PISTOIA – Le richieste delle persone con disabilità, delle famiglie e dei caregiver sono al centro del documento che questa mattina, nel corso del sopralluogo alla Fondazione MAIC di Pistoia, è stato consegnato dal candidato sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi, alla ministra per le disabilità, Alessandra Locatelli.
La lettera raccoglie richieste, criticità e proposte avanzate da persone con disabilità, famiglie e caregiver familiari.

“Ho deciso di consegnare questa lettera – dichiara Capecchi – perché tra la narrazione istituzionale e la vita concreta delle persone continua a esserci una distanza troppo ampia. Chi vive ogni giorno la disabilità o sostiene il peso della cura conosce bene cosa significano solitudine, burocrazia, servizi frammentati, sostegni inadeguati e pesi sempre più grandi scaricati quasi interamente sulle famiglie”.
Al centro della lettera anche una critica alla proposta del Governo sui caregiver familiari.
“Su questo terreno – afferma Capecchi – il Governo continua a presentare la propria proposta come una svolta, ma basta ascoltare davvero chi vive ogni giorno il peso della cura per capire che non è così. Quella legge è stata contestata da molti caregiver e da tante associazioni, perché non dà ancora una risposta all’altezza della realtà”.
Secondo Capecchi, il nodo resta sempre lo stesso: “Non basta nominare i caregiver. Bisogna tutelarli davvero, riconoscendo fino in fondo il valore sociale del lavoro di cura e costruendo tutele adeguate sul piano economico, previdenziale e lavorativo. E bisogna affrontare seriamente il tema del sollievo, perché per tante famiglie non è un dettaglio: è la condizione minima per non essere schiacciate del tutto dal carico della cura”.
Nella lettera, Capecchi richiama anche le altre questioni aperte che persone con disabilità e famiglie continuano a segnalare: la debolezza dei servizi territoriali, la discontinuità nell’inclusione scolastica, le difficoltà di accesso al lavoro, la fragilità dei percorsi di vita indipendente e la paura per il futuro legata alla non autosufficienza e al dopo di noi.
Da candidato sindaco, Capecchi sottolinea però anche il ruolo delle amministrazioni locali. “Lo Stato ha responsabilità decisive, ma i Comuni non possono chiamarsi fuori. Un Comune serio deve fare della disabilità e del sostegno ai caregiver una priorità trasversale: rafforzare i servizi di prossimità, sostenere la domiciliarità e il sollievo, migliorare accessibilità e trasporto sociale, costruire sportelli di orientamento efficaci e lavorare in modo stabile con associazioni, famiglie e Terzo settore. Perché nella vita concreta delle persone la frammentazione dei servizi equivale troppo spesso all’abbandono”.
“La disabilità – conclude Capecchi – non può essere trattata come materia marginale o solo emergenziale. È una grande questione di diritti, dignità e giustizia sociale. Le persone con disabilità non chiedono concessioni: chiedono diritti. I caregiver familiari non chiedono gratitudine retorica: chiedono riconoscimento, tutele e sostegno concreto”.








