MONTEMURLO– Il presidente della Provincia di Prato, Simone Calamai, condanna con fermezza quanto avvenuto questa mattina al centro antidiscriminazione della Provincia. Una funzionaria dell’ente, infatti, ha ricevuto una telefonata anonima con minacce di morte e parole d’ingiuria verso le attività portate avanti dal Centro stesso. L’uomo avrebbe aggiunto che “dalle parole passerà ai fatti e inizierà ad uccidere, perché è molto facile uccidere” ed ha fatto riferimento anche al Centro antiviolenza La Nara, che da tempo offre sostegno e protezione a donne e soggetti fragili vittime di violenza. La funzionaria, tramite il supporto della polizia provinciale, ha depositato un esposto in procura.

“Si tratta di un episodio molto grave e preoccupante ed esprimo la mia vicinanza e solidarietà verso la funzionaria provinciale, nonché verso tutti i soggetti e le associazioni che fanno parte del centro provinciale antidiscriminazione- sottolinea con forza il presidente della Provincia, Simone Calamai– Le parole di odio e le minacce non possono trovare mai alcuna giustificazione o legittimazione, ma anzi mi interrogo su quanto sta accadendo a livello nazionale: è giunto il momento che tutte le istituzioni agiscano con determinazione, a partire dai livelli più alti, per fermare questa intollerabile ondata di odio e di follia. Mi aspetto una condanna unanime. L’appello è rivolto a chiunque ricopra ruoli pubblici o di responsabilità affinché si ponga fine a narrazioni che alimentano la contrapposizione e la discriminazione. Basta fomentare la paura nei confronti del diverso”.
Il presidente Calamai ribadisce quindi l’impegno della Provincia per prevenire e contrastare ogni forma di intimidazione. “Continueremo a lavorare con ancora più impegno e determinazione per costruire, attraverso le politiche di genere e di inclusione, un clima di rispetto reciproco, sicurezza e convivenza civile”



