SAN MARCELLO – Esiste ancora la musica d’autore? Ad ascoltare il cd di Maurizio Benvenuti e Luca Vivarelli, viene da rispondere affermativamente.
L’opera, un vero e proprio concept album, raggruppa dodici canzoni legate dal filo di “partenze, approdi, naufragi e altri incidenti”: viaggi immaginari e metaforici, “a volo di rondine”, o reali e carichi di umanità e ideali.

Luca Vivarelli e Maurizio Benvenuti “Bruschino” si conoscono da una vita e sono nomi noti nel giro della musica e delle formazioni pistoiesi dei canti popolari, come il gruppo Toscanto. Vivarelli ha scritto i testi e definito la linea melodica mentre “Bruschino” si è occupato di arrangiamenti e tonalità. Hanno collaborato alla registrazione del cd alcuni amici, musicisti del calibro di Maurizio Geri, Gianni Landroni, Gabriele Inglese e Lorenzo Cioni per la parte strumentale, e Laura Tonarelli, voce in due canzoni. L’ultima traccia è una poesia di Carlo Lapucci da cui è stato ricavato il titolo dell’album.
Nei testi le parole diventano poesia e hanno quasi sempre la stessa importanza della musica. Il contributo di particolari strumenti come armonica, bouzouki, darbouka e flauto di legno traverso irlandese serve restituire pienamente, nelle canzoni, specifiche ambientazioni o gesti o carichi emotivi.
Tutte le canzoni sono nate in momenti di forte ispirazione. C’è spazio per la canzone impegnata, come Gaza, che meritoriamente ricorda a tutti con calzanti sonorità l’ingiustizia assoluta e inumana di un popolo prigioniero di un campo di sterminio. Molte altre vengono da lontano e si apprezzano in generale quando per l’arrangiamento, quando per i riff delle chitarre, elettrica, acustica e classica.
Protagonisti e protagoniste sono prevalentemente figure reali, la cui vicenda terrena trascende la dimensione temporale per farsi universale. E allora ecco che abbiamo Samia Yousuf Omar, la ragazza somala morta naufraga in maure, mentre cercava di raggiungere l’Europa per trovare un allenatore che la preparasse per le Olimpiadi di Londra; c’è poi il viaggio di Tina Modotti, alla ricerca di giustizia sociale, riscatto e bellezza, come pure quello quotidiano di Nogaye, ragazza africana di sette anni impegnata quotidianamente nel trasporto dell’acqua, dal pozzo al villaggio, andata e ritorno. Non manca un omaggio alla figura della balia, la nutrice, colei che spinta dall’indigenza se ne andava ad allattare i bambini nelle famiglie facoltose. Balia fu ance Beatrice di Pian degli Ontani e proprio nell’area della Valdinievole, in particolare nella zona del padule, il baliato ha conosciuto fino ai primi decenni dell’Novecento una forte concentrazione. Viene poi citato il viaggio verso la libertà e l’utopia di Silvano Fedi, il comandate partigiano pistoiese ucciso nel 1944 dai nazisti dietro delazione o comunque in circostanza ancora oggi controversa.
Insomma, ogni traccia aprirebbe lunghe digressioni.
Intanto la prima presentazione ufficiale dell’album è prevista per sabato 8 agosto alle 18:00 a San Marcello presso la sala ex Maeba.










