoia Olimpia Abbatte ne ha fatto un primo bilancio.

“Da quando è stato firmato il Protocollo, a fine dello scorso anno, abbiamo raggiunto circa 700 studenti con incontri focalizzati sul rispetto delle regole e dell’altro” – ha spiegato il Questore. Negli incontri viene messa al centro l’esigenza di comunicare con gli adulti e compagni per condividere i disagi e uso corretto dei social media. 

Il Questore Abbate incontra la stampa per fare il punto sulla campagna contro il cyberbullismo

Il progetto va di pari passo con l’aumento dei reati, per lo più contro il patrimonio e contro edifici pubblici, a opera di minorenni sia a livello nazionale che locale, anche se, come spiega il Questore nel pistoiese la situazione non è particolarmente grave. “Questo – ha specificato – grazie al fatto che nella nostra provincia la scuola fa la sua parte provincia in modo efficace. Gli insegnanti sentono molto il tema”.

Per quanto riguarda l’aumento generalizzato dei fenomeni di dilettuosità minorile, esso – ha osservato – “è collegato al disagio causato dal cattivo uso dei social media che si stanno originando una vera e propria dipendenza”. Nello specifico del cyberbullismo, “il problema nasce dall’ inconsapevolezza del male che si può fare o avere da un uso scorretto dei media e dello smartphone”, ha puntualizzato Abbate.

Rivolti per lo più ai ragazzi nella fascia di età 13 – 16 anni, gli incontri si propongono anche di ricordare la rilevanza penale di alcune condotte. “È importante – ha detto – che i ragazzi e genitori sappiano che in alcuni casi si può dar luogo anche a reati, oltre a fare male ai chi le subisce. Questa è anche una ragione per cui investiamo tempo consistente del nostro impegno”.

Spazio anche alla Movida nel discorso del Questore, secondo la quale “a Pistoia siamo messi bene. Qualche effervescenza in più – ha concluso – c’è su Montecatini, dove abbiamo rafforzato, anche in collaborazione con l’Arma, il servizio di vigilanza”. (r.b.)


Abbecedario verde. Verde verticale, la sostenibilità ambientale

0

di Marco Cei

È ormai appurato che moltissime soluzioni di verde pensile, in primo luogo i tetti verdi, costituiscono soluzioni migliorative della efficienza ecologica degli edifici (su parametri quali inerzia termica, rallentamento deflussi idrici, albedo, fissaggio polveri sottili, aumento biodiversità vegetale), tanto che alcune città estere ma anche italiane (come Bolzano) nelle loro norme hanno imposto tali tecniche per la copertura dei nuovi edifici a tetto piano.

Il presente focus vuole però concentrarsi sulla reale sostenibilità ambientale del verde verticale propriamente detto, la soluzione tecnica costituita dalle pareti o chiusure vegetali.

La tecnica del Muro Vegetale prevede materassini autoportanti su cui vengono messe a dimora diverse piante (20-30 piante per metro quadrato), quasi mai rampicanti o ricadenti, con sistema di irrigazione su tutta la superficie. Con tecnologie sofisticate si ottiene una vera e propria cortina vegetale, in cui le piante vengono inserite in tasche ritagliate in una pannellatura continua di feltro che funge sia da sostegno che da riserva idrica, schermando totalmente la parete.

Da quando Patrick Blanc, botanico francese, ha lanciato e diffuso questa moda, la copertura vegetale di pareti sempre più estese è diventata un nuovo status internazionale. E non si può negare che essa costituisca una nuova forma e idea di giardino, benché inaccessibile all’uomo. La sua reale sostenibilità e gli alti costi di realizzazione (da 8-900 fino a oltre i 1.500 €/mq) e quelli successivi per la manutenzione ne fanno un oggetto da maneggiare con cura, suggerendo di limitarlo a casi di particolare importanza e rappresentatività. Le sue più riuscite realizzazioni sono infatti legate a necessità o volontà di brand, immagine e marketing. I primi due decenni del nuovo millennio hanno così visto diverse realizzazioni, di grande fascino e bellezza, diventate dei veri manifesti green.

Museo del Quai Branly a Parigi di Jean Nouvel, Gilles Clément e Patrick Blanc (2006)

Patrick Blanc e il Museo d’Arte Contemporanea Caixa Forum a Madrid (2008)

Come le istituzioni culturali, quali i due musei esteri sopra riportati, anche alcune imprese private hanno scelto questo tipo di soluzioni green.

Diesel Village a Breganze, Vicenza (2010)

In Italia si trova una delle pareti vegetali indoor più grandi al mondo, presso il Diesel Village vicino a, Vicenza. Si tratta di un giardino verticale alto 25 e largo 10 metri, per uno sviluppo totale di 250 mq di superficie verticale. A chi accusasse la ditta di “darsi solo una mano di verde” per fare “greenwashing” (vedi voce dell’Abbecedario), può essere risposto, a ragione, che la parete verde è singola parte di un grande complesso produttivo “green”, inaugurato nel 2010, in cui giardini, piazze, asili e ristoranti, sono tutti orientati verso la massima sostenibilità ambientale, sfruttando energia solare e geotermica e con soluzioni tecniche a basso impatto, pensati e realizzati per i lavoratori stessi dell’azienda di Renzo Rosso e i loro familiari (quindi anche verso una sostenibilità sociale).

Diversi studi e ricerche stanno indagando le nuove tecniche costruttive green dal punto di vista energetico, e uno in particolare si è soffermato sul tema dei bilanci energetici: Il nuovo verde verticale, di Edoardo Bit (Wolters Kluwer, Milano 2012). Bit distingue 2 tipologie fondamentalmente diverse: i “Rivestimenti a verde”, sistemi semplificati con strutture di sostegno che accompagnano e sostengono vegetazione che si sviluppa in altezza e in superficie, e le “Chiusure vegetate”, molto più efficienti nel controllo dei fattori climatici dell’edificio, spesso anche molto più scenografici, ma con un consumo di risorse tendenzialmente elevato; «risorse economiche (costi di realizzazione e manutenzione), idriche ed energetiche esplicite e implicite (l’embodied energy relativa ai molteplici materiali e sottosistemi)». Un altro punto critico è rappresentato dalla durata, e spesso i sistemi complessi si rivelano più deperibili e poco efficienti già nel breve periodo. «È quindi possibile affermare che la sostenibilità del Verde Verticale è direttamente proporzionale alla semplicità sistemica, per cui un rivestimento a verde si rivelerà totalmente sostenibile nella maggioranza dei casi, mentre l’impiego di una chiusura vegetata andrà invece debitamente ponderato rispetto a fattori energetici e monetari». È utile anche verificare che l’intera filiera di produzione industriale tenda al minimo tenore energetico complessivo (la cosiddetta “energia grigia”), a parità di adeguata durata. Un capitolo a parte meritano le scelte vegetali, declinate come scelta delle specie più idonee (rampicanti o decombenti), rusticità agli stress (normalmente maggiore nelle specie autoctone o naturalizzate), spessore e superficie fogliare di copertura, durata della foliazione (decidua più efficace della sempreverde, per le differenti risposte alle esigenze stagionali degli edifici). La cultura e le conoscenze botaniche e orticole provengono perlopiù dal mondo nordico: per esempio, in uno dei testi più utilizzati (Paolo Abram, Verde pensile, Milano 2006), il capitolo “Le specie vegetali più idonee” risulta dalla traduzione della tedesca Helga Salchegger. Negli ultimi anni, però, esperienze e ricerche scientifiche hanno contribuito in parte al deficit di conoscenze sulle specie più adatte ai nostri climi mediterranei.

L’alta complessità tecnologica delle chiusure vegetali ne determina quindi la grande efficienza di prestazioni, ma anche una congenità fragilità, finora non smentita. Il malfunzionamento di qualche impianto o, peggio, la carenza di cure per periodi anche molto limitati, può pregiudicare lo sviluppo della vegetazione o addirittura la sua totale scomparsa.

«Il muro di circa 70 metri e alto più di 6 che delimita l’ex complesso carcerario delle Murate a Firenze diventerà un grande e lussureggiante giardino verticale pieno di foglie e di fiori. Una sorta di enorme ‘quadro’ vegetale, composto da un sistema di pannelli modulari che permetterà di alternare geometrie e composizioni di colori e piante, segnando il passaggio delle stagioni» Questo era l’annuncio, quasi trionfale, con cui l’amministrazione fiorentina anticipava il muro verde lungo i suoi viali storici, inaugurato nella primavera del 2012, per un costo di circa 100.000 euro, che voleva essere la dimostrazione vivente e riuscita delle nuove tecniche di verde verticale. A distanza di circa 10 anni però, la carenza di cure ne ha prodotto il degrado progressivo, fino alla morte completa delle piante qui coltivate. Il tempo si dimostra sempre la verifica principale delle nostre scelte e questo è ancora più vero nel campo del paesaggio vegetale.

La parete verde realizzata dal comune di Firenze alle Murate lungo il viale Giovine Italia (2012-2022)

I rivestimenti a verde, come detto, hanno una struttura semplificata e prestazioni decisamente inferiori rispetto alle chiusure. Esistono da secoli o millenni nelle tecniche costruttive umane, basti pensare alle già descritte turf houses nordiche o alle nostre facciate di case urbane o rurali coperte da glicine, edera o vite. Sulla scia dei più complessi muri verdi di Blanc, i rivestimenti sono stati riproposti con modalità rinnovate ed esiti spesso positivi. Ne mostro qui alcuni esempi, uno italiano, uno italo-francese e uno orientale, l’Hotel Babylon, decisamente innovativo per la compenetrazione funzionale fra architettura e presenza vegetale.

Compagnia del Verde (Zelari Company), Fabbrica Braccialini Scandicci (FI) 2009

La soluzione sulla fabbrica di Scandicci è molto semplice, risolta con una gabbia metallica esterna all’edificio, nella cui intercapedine sono alloggiate due file di contenitori che ospitano ognuno 3 o 4 piante di edera comune e un impianto di ferti-irrigazione automatico. La facciata verde è stata affidata all’azienda pistoiese e nel giro di 2-3 anni la copertura vegetale è stata praticamente totale. Il risultato oggi non si presenta ottimale a causa dei problemi finanziari del gruppo proprietario che hanno inciso su cure non propriamente assidue.

Paesaggista Quincy Hammond e Giardineria Italiana (Gruppo Mati), Abercrombie & Fitch a Parigi 2011

Ancora più semplice la soluzione parigina, che non ha interposto nessuna struttura di sostegno alla vegetazione rampicante, che si attacca direttamente sulla facciata muraria.

La struttura ricettiva vietnamita prende il nome Babylon proprio per richiamarsi ai più famosi giardini pensili della storia. I prospetti dell’Hotel sono realizzati mediante una serie di lamelle fisse in calcestruzzo ricoperte da piante rampicanti e non solo. Questo involucro consente di avere un buon ombreggiamento, una giusta riservatezza e privacy per i clienti dell’hotel senza però ostacolare il passaggio e il ricircolo di aria e luce. Come materiali sono stati usati elementi naturali per armonizzarsi con la natura circostante, come bambù e pietra; la vegetazione rampicante è lasciata libera di svilupparsi attraverso l’involucro della struttura, che la contiene e la guida nella sua crescita.

Architetto Vo Trong Nghia,  Hotel Babylon – Vietnam (2016)

 Pronto soccorso in affanno nella Usl Toscana Centro, l’allarme di Fp Cgil

0

FIRENZE – Da più di un mese tutti i Pronto Soccorso in Usl Toscana Centro stanno riscontrando una costante e inesorabile crescita del numero degli accessi e delle richieste di ricovero. 

L’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano

In particolare quelli degli Ospedali di Torregalli, Empoli e Prato, stanno registrando un improvviso boom di accessi che ha fatto aumentare a dismisura il numero dei pazienti fragili con patologie cronico degenerative che stazionano per giorni su una barella in attesa di ricovero ospedaliero. 

La denuncia viene dalla Fp Cgil Toscana Centro.

Ieri erano 42 i pazienti che aspettavano in barella il ricovero nel nosocomio di Torregalli e oltre 100 i pazienti in carico al Pronto Soccorso, rispetto ai 40 massimi che la struttura dovrebbe accogliere, 39 pazienti erano in attesa di ricovero all’ospedale pratese e più di 20 a Empoli. 

Questi pazienti che rischiano di aspettare oltre le 72 ore per avere un posto letto adeguato, il cui stazionamento prolungato nei locali del Pronto Soccorso costringe il personale sanitario, infermieri e oss, a farsi carico dei bisogni assistenziali primari, continuando però ad occuparsi, nello stesso tempo, dei casi urgenti in continuo arrivo. 

“La stessa criticità – scrive la Fp Cgil – è presente anche nelle degenze ospedaliere, dove il sistema delle bolle covid, messo in piedi prima dell’estate, sta naufragando a causa dell’aumento dei ricoveri covid, come ad esempio all’Ospedale di Ponte a Niccheri dove nei 4 reparti di medicina sono presenti più di 16 pazienti rispetto agli 8 previsti, con un inevitabile rischio di potenziali contagi dei pazienti no covid e degli operatori sottoposti a continue manovre di vestizione dei Dispositivi di Protezione Individuali. 

Anche l’istituzione dei reparti A.M.A (accoglienza medica avanzata), nonostante siano di grande utilità ed aiuto per decongestionare i PS e per compensare le poche dimissione dei reparti di degenza ospedaliera, sono spesso e volentieri saturi al 100%; emblematico il caso dell’ospedale di Empoli dove il reparto è stato raddoppiato da 8 pl a 16 pl nel giro di una notte, costringendo il personale a straordinari forzati per la sua apertura”. 

Alla fine dell’ultima ondata pandemica dell’autunno scorso, tutti gli amministratori della sanità regionale si erano prodigati nelle promesse di creare, entro breve tempo, una rete di assistenza territoriale in grado di trattare i pazienti cronici più fragili a domicilio, grazie alla presa in carico delle squadre dei GIROT, formate da medici specialistici ospedalieri, e agli infermieri di famiglia/comunità attraverso la creazione di una linea di assistenza domiciliare urgente h 24.   

“A causa del blocco draconiano delle assunzioni messo in atto dalla Regione – punta il dito la Fp Cgil Toscana Centro – non è stato possibile attuare tutto questo, se non in minima parte, e ora gli ospedali aziendali sono di nuovo al collasso, con gli operatori sanitari costretti a lavorare in condizioni estreme, a massimo pericolo di rischio clinico, con carichi di lavoro disumani”. 

“Nonostante la pubblicazione del DM 77/22, che indica le linee guida e le dotazioni organiche dei servizi dell’assistenza sanitaria territoriale, l’indiscriminato blocco delle assunzioni perpetrato dagli uffici della Regione nell’ultimo anno – denuncia ancora la Cgil – ha prodotto il risultato di un colpevole ritardo nell’attuazione del piano che avrebbe potuto ridurre drasticamente il drammatico sovraffollamento degli ospedali regionali a cui stiamo assistendo questi giorni e a cui purtroppo dovremo tristemente abituarci nei prossimi mesi”. 

La Fp Cgil è pronta ad adottare tutte le forme di protesta e di lotta per ottenere le risorse “necessarie per alleggerire i disumani carichi di lavoro a cui sono sottoposti gli operatori sanitari dei Pronto Soccorso” e per la creazione di una rete di assistenza domiciliare che sia in grado di prendersi in carico, h24 e 7 giorni su 7, i pazienti con patologie croniche degenerative, così come previsto nel decreto ministeriale.

Tre ispettori del lavoro aggrediti in un cantiere a Scandicci durante un controllo

0

FIRENZE – Tre ispettori del lavoro dell’Ispettorato d’Area Metropolitana di Firenze sono stati aggrediti, malmenati e strattonati durante un controllo ispettivo in un cantiere di Scandicci nel corso del quale era stato reperito personale a nero.

I funzionari, nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, hanno riportato prognosi sino a 5 giorni ed evidenti conseguenze traumatiche.

“Non è il primo episodio di aggressione a danno di ispettrici e ispettori del lavoro – si legge in una nota della CGIL eppure questo Governo nonché i Vertici dell’Ispettorato, come le scorse volte, non hanno speso nemmeno una parola di solidarietà nei confronti del personale”.

La carenza d’organico dell’Ispettorato del lavoro, in questi momenti, si rivela nella sua drammaticità. Quando i funzionari eseguono i controlli, vengono percepiti come nemici, e tutto ciò è l’emblema di un fallimento dello Stato che all’art. 1 della nostra Costituzione indica il lavoro come base fondamentale della Repubblica, un lavoro che dovrebbe essere regolare, sicuro, tutelato dagli organi di controllo.

La situazione di irregolarità è endemica anche in Toscana: dagli ultimi dati disponibili il 65,5%, oltre 6 imprese su 10, sono risultate irregolari. Un fenomeno diffuso che coinvolge tutti i settori produttivi e che richiede un’azione di controllo strutturale e continuativa.

Il personale dell’Ispettorato è sempre più solo, poco conosciuto e dimenticato anche dalla politica, pur svolgendo il compito fondamentale su cui dovrebbe basarsi il nostro Stato.

“Continuiamo a denunciare lo svuotamento dell’Ispettorato – afferma Mirella Dato, della segreteria FP Cgil Toscana -. Il personale è insufficiente, isolato, esposto a rischi crescenti. Chiediamo con forza il rafforzamento dell’organico e misure concrete per tutelare l’ente nella sua funzione e nella sua immagine. Non si può pretendere legalità sul lavoro se chi controlla viene lasciato solo e attaccato. È urgente potenziare il rafforzamento e il coordinamento tra gli organi di controllo per rendere le ispezioni più efficaci e tempestive”.

“Quello che è accaduto a Scandicci è inaccettabile e non è un caso isolato – denuncia Giovanni Golino, Segreteria FP Cgil Firenze -. Lo Stato non può tollerare che chi applica la legge venga aggredito nell’esercizio delle proprie funzioni e poi lasciato senza una parola di solidarietà istituzionale. L’Ispettorato del Lavoro è un presidio di legalità previsto dalla Costituzione e dalla normativa ILO. Se vogliamo un lavoro regolare e sicuro, è dovere dello Stato garantire organico adeguato, risorse e protezione a chi svolge questo compito. Il silenzio di Governo e vertici è un segnale grave che va interrotto subito”.
“Il nostro compito deriva da un mandato costituzionale e internazionale – spiega Micaela Cappellini, Ispettrice del Lavoro e Coordinatrice FP Cgil Toscana per INL . L’ILO riconosce l’ispezione del lavoro come elemento essenziale per l’effettività dei diritti. Ogni aggressione è un’aggressione allo Stato. Serve più personale, in modo che le ispezioni siano effettuate su tutto il territorio toscano e in tutti i settori produttivi per garantire parità di condizioni alle aziende corrette e più diritti ai lavoratori”.

La FP Cgil Toscana esprime piena solidarietà ai colleghi aggrediti e chiede al Governo e ai Vertici dell’Ispettorato un cambio di passo immediato su organico, sicurezza e riconoscimento del ruolo dell’ispettorato del lavoro.

Prato. Elezioni comunali, alle 12 l’affluenza è stata del 12,77%

0

PRATO – Alle ore 12  la percentuale dei votanti registrata nel Comune di Prato per le Elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026 è stata del 12,77% degli aventi diritto (132.217). Il dato è stato riportato sul sito Eligendo del Ministero dell’Interno dopo circa mezz’ora dalla rilevazione.

Come è noto, si vota fino alle 23 di oggi e domani lunedì 25 maggio dalle 7 alle 15. In caso di ballottaggio i cittadini saranno richiamati alle urne domenica 7 giugno e lunedì 8 giugno.

Tutte le 179 sezioni elettorali del Comune di Prato (di cui due all’ospedale Santo Stefano) si sono regolarmente costituite e hanno avviato le operazioni di voto stamani alle 7. Per il voto è necessario raggiungere il proprio seggio muniti di tessera elettorale e documento di identità, anche se scaduto, ma provvisto di foto riconoscibile. Se la tessera elettorale è stata smarrita o non ci sono  più spazi per la timbratura o si è deteriorata, si potrà scaricare l’attestato sostitutivo di tessera elettorale necessario per il voto, disponibile accedendo tramite SPID, CIE o CNS al link https://elezioni.comune.prato.it/it/guida/documenti/pagina8259.html. L’attestato deve essere stampato ed è valido solo per l’attuale votazione.

Si ricorda che le sezioni elettorali 45, 71 e 72 della scuola Pier Cironi, a causa dei lavori PNRR, per questa tornata elettorale   saranno spostate all’interno della scuola primaria Santa Gonda.

Sia oggi che domani per tutta la durata dei seggi viene garantita comunque l’apertura straordinaria per il rilascio della tessera in caso di deterioramento, esaurimento spazi o smarrimento dell’originale all’Ufficio Elettorale in piazza Cardinale Niccolò 13 e nelle sedi anagrafiche decentrate.

Il prossimo comunicato con i dati sull’affluenza alle urne è previsto dopo le 19, ora della seconda rilevazione.

Per tutte le informazioni sulle Elezioni amministrative 2026 https://elezioni.comune.prato.it/it/pagina8216.html

I dati sull’affluenza sono consultabili sul sito di Eligendo del Ministero dell’Interno.

Elezioni, affluenza in forte calo a Pistoia e Uzzano

PISTOIA – Alle 12 di questa mattina nei due comuni della provincia dove si vota per il sindaco e il rinnovo del consiglio comunale, ha votato il 13,10% degli aventi diritto al voto; nelle precedenti amministrative aveva votato il 16,99%.

Un seggio elettorale

Nel comune capoluogo l’affluenza è stata del 13,13 (nel 2022 fu del 17,02), mentre a Uzzano ha votato il 12,64% (alle precedenti elezioni amministrative l’affluenza era stata del 16,57%).

Stefania Nesi al voto

Scuole aperte il 31 agosto in E-R, protesta il mondo del turismo riminese

0

BOLOGNA (ANSA) -Il progetto dell’Emilia-Romagna di aprire le scuole elementari dal 31 agosto, per dare la possibilità alle famiglie di mandarci i figli con due settimane d’anticipo rispetto alla prima campanella, per fare attività educative, sportive e culturali, ha fatto infuriare il mondo del turismo riminese.
“La Regione – dice al Resto del Carlino Mauro Vanni, presidente della cooperativi bagnini di Rimini e delle imprese balneari di Confartigianato – sta commettendo un grave errore Capisco che si tratti di un progetto sperimentale, solo alle elementari, senza obbligo per le famiglie. Ma così passa comunque il messaggio che in Emilia-Romagna le scuole riaprono dal 31 agosto. E questo rischia di far perdere quasi un mese di lavoro agli stabilimenti balneari e alle altre attività del turismo. Perché il turismo balneare da sempre è legato a doppio filo al calendario scolastico, specie quello dei nostri ospiti emiliani. La stagione praticamente finisce quando iniziano le scuole. A noi bagnini chiedono di allungare la stagione e destagionalizzare. Che senso ha, se poi si decide di riaprire la scuola già il 31 agosto? È una follia”.
Durissima anche Patrizia Rinaldis, presidente di Federalberghi. “Il calendario scolastico non si tocca – dice, sempre parlando con l’edizione riminese del Resto del Carlino – D’altra parte il presidente della Regione Michele de Pascale si è sempre speso a favore del turismo, quindi spero che non abbia adottato questa misura per penalizzare il turismo. Noi lottiamo per posticipare l’inizio della scuola”

A Prato sequestrati 4.359 articoli in maglieria contraffatti

0

PRATO (ANSA) – Operazione anti contraffazione a Prato: la Guardia di finanza ha sequestrato, in una ditta di via Bruges, 4.359 articoli in maglieria contraffatti di alcune griffe di moda.

Gli articoli sequestrati

Lo rende noto la procura di Prato spiegando che i prodotti sono stati rinvenuti il 20 maggio in una ditta che lavora su commissione per più brand, anche stranieri, gestita da una 49enne cinese e in cui sono impiegati 10 lavoratori.
I reati per cui la procura procede sono introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.

In corso accertamenti tecnici con riferimento alla genuinità dei marchi.

Finale infuocato, ma anche Gara 2 è amara per il Dany Basket, che ora dovrà rimediare al PalaCarrara

QUARRATA – Ancora una volata amara per il Dany Basket a Casale Monferrato. Come accaduto in gara 1, anche nel secondo appuntamento del secondo turno playout di Serie B Nazionale sono i secondi finali a condannare i Quarratini.

Stavolta non bastano nemmeno 40 minuti di gioco per incoronare la vincitrice: all’overtime si impone la Novipiù per 96-90.

Adesso la serie si sposta al PalaCarrara di Pistoia, dove martedì andrà in scena la terza partita. Per mantenere accese le speranze salvezza, Regoli e compagni dovranno assolutamente centrare il successo.

CRONACA – Ottima partenza per il Dany Basket, che tocca subito il +6 sul 3-9. Con il contributo di tutti nella metà campo offensiva, i mobilieri salgono anche a +9 (8-17) dopo i liberi di Tiberti e l’appoggio in contropiede di Angelucci. Dalla lunetta Molteni consente ai suoi di raggiungere la doppia cifra di vantaggio. Martinoni tiene a galla i suoi, andando anch’egli a bersaglio dalla linea della carità, ma il gap fra le due compagini continua ad aumentare (12-23).

I padroni di casa hanno un sussulto in chiusura di prima frazione, con Rupil e Guerra a realizzare le triple che significano 18-23 al 10′. Blatancic inaugura il secondo periodo, prima della seconda bomba personale di Fiusco, a cui replica con la solita moneta Molteni. Marcucci segna due canestri consecutivi e la Novipiù si riaffaccia a -3 (25-28), costringendo coach Tonfoni a chiamare timeout. Il break dei piemontesi viene alimentato dal viaggio in lunetta di Martinoni e poi è Regoli a interromperlo con un tap-in.

Le percentuali al tiro degli ospiti si abbassano e Casale ne approfitta per mettere la testa avanti con la tripla di Rupil. Il Dany Basket reagisce con un 5-0, ma Fiusco dai 6,75 impatta di nuovo il risultato e all’intervallo il tabellone luminoso recita 37 pari.

La ripresa comincia con il 4-0 in favore dei biancoblu. Ottimo l’approccio dei pistoiesi: Scandiuzzi firma quattro punti di fila, Regoli appoggia un canestro facile e il Dany Basket si riprende otto lunghezze di margine sui monferrini sul 39-47. Come sempre, la Novipiù si affida a Martinoni, che dimezza lo scarto. Ci pensa poi Fiusco a insaccare la tripla del -1, con coach Tonfoni a chiedere minuto di sospensione. Il numero 3 locale piazza anche i liberi del sorpasso, per un parziale di 12-2. Nel frattempo, Quarrata perde Tiberti, fuori per doppio tecnico. D’ambrosio spedisce a -6 gli avversari, ma Molteni e Mongelli non ci stanno: contro break di 7-0 e nuovo vantaggio Dany Basket. Guerra e Zanzottera però rispondono e al 30′ siamo 63-60.

Mongelli e Rupil bruciano la retina da 3 in apertura di ultimo quarto. Anche Martinoni va a bersaglio dai 6,75, ma i mobilieri sono lì, ad appena due lunghezze di distanza dai rivali (69-67 a 6’33” dalla fine). Rupil realizza una bomba pesantissima e Zanzottera scrive +7 Novipiù dalla linea della carità.

Anche stavolta però Quarrata non si piega: Novori e Regoli riavvicinano i biancoblu a -3. Rupil colpisce di nuovo da oltre l’arco e a 2’19” dalla conclusione sono sei i punti che separano le due sfidanti. Il Dany Basket ha la forza di reagire pure in questo caso: la tripla di Regoli e il libero di Molteni vogliono dire 79 pari. Sull’altro fronte Zanzottera non sbaglia, così come non sbaglia Molteni, il cui lay-up porta le squadre al supplementare. Supplementare che Martinoni inaugura con cinque punti di fila. Regoli e Angelucci accorciano, ma dalla lunetta la Novipiù è impeccabile. D’ambrosio spinge i piemontesi a +7 e nonostante l’orgoglio gli ospiti devono alzare bandiera bianca.

Novipiù Monferrato Basket – Consorzio Leonardo Servizi e Lavori Quarrata 96-90 (18-23, 37-37, 63-60, 81-81)

Quarrata: Angelucci 6, Mongelli 10, Blatancic 7, Costa, Novori 11, Molteni 13, Regoli 23, Scandiuzzi 9, Coltro 2, Prenga, Tiberti 9. All. Tonfoni. 2

Fiorentina, l’anno dello scampato pericolo: si chiude una stagione da non ripetere

FIRENZE – Con il pareggio per 1-1 in casa contro l’Atalanta si chiude ufficialmente un campionato tribolato per la squadra viola, terminato con 42 punti (23 in meno della stagione precedente) e un mesto quindicesimo posto in classifica.

La città tira un sospiro di sollievo per un’annata che i tifosi ricorderanno a lungo, ma non per i piazzamenti europei, le notti di Conference o alcune belle vittorie contro le “grandi” a cui la squadra li aveva abituati negli ultimi anni.

La formazione della Fiorentina scesa in campo in questa stagione contro l’Inter al Franchi (foto di Paolo Giuliani)

Il verdetto del campo fotografa una salvezza sofferta, strappata con i denti grazie a una lenta e faticosa risalita, ma che lascia in dote la consapevolezza di aver rischiato grosso. Una squadra nata con ben altre ambizioni si è ritrovata fin dalle prime settimane di campionato a lottare nei bassifondi della classifica, specchio fedele di una crisi tecnica e strutturale non preventivata.

L’avvio di campionato è stato a dir poco disastroso. Quella che doveva essere la stagione della maturità si è trasformata rapidamente in un tunnel buio. Nelle prime diciannove giornate la Fiorentina ha raccolto la miseria di 13 punti, una media da retrocessione diretta che ha fatto sprofondare l’ambiente nel panico e nella contestazione. La squadra appariva fragile mentalmente, priva di un’identità tattica definita e incapace di reagire alle avversità. I nuovi innesti faticavano a integrarsi e i senatori sembravano aver smarrito la bussola, sollevando seri dubbi sulla programmazione estiva e sulla gestione dello spogliatoio.

Poi, fortunatamente, qualcosa è cambiato. All’inizio l’avvicendamento in panchina tra Pioli e Vanoli è sembrato non dare la giusta scossa, il tecnico varesino ha impiegato forse più tempo del previsto per ricompattare una squadra allo sbando, ma nel girone di ritorno si è vista un’altra Fiorentina, capace di raddoppiare il proprio fatturato con ben 29 punti conquistati.

È stata una risalita lenta, pragmatica, basata più sul carattere e sulla solidità difensiva che sulla bellezza del gioco, culminata con la certezza matematica della permanenza in Serie A ottenuta a due giornate dal termine dopo un orrendo pareggio contro il Genoa. La squadra ha saputo compattarsi nel momento di massimo pericolo, trovando nei singoli e nell’orgoglio le risorse necessarie per tirarsi fuori dalle sabbie mobili della classifica, ed evitando così l’avverarsi di un dramma sportivo che a Firenze mancava da troppi anni.

Il traguardo tagliato non può e non deve cancellare gli errori commessi. Una piazza come Firenze non può accontentarsi di gioire per una salvezza agguantata in extremis. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, il mercato estivo dovrà essere necessariamente quello della ricostruzione: molti elementi della rosa attuale hanno dimostrato di aver esaurito il proprio ciclo in viola, palesando limiti tecnici e caratteriali non da Fiorentina. Servirà un restyling profondo, capace di svecchiare il gruppo ma soprattutto di inserire uomini di personalità, leader capaci di reggere le pressioni di una piazza esigente.

E bisognerà capire al più presto se confermare la fiducia a mister Vanoli, mettendolo al centro del progetto, oppure virare su un altro profilo, magari un tecnico giovane ed emergente – a circolare è soprattutto il nome di Grosso, reduce da un’ottima stagione alla guida del Sassuolo – insieme al quale ricostruire la squadra.

La ricostruzione tecnica, tuttavia, non potrà prescindere da una profonda riflessione interna ai quadri dirigenziali. I limiti visti sul campo sono stati spesso il riflesso di una governance apparsa poco fluida nel corso dell’anno, anche a causa, purtroppo, di fattori esterni come la scomparsa del presidente Rocco Commisso e il passaggio del testimone della proprietà al figlio Giuseppe. Ma vi sono state anche le dimissioni dell’ex direttore sportivo Pradè, finito sul banco degli imputati per la scelta del ritorno di Pioli e la conduzione del mercato estivo, l’incertezza e le incomprensioni sui poteri del direttore generale Ferrari e sul ruolo del direttore tecnico Goretti, la ricerca di un nuovo direttore sportivo di primissima fascia come Paratici, la cui autonomia di azione resta ancora un punto interrogativo.

Per evitare il ripetersi di simili sbandamenti, la proprietà è chiamata a disegnare un nuovo organigramma societario. Diventa fondamentale la ridefinizione dei ruoli e una chiara redistribuzione dei poteri decisionali: serve un’area tecnica forte, dotata di autonomia e di una visione lungimirante sul mercato. Solo stabilendo confini precisi e competenze trasparenti tra i dirigenti la Fiorentina potrà voltare pagina, mettendo fine alle sovrapposizioni e alle indecisioni che hanno penalizzato l’ultima gestione.

La stagione appena conclusa va in archivio con il sapore dolce dello scampato pericolo, ma il futuro è già oggi. Il presidente Commisso e i suoi collaboratori hanno davanti a sé mesi cruciali: il tempo degli alibi è finito e Firenze chiede risposte chiare per tornare a sognare in grande.

Corpi, genere, potere: l’analisi di Rossella Ghigi sulla violenza e le sue forme

di Marta Meli

PISTOIA – “Avete mai cercato online la riproduzione della violenza sulle donne? Le immagini fornite dai motori di ricerca ritraggono quasi sempre la stessa scena: una donna rannicchiata, un cerotto sulla bocca, le mani sul volto o che, svelando il palmo, chiedono all’uomo posizionato fuori campo, già pronto a colpirla, di fermarsi”. 

È con questa rappresentazione che Rossella Ghigi, sociologa e professoressa all’Università di Bologna, ha aperto la conferenza “La violenza prima della violenza. Il nesso tra corpi, genere e potere” che si è tenuta questa mattina al Teatro Bolognini, nell’ambito del festival Dialoghi di Pistoia. 

“Immagini come queste sono incisive ma, al contempo, celano un tranello, proprio a partire dal messaggio che restituiscono e dalla narrazione iterata – ha spiegato Rossella Ghigi – perché, ancora una volta, pensiamo la donna come vittima, come soggetto passivo, privo di risorse, e, di conseguenza, siamo spinti e spinte a identificarci con chi agisce la violenza e a compatire chi la subisce”. 

La società odierna, talvolta, non sembra riuscire a distinguere il concetto di violenza da quello di conflitto, ma è bene soffermarci sul fatto che il primo riguarda un sistema di potere, che in-scrive donne e uomini in gerarchie, in ruoli predefiniti, poi naturalizzati, legittimati e, dunque, riconosciuti come “normali”.

“C’è sempre tanta violenza che precede la violenza fisica” – ha precisato la sociologa.

Rossella Ghigi (foto Dialoghi di Pistoia)

Bambine e bambini sono educate ed educati, fin dall’infanzia e dal primo spazio di socializzazione (socializzazione primaria), ossia dalla famiglia, in un modo preciso: le bambine imparano ad assolvere a una funzione che ha a che vedere con la cura, la compiacenza dell’altro. 

Una ricerca condotta su un campione di oltre 8.000 giovani donne al primo anno di università mostra un dato interessante, legato al discorso sui corpi e su quello relativo alla condiscendenza: il 66% delle studenti ha dichiarato di non raggiungere l’orgasmo, ma l’aspetto più rilevante è che non ne parlano apertamente; semplicemente fingono che non sia così. 

Questa informazione ci mostra come il corpo sia abitato da donne e uomini, o da chi è socializzato come l’una o come l’altro, in modo diverso. La violenza, passa sempre dal corpo delle donne, anche se non è agita fisicamente, perché porta il peso dell’oppressione (rispetto ai modelli a cui la donna è chiamata a conformarsi e all’impatto del giudizio sociale) e fatica (poiché si tratta di un corpo che cura e accudisce, sempre a disposizione dello sguardo dell’altro).

Il corpo degli uomini è anch’esso sottoposto allo sguardo sociale, ma – nello specifico caso – si richiamano connotazioni differenti: deve essere prestante, forte, vigoroso. Per quanto siano evidenti certe resistenze al costrutto sociale e al sistema di credenze in cui siamo immersi come collettività, “è con questa pressione che ragazzi e ragazze imparano a relazionarsi” – ha chiarito Ghigi. 

Alle bambine viene insegnato – parafrasando quanto scritto da Elena Gianini Belotti nel 1973 – a stare in relazione, a rimanere composte, a occupare poco spazio, a esercitare l’emotività e a prendersi cura. Al contrario, ai bambini viene insegnato il controllo, la prestazione, la forza – evadendo totalmente l’aspetto emotivo, in quanto considerato, proprio dal senso comune, sinonimo di debolezza, fragilità, inferiorità. Ed è a partire da qui che si rende nota l’asimmetria di potere. 

“Tra le righe del cambiamento, elementi di continuità permangono – ha detto Ghigi – e se ci pensiamo, la quota di lacrime concessa agli uomini, ad esempio, è comunque più bassa”. 

“Patriarcato”, “capitalismo”, “maschilità egemonica”, “modello culturale” sono concetti da nominare, ma – soprattutto – da conoscere nei loro significati, nelle loro interdipendenze e, in riferimento alle molteplici categorie sociali, nelle loro intersezionalità. Come comunità viviamo in una realtà complessa che per essere compresa a fondo ha bisogno di essere letta con uno sguardo “politico”, “sociologico” e “culturale” che tenga conto della stessa pluralità di elementi. 

Decostruire e mettere in discussione ciò che diamo per scontato è l’unico modo per continuare ad agire il cambiamento e la giustizia sociale. Basti pensare a quanto abbiamo ancora da apprendere dai femminismi del passato e da donne come Audre Lorde, Angela Davis, Carla Lonzi, Bell Hooks, Donna Haraway – per citarne solo alcune. 

L’idea di una cultura della cura non è sbagliata di per sé, ma lo è nel momento in cui, perlopiù, sono le donne a farsene carico. La cura dovrebbe diventare valore sociale e collettivo: non possiamo prescindere dalle relazioni, perché, in quanto animali sociali, siamo relazione. La sua forma più autentica, però, passa solo dalla reciprocità. 

Pertanto, non si tratta di cercare la liberazione dai legami (come certe narrazioni portano a credere), ma da un sistema che vuole costringerci a restare in un destino ineluttabile. “Una società giusta non è quella in cui non abbiamo bisogno degli altri, ma è quella in cui nessuno trasforma quel bisogno in potere” – ha aggiunto Ghigi. 

Come ha scritto Carol Gilligan nel libro “Con voce di donna. Etica e formazione della personalità”, è quanto mai necessario “comprendere come la dinamica dello sviluppo umano scaturisca dalla tensione tra responsabilità e diritti”, perché “significa vedere l’integrità di due modalità di esperienza parallele ma alla fine convergenti”.

Rossella Ghigi ha concluso l’incontro rispondendo ad alcune domande del pubblico presente, aprendo così un altro importante momento di co-riflessione. 

Rally, Pavel group di nuovo in alto in Slovenia con il giovane Lenzi

SERRAVALLE – Di nuovo riflettori puntati sul giovane Lorenzo Lenzi, 17 anni, impegnato nel Campionato Nazionale Rally sloveno insieme a Federico Grilli sulla Skoda Fabia RS. Nel fine settimana appena trascorso, il giovane pilota della Valdinievole ha concluso il Rally Velenje, seconda prova stagionale, centrando la top ten con un brillante ottavo posto assoluto.

Lenzi-Grilli in Slovenia (Foto di Uros Modlic)

Per Lenzi e Grilli è stata una gara dai due volti. Da una parte l’impatto con un percorso completamente nuovo – situazione che caratterizzerà tutta la stagione – dall’altra una prestazione in costante crescita, culminata con una seconda tappa affrontata ad alto livello dopo un avvio complicato.

La prima giornata, infatti, è stata condizionata inizialmente da una scelta di gomme non ottimale, dovuta anche alla limitata conoscenza del fondo stradale. Successivamente, tra la terza e la quarta prova speciale, sono emersi problemi all’aspirazione della Skoda Fabia RS, che hanno di fatto compromesso il funzionamento della turbina. Un inconveniente che, considerando l’elevato ritmo della competizione, aveva fatto scivolare l’equipaggio fino alla decima posizione assoluta.

Nella seconda tappa, però, è arrivata la reazione: Lenzi ha aumentato progressivamente il passo, recuperando due posizioni e chiudendo la gara in crescendo. Un finale che ha confermato ulteriormente il potenziale e la continua crescita del giovane driver.

Le veloci strade slovene, che tendevano a sporcarsi già dopo pochi passaggi dei concorrenti, hanno rappresentato una sfida importante per Lenzi e Grilli, chiamati anche a confrontarsi con avversari di alto livello e profonda conoscenza delle prove speciali. In totale erano previste dieci speciali, nove delle quali effettivamente disputate.

“Sapevamo – dice a caldo Lorenzo Lenzi – che sarebbe stata una gara difficile, soprattutto perché ci siamo trovati ad affrontare prove completamente nuove e molto insidiose. Nella prima tappa abbiamo pagato qualcosa sia nella scelta delle gomme sia per il problema tecnico accusato dalla vettura, ma insieme a Federico siamo rimasti concentrati senza perdere fiducia. Nella seconda giornata siamo riusciti ad aumentare il ritmo, migliorando prova dopo prova e trovando sensazioni sempre più positive con la macchina. Chiudere ottavi assoluti, in un contesto così competitivo, è un risultato che ci dà sempre più morale e fiducia in vista dei prossimi appuntamenti.”

Il prossimo appuntamento del Campionato Nazionale Rally sloveno per Lenzi e Grilli sarà il Rally Zelezniki, in programma il 4 e 5 luglio.