PISTOIA – Venerdì 24 aprile alle 16.30 nell’auditorium Terzani prosegue il percorso multidisciplinare “Leggere la Bibbia“, a cura di Alessandro Pagnini e della Fondazione Francis Bacon.
L’incontro con Luciano Bossina ha per titolo “Tradurre o riscrivere la Bibbia? Quando la traduzione modifica il testo sacro“. A condurre la conversazione è il filologo Tommaso Braccini.
L’importanza storica dell’Antico Testamento si deve a coloro che in epoca ellenistica lo hanno tradotto dall’ebraico al greco. Questa traduzione (detta ‘dei Settanta’) ha dato al testo una dimensione internazionale, e lo ha reso comprensibile a tutti. Non a caso la Chiesa cristiana, quando ha acquisito le Scritture giudaiche nel proprio canone, lo ha fatto attraverso il greco. Ma quali differenze ci sono tra originale e traduzione? E che cosa significa tradurre un testo «sacro»? Attraverso alcuni casi di grande rilievo, e di profonda distorsione, potremo misurare quale impatto abbia avuto, nella storia dell’Occidente, il lavoro dell’interprete.
Luciano Bossina si è formato a Torino, ha lavorato all’Accademia delle Scienze di Göttingen per l’edizione della Bibbia dei Settanta, ed è ora professore di Filologia classica all’Università di Padova. È «Chaire Gutenberg» dell’Università di Strasburgo, docente invitato a Città del Messico, «directeur d’études» all’EPHE di Parigi. Si occupa di letteratura greca di epoca ellenistica e tardo-antica, di giudaismo, di storia della filologia e di ricezione del classico. Tra i suoi libri: Teodoreto restituito (Edizioni dell’Orso, 2008; premio Tartufari dell’Accademia dei Lincei); Stoa, Ellenismo e catastrofe tedesca (Edizioni di Pagina, 2012); Lo scrittoio di Guido Gozzano. Da Omero a Nietzsche (Olshki, 2017).








