mercoledì, Aprile 22, 2026

Digitale e lavoro in Toscana: 36 progetti e oltre 3.200 partecipanti

PISTOIA – Sono oltre 3.200 i partecipanti coinvolti in Toscana nell’ambito dei progetti selezionati e sostenuti dal Fondo per la Repubblica Digitale, iniziativa nazionale nata dalla partnership tra Governo e Acri e sostenuta dalle Fondazioni di origine bancaria su tutto il territorio italiano.

In questo quadro, le Fondazioni attive in Toscana hanno contribuito alla realizzazione di 36 progetti, con l’obiettivo di rafforzare le competenze digitali e favorire l’accesso al lavoro, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità.

Business Team Working On Computer. Software App Development

Secondo i dati regionali del Fondo relativi al periodo 2022-2026, a sei mesi dalla conclusione dei percorsi formativi, 332 partecipanti hanno trovato lavoro o migliorato la propria posizione professionale su un gruppo di utenti per il 60% donne, con un’età media di 29 anni. Nel dettaglio, i progetti rivolti ai giovani Neet hanno coinvolto 212 persone, con 100 inserimenti lavorativi.

Le iniziative dedicate all’occupazione femminile hanno interessato 113 donne, con 33 esiti occupazionali positivi. Per i lavoratori a rischio di sostituzione sono state formate 207 persone, di cui 199 hanno migliorato la propria condizione lavorativa. Completano il quadro gli interventi rivolti a studenti (1.099 coinvolti), operatori dell’economia sociale (848) e cittadini nei Punti Digitale Facile (oltre 700).

In questo contesto si inserisce l’iniziativa in programma a Pistoia mercoledì 6 maggio, “Italia Comunità Digitale 2026 – Come stiamo cambiando con l’IA”, rivolta agli studenti e ospitata nell’ambito de Il Giardino delle invenzioni, la mostra-concorso organizzata da Fondazione Caript che coinvolge le scuole del territorio e che si svolgerà dal 5 al 9 maggio nella Cattedrale di via Pertini.

L’iniziativa sulla comunità digitale è promossa dalla Consulta delle Fondazioni di origine bancaria della Toscana, insieme ad Acri e al Fondo per la Repubblica Digitale. Nel corso dell’incontro, i giovani di Radioimmaginaria intervisteranno il giornalista Alberto Puliafito e l’attivista per i diritti umani e digitali Pegah Moshir Pour. L’appuntamento rappresenta un momento di confronto sui cambiamenti introdotti dall’intelligenza artificiale e sul loro impatto sociale, con attenzione ai temi della partecipazione e dell’inclusione.

«I dati della Toscana indicano che la formazione digitale può produrre effetti concreti sull’occupazione, ma evidenziano anche quanto il lavoro da fare resti ampio – dichiara Luca Gori, coordinatore della Consulta della Fondazioni di origine bancaria della Toscana –. Ridurre il divario nelle competenze è una condizione necessaria per garantire accesso al lavoro, ai servizi e alla partecipazione. È su questa sfida che si deve concentrare l’impegno, mettendo alla prova soluzioni che possano essere estese e consolidate nel tempo».

Il Fondo per la Repubblica Digitale, attivo nell’ambito del PNRR e del PNC, è finanziato dalle Fondazioni di origine bancaria con circa 215 milioni di euro in cinque anni e sostiene progetti di formazione gratuita e inclusione digitale. A livello nazionale ha attivato 189 progetti, coinvolgendo oltre 70mila persone, con più di 3.000 inserimenti lavorativi già registrati, contribuendo allo sviluppo di soluzioni innovative e di politiche più efficaci sulle competenze digitali.

Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità e cittadini. L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali.

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