di Simone Tofani
CASALGUIDI – Lorenzo Baglioni, il professore/cantautore più amato del web, fa tappa con il suo tour teatrale 2025 Canzoni a Colori, sul palco del Teatro Francini di Casalguidi, grazie alla data organizzata da Fondazione Teatri di Pistoia.
Accompagnato da suo fratello Michele al basso e nei cori, Lorenzo alterna monologhi e canzoni ad aneddoti del suo passato.

La ricca scaletta vede il duo impegnato anche a relazionarsi con il pubblico in veri e propri raffronti, passando per gli stornelli e i giochi musicali che si rifanno alla tradizione popolare, trattando tematiche come la scuola, la didattica ed entrando più in profondità con le relazioni sociali e i problemi della quotidianità.
Si passa dunque da uno stornello che ironizza sulle “cose che facciamo tutti”, come il tornare a controllare se abbiamo chiuso realmente l’automobile, al Teorema di Ruffini, che dopo la sua iniziale spiegazione matematica di tale teorema, Lorenzo parla di quanto la reazione basita del pubblico in sala sia molto simile a quella che facevano i suoi studenti, facendoci capire che la consapevolezza di quella relazione è stato uno dei primi passi verso la musica, verso il trovare nuovi metodi di comunicare con i suoi alunni.
Rimanendo in tema scolastico “la marcia dei riassunti” scritto da suo fratello Michele, invita alla lettura e al bene che questa attività può fare alle persone, ovviamente la chiave scherzosa dello stornello porta il pubblico nel lasciarsi andare e poter ridere a pieno di tali riassunti.

In questo spettacolo c’è tempo sia per ridere, che per pensare, perché questo metodo comunicativo riesce a svolgere a pieno anche questa funzione. Canzoni come “Insieme”, realizzata con Il Piccolo Coro dell’Antoniano o “Una Coca-Cola con la cannuccia corta corta” introducono tematiche più profonde che stimolano alla riflessione anche il pubblico più giovane.
Un concerto, anche se chiamarlo così è riduttivo, che muta durante il suo svolgimento, gli argomenti si susseguono e non sempre sono assonanti tra loro, proprio come i colori su una tavolozza di un pittore, dove troviamo vicini fra loro cromie molto diverse, ma una volta unite riescono a creare qualcosa di unico.

Si torna a sorridere parlando di un tema però molto importante come la sensibilizzazione sul cambiamento climatico globale, raccontata come potrebbero fare i grandi cantautori italiani, da Vasco, a Nek, passando per Baglioni, quello “vero” lo sottolinea scherzosamente Lorenzo, virando poi verso Valeria Rossi e Fabrizio Moro, e chiudendo con un Renato Zero che ricorda, che se ci impegniamo di più, questi torneranno ad essere i migliori anni della nostra vita.
Un momento molto personale, che ha commosso molti del pubblico presente è “non ti scordare di volermi bene” scritta quasi tre anni fa insieme a Paolo Ruffini e presente nel documentario “Perdutamente”, racconta la dolorosa “ruotine” di chi è accanto a persone affette dall’Alzheimer, dove il processo di perdita del ricordo viene combattuto ogni giorno per cercare di non farsi dimenticare.
“La ballata delle offese”, torna a far sorridere, facendo però pensare di quanto nel modo attuale il bullismo 2.0, ovvero il Cyberbullismo è alimentato dall’astio e dalla ormai mancanza di autoironia, ma anche dell’ironia stessa, portando ad un vero e proprio odio nel commentare la vita altrui.

Si va verso la chiusura, con “l’Apostrofo” viene chiesta la collaborazione del pubblico nei cori di risposta, rendendoli ancora più partecipi di questo gran finale, che si conclude con un altro momento di grande riflessione con “L’amore Secco Sè” scritta in collaborazione con l’Associazione Italiana Dislessia e con “Il Congiuntivo” brano portato a Sanremo 2018.
Canzoni a Colori è stato un concerto-spettacolo dove il pubblico si trova coinvolto, tra risate, emozioni e veri e propri momenti di confronto e riflessione dai quali non si può che uscirne più arricchiti.









