PISA (Ansa) – Pesanti ritardi, fino a cinque ore, da stamani sui voli dell’aeroporto di Pisa sia in partenza che in arrivo, per circa una ventina di tratte.

La causa, secondo quanto si è appreso, è dovuta a “interventi di manutenzione straordinaria sulla pista principale”, con conseguente spostamento di decolli e atterraggi sulla pista secondaria, che ha però una capacità ridotta.
I lavori sulla pista sono stati eseguiti nella mattinata perché si erano presentate criticità non meglio specificate in un tratto.
C’è stata necessità di un intervento di ripristino.
Nel corso del pomeriggio le operazioni di volo dovrebbero tornare alla normalità.
La pista riaperta dopo le 15
E’stata riaperta alle 15 la pista principale dell’aeroporto di Pisa e così lo scalo è tornato pienamente operativo.
Anche i pesanti ritardi sui voli in arrivo e partenza si stanno progressivamente smaltendo.
La riparazione urgente è stata dovuta a un avvallamento che, ha spiegato l’Aeronautica Militare, si è “verificato su una porzione ridotta e laterale della pista per il quale è stato necessario un intervento di ripristino dell’asfalto con il trasferimento dei voli sulla pista sussidiaria, garantendo così che l’operatività, per quanto rallentata dello scalo, non sia mai stata sospesa”.
Intanto, la Filt Cgil, con una nota spiega che “il deterioramento all’asfalto della pista, del tutto simile a un guasto già verificatosi la scorsa settimana, ha fatto ripiombare la struttura nel caos e ancora una volta i lavoratori aeroportuali si sono trovati soli a gestire una gravissima emergenza in prima linea, senza alcun potenziamento organizzativo da parte delle aziende coinvolte”.
Il caos è avvenuto in una giornata di partenza per il primo scaglione delle ferie estive, aggiunge la Filt Cgil, con “migliaia di viaggiatori ammassati nell’area imbarchi, ai varchi di sicurezza e al terminal arrivi a causa di voli ritardati o cancellati e in questo scenario di totale abbandono, non sono mancati momenti di forte tensione, sfociati in ingiustificati episodi di esasperazione a danno dei lavoratori e degli operatori aeroportuali, unici presenti a metterci la faccia”.





