mercoledì, Settembre 9, 2026

Danni dei cinghiali, risponde il Presidente dell’Atc Pistoia 11

PISTOIA – “In questi giorni, sono stato più volte contattato telefonicamente da tanti cacciatori, in merito all’articolo uscito Giovedì scorso sulla pagina di Reporpistoia, dal titolo Pistoia, ortaggi e alberi da frutto in pericolo: è allarme cinghiali.

Ricopro il ruolo di Presidente dell’ATC Pistoia 11 da ormai cinque anni, e conosco molto bene la tematica ungulati che affligge non solo la provincia di Pistoia ma tutta la Regione Toscana.

Massimo Damiani

Non è certo mia intenzione fare polemica sulle responsabilità del problema ungulati, di fatto le colpe non sono certo da accollare all’unica categoria che della propria passione ne costituisce un servizio e si adopera per contenere la specie ungulate, senza di loro (i cacciatori) il problema sarebbe molto più grave di quello che lo è già adesso, basti pensare che solo quest’anno sono circa 2.900 i cinghiali prelevati, di cui il 90% abbattuti dalle squadre in Braccata.

In un prossimo futuro chi si occuperà di pulire gli stradelli nei boschi?.. chi verserà i ristori alle aziende colpite?? chi effettuerà gli abbattimenti se i cacciatori smettessero di svolgere l’attività venatoria?.. sono tutte domande da porci e sulle quali riflettere.

Nel comunicato, il tecnico della Coldiretti Michele Bellandi menziona la probabile mancanza di ricambio generazionale di giovani imprenditori agricoli a causa della massiccia presenza di ungulati, è un dato che deve essere sicuramente preso in considerazione, come lo è che mediamente ogni anno la Regione Toscana “perde” un 10/15% di cacciatori, questo è molto più preoccupante perché i cacciatori sono l’unica fonte di sostentamento per danni e prevenzione danni all’agricoltura. Ogni anno l’ATC di Pistoia, tramite i proventi dei cacciatori, versa mediamente dai 60 ai 75 mila euro a favore degli imprenditori agricoli o coltivatori diretti.

All’interno di questi importi è presente anche l’Azienda Agricola menzionata nell’articolo pubblicato giovedì scorso; su questo vorrei soffermarmi e chiarire alcuni aspetti che non sono emersi nel comunicato e sui quali mi preme far chiarezza per dare merito ai cacciatori che si sono adoperati per far fronte alle esigenze di una azienda del loro territorio.

Dal 2018 al 2021 all’azienda agricola di Luciano e Rocca, sono stati elargiti circa 2.000€ di ristoro danni, è stata inoltre sottoscritta, alla presenza del tecnico dell’Associazione, una convenzione per ulteriori € 1.600 elargiti dall’ATC, che ha coinvolto oltre che l’Ente, anche la squadra di caccia in braccata Montagnana-Momigno, la quale ha fornito a proprie spese, pali e manodopera necessaria all’installazione della recinzione, realizzata in rete elettrosaldata per una lunghezza di ML. 400 e finalizzata alla messa in sicurezza dei campi coltivati.

Cinghiali vicino a Montecatini

La convenzione fra ATC e Azienda prevedeva l’impegno dei titolari a mantenere l’opera, oltre a rendere inaccessibile il recinto, provvedendo in autonomia alla chiusura di circa 20 metri rimasti incompiuti per scelta del titolare, in prossimità della strada di ingresso all’azienda. Ad oggi il varco risulta essere rimasto tale, e pertanto è possibile che i cinghiali o altri ungulati abbiano “libero accesso” ai terreni coltivati attraverso tale apertura.

Nei giorni scorsi, e dopo la pubblicazione dell’articolo, ho letto i più svariati commenti accusatori nei confronti della categoria dei cacciatori, per questo mi sono sentito in dovere di far chiarezza e far presente all’opinione pubblica che non sempre le cose sono come ci vengono mostrate ma possono avere degli aspetti diversi da quelli rappresentati.

Anch’io come il Presidente Fabrizio Tesi, auspico che il nuovo governo riesca a sciogliere i nodi che ci legano ad una norma risalente al 1992, e si possa finalmente avere una legge che consenta di intervenire in tempi rapidi ed efficaci, e che la fauna definita in legge patrimonio indisponibile dello Stato, lo sia non solo quando torna più comodo, ma anche per il ristoro a tutte le attività agricole”.

Massimo Damiani, Presidente dell’ATC Pistoia 11

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